Giacomo Puccini

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NATO IL 22-12-1858
MORTO IL 29-11-1924
Italia Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924) è stato un compositore italiano, considerato uno dei massimi operisti della storia
Pubblicato il 02/10/2013


Postato il 29/11/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 29/11/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 29/11/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 02/10/2013

.......e il Dio santo mi toccò col dito mignolo e mi disse: "Scrivi per il teatro: bada bene, solo per il teatro" e ho seguito il supremo consiglio. „
Donatello
Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924) è stato un compositore italiano, considerato uno dei massimi operisti della storia

Biografia
La prima formazione

Nacque a Lucca il 22 dicembre del 1858 sestogenito dei nove figli di Michele Puccini (Lucca, 27 novembre 1813 - ivi, 23 gennaio 1864) e di Albina Magi (Lucca, 2 novembre 1830 - ivi, 17 luglio 1884).
Da quattro generazioni i Puccini erano maestri di cappella del Duomo di Lucca e fino al 1799 gli antenati di Giacomo avevano lavorato per la prestigiosa Cappella Palatina della Repubblica di Lucca. Il padre di Giacomo era, già dai tempi del Duca di Lucca Carlo Lodovico, uno stimato professore di composizione presso l'Istituto Musicale Pacini. Proprio la morte del padre, avvenuta quando Giacomo aveva cinque anni, mise in condizioni di ristrettezza la famiglia. Il giovane Puccini fu mandato a studiare presso lo zio materno, Fortunato Magi, che lo considerava un allievo non particolarmente dotato e soprattutto poco disciplinato (un «talento», come giunse a definirlo, ossia un fannullone senza talento). Giacomo si iscrisse poi all'Istituto Musicale di Lucca ove il padre era stato, come detto, docente. Buonissimi risultati ottenne con il professor Carlo Angeloni, già allievo di Michele Puccini, mostrando un talento non comune. A quattordici anni Giacomo poté iniziare a contribuire all'economia familiare suonando l'organo in varie chiese di Lucca.
L'aneddotica ce lo descrive tuttavia come uno scavezzacollo, anche se è totalmente priva di fondamento la storia secondo cui, per intascare qualche spicciolo, avrebbe rubato alcune canne dell'organo del duomo.
La tradizione vuole che egli decise di dedicarsi al teatro musicale nel 1876 dopo aver assistito a una rappresentazione di Aida di Verdi a Pisa, dove si sarebbe recato a piedi con due amici.
A questo periodo risalgono le prime composizioni note, tra cui spiccano una cantata (I figli d'Italia bella, 1877), un mottetto (Mottetto per San Paolino, 1877). Nel 1880, all'ottenimento del diploma presso l'Istituto Pacini, compose, quale saggio finale, una bellissima Messa (Messa a quattro voci con orchestra 1880), che eseguita nella Basilica di San Paolino suscitò l'entusiasmo della critica lucchese.

Gli esordi operistici
A quel punto, grazie all'impegno di amici e familiari, Puccini ottenne una dalla regina Margherita una borsa di studio di cento lire al mese, per un anno che gli consentì di perfezionarsi presso il Conservatorio di Milano dal 1880 al 1883. All'epoca Milano era il centro principale del teatro operistico e non si poteva aver successo nell'opera se non passando per Milano. Durante questi anni divise una camera con l'amico Mascagni. Tra i suoi insegnanti spiccano i nomi di Amilcare Ponchielli e Antonio Bazzini.
Nel 1883 partecipò al concorso per opere in un atto indetto dall'editore Sonzogno. Le Villi, su libretto di Ferdinando Fontana, non vinse il concorso, ma nel 1884 fu rappresentata al Teatro dal Verme di Milano sotto il patrocinio dell'editore Giulio Ricordi, concorrente di Sonzogno.
Rincuorato dal vivo successo delle Villi, Ricordi commissionò una nuova opera al duo Puccini-Fontana, destinata questa volta al Teatro alla Scala, ma Edgar (1889), che costò al compositore circa quattro anni di lavoro, non raccolse che un successo di stima, e nei decenni successivi subì radicali rimaneggiamenti senza tuttavia mai entrare in repertorio.
Nel frattempo, nel 1884, Puccini aveva iniziato una convivenza (destinata a durare, tra varie vicissitudini, tutta la vita) con Elvira Bonturi, moglie del droghiere lucchese Narciso Gemignani. Elvira portò con sé la figlia Fosca, e tra il 1886 e il 1887 la famiglia visse a Monza, in corso Milano 18, dove nacque l'unico figlio del compositore, Antonio detto Tonio, e dove Puccini lavorò alla composizione dell'Edgar, che lo impegnò per oltre quattro anni. Una lapide, posta sull'abitazione (ancora oggi esistente), ricorda l'illustre inquilino.

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