Helenio Herrera

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NATO IL 10-04-1910
MORTO IL 09-11-1997
 Argentina Football pictogram.svg Francia  Helenio Herrera Gavilán è stato un calciatore e allenatore di calcio argentino naturalizzato francese. Soprannominato Il Mago, negli anni sessanta condusse l'Inter alla conquista di tre campionati nazionali (1962-63, 1964-65, 1965-66), due Coppe dei Campioni (1963-64, 1964-65) e altrettante Coppe Intercontinentali (1964, 1965)
Pubblicato il 22/08/2013
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Postato il 09/11/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 09/11/2015

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Postato il 09/11/2013

“Il calcio moderno è velocità. Gioca veloce, corri velocemente, pensa velocemente, marca e smarcati velocemente.
Massimo
Postato il 22/08/2013

Ai miei tempi c'era un club che mandava a tutti gli arbitri uno scatolone con un regalo. In uno, in uno solo, dicevano, c'era una pelliccia per la moglie dell'arbitro. Invece c'era una pelliccia in tutti gli scatoloni.
Valentino
Helenio Herrera Gavilán (Buenos Aires, 10 aprile 1910 – Venezia, 9 novembre 1997) è stato un calciatore e allenatore di calcio argentino naturalizzato francese.
Soprannominato Il Mago, negli anni sessanta condusse l'Inter alla conquista di tre campionati nazionali (1962-63, 1964-65, 1965-66), due Coppe dei Campioni (1963-64, 1964-65) e altrettante Coppe Intercontinentali (1964, 1965)

Carriera 
Giocatore 

Da bambino emigrò con i genitori dall'Argentina al Marocco, dove giocò qualche anno nel Racing di Casablanca. La sua carriera professionista da calciatore si svolse tutta in quel paese: dal 1932 al 1945 giocò in varie squadre francesi, come difensore. Con il Red Star vinse la Coppa di Francia nel 1942.
Iniziò, dopo una non certo brillante carriera da giocatore, ad allenare una piccola squadra di dilettanti.
Allenatore 
Negli anni cinquanta Herrera trionfò in Spagna, vincendo quattro volte il campionato di calcio spagnolo, due con l'Atlético Madrid e due con il Barcellona. Con il club catalano conquistò anche una Copa del Generalísimo e due Coppe delle Fiere. Angelo Moratti, dopo una doppia sconfitta in Coppa delle Fiere con il Barcellona, se lo assicura a stagione ancora in corso. Così nel 1960 lascerà il Barcellona a seguito di forti polemiche provocate, tra l'altro, dai contrasti con la stella della squadra blaugrana Ladislao Kubala.
Così Herrera emigrò in Italia siglando un accordo con l'Inter con un ingaggio di 45 milioni a stagione (premi esclusi). Nelle sue otto stagioni come allenatore, l'Inter di Herrera vinse due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e tre scudetti. Herrera fu un fautore del pressing e un sostenitore dei ritmi di gioco alti[2]. Durante il suo periodo all'Inter si mise in mostra con le sue doti di stratega e motivatore, prediligendo la fase difensiva e preparando al meglio le partite. Inoltre fu uno dei primi allenatori ad utilizzare la psicologia come strumento per motivare i giocatori e confondere gli avversari. Si racconta che in un'occasione riprese uno dei suoi giocatori per aver dichiarato alla stampa "Andiamo a giocare a Roma" anziché "Andiamo a vincere a Roma". Incentivò il tifo, sollecitando gli appassionati ad essere il dodicesimo uomo partecipando attivamente durante la partita con bandiere e cori, invece di limitarsi ad essere silenziosi spettatori come si usava fino ad allora.
Nella stagione 1968-1969, attratto da un contratto da 259 milioni[4], arriva alla Roma dove rimane per ben cinque anni. Il miglior piazzamento ottenuto con i giallorossi in campionato è il sesto posto del 1970-1971, ma riesce ad aggiudicarsi con la Roma la Coppa Italia, la Coppa Anglo-Italiana e fallisce solo a causa dell'estrazione a sorte con la monetina l'approdo in finale di Coppa delle Coppe.
Parallelamente alla carriera di allenatore di club, Herrera fu selezionatore della Spagna dal 1959 al 1962 e dell'Italia dal 1966 al 1967 (in coppia con Ferruccio Valcareggi).
Helenio Herrera alla guida dell'Inter, negli anni sessanta
Al termine della seconda parentesi interista nel 1974, trascorse due anni di inattività per una vecchia squalifica. Nel marzo 1979 fu chiamato al Rimini Calcio, club di Serie B, dove formalmente figurò nel ruolo di consulente: avendo superato i 60 anni, secondo la legge italiana non poteva ottenere la qualifica ufficiale di allenatore. Dopo neanche due mesi si trasferì in Spagna, chiamato da Josep Lluís Núñez alla guida del Barcellona. Con i blaugrana concluse la sua prestigiosa carriera qualificandosi per la Coppa UEFA nel 1980 e vincendo la Coppa del Re nel 1981.
Finito questo impegno in Spagna, Herrera decise di interrompere definitivamente la sua carriera di allenatore, dedicandosi, soprattutto nell'ultimo periodo della sua vita, a commentare eventi sportivi in trasmissioni televisive molto popolari.
Helenio Herrera si definiva ateo convinto: cfr. articolo di Francesco Bottazzo in data 18/12/2010 sul quotidiano Corriere del Veneto. Trascorse i suoi ultimi anni a Venezia, nel sestiere di Rialto, dove morì il 9 novembre del 1997 per arresto cardiaco. Herrera riposa nell'isola del Cimitero di San Michele, sempre a Venezia.

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