Eleonora Duse

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NATA IL 03-10-1858
MORTA IL 21-04-1924
 Italia Eleonora Duse (Vigevano, 3 ottobre 1858 – Pittsburgh, 21 aprile 1924) è stata un'attrice teatrale italiana. Fu una tra le più importanti attrici teatrali italiane della fine dell'Ottocento e degli inizi del Novecento simbolo indiscusso del teatro moderno, anche nei suoi aspetti un po' enfatici.
Pubblicato il 12/07/2013
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Postato il 21/04/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 21/04/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 21/04/2015

Senza la donna non va niente. Questo l'ha dovuto riconoscere perfino Dio.(Eleonora Duse)
Margherita
Postato il 21/04/2015

Non mi importa se le donne hanno mentito, se hanno tradito, se hanno peccato o se nacquero perverse…perché io sento che hanno pianto.(E.Dose)
Alessia V.
Postato il 12/07/2013

“Le rughe dovrebbero servire soltanto a indicare il posto dove prima vi erano i sorrisi>
Umberto
Eleonora Duse (Vigevano, 3 ottobre 1858 – Pittsburgh, 21 aprile 1924) è stata un'attrice teatrale italiana.
Fu una tra le più importanti attrici teatrali italiane della fine dell'Ottocento e degli inizi del Novecento simbolo indiscusso del teatro moderno, anche nei suoi aspetti un po' enfatici.

Biografia 
Nata a Vigevano (sulla casa natale è stata messa una targa) da una famiglia di attori chioggiotti, crebbe e trascorse l'infanzia tra il nomadismo e il dilettantismo della compagnia girovaga del padre Alessandro Vincenzo Duse e della madre Angelica Cappelletto, andando in scena fin da bambina. La famiglia Duse era imparentata con un'altra famiglia di attori girovaghi, i Vitaliani. Cugina di Eleonora era Italia Vitaliani. Nel 1862, Eleonora, a soli 4 anni, interpretò la parte di Cosetta in una versione teatrale de I miserabili. Nel 1878 conquistò il ruolo di prima amorosa nella compagnia Ciotti-Belli Blanes, e appena ventenne fu a capo di una compagnia con Giacinta Pezzana. Alcune memorabili interpretazioni, come Teresa Raquin di Émile Zola, le procurarono presto l'adorazione del pubblico e l'entusiasmo della critica. Nel 1879 entrerà nella Compagnia Semistabile di Torino di Cesare Rossi, dove porterà a maturazione una sua poetica che raccoglieva le eredità del passato ma che insieme rompeva con la tradizione grandattorica della prima metà dell'Ottocento.
È proprio in questo periodo, gli anni ottanta, che la Duse compirà le scelte di repertorio che segneranno il suo percorso artistico e la sua carriera. Un repertorio che le permetterà di esprimere il suo sentimento di crisi rispetto all'epoca di cui faceva parte. Vista la sostanziale assenza di una drammaturgia in Italia (di Giacometti, Giacosa, Torelli, Praga si ricorda un'opera a testa, non molto di più) i testi che sceglieva e prediligeva erano perlopiù le pièce bien faite francesi: moderne, mondane, di forte richiamo per i mutati gusti del mutato pubblico del secondo Ottocento; meccanismi perfetti che intendevano confermare le norme e i valori borghesi.
Ma nelle mani della Duse i drammi di Victorien Sardou e di Alexandre Dumas figlio diventavano partiture da smontare per poter essere poi riempite di nuova linfa, del messaggio tutto personale della Duse che quei valori borghesi voleva metterli in crisi, rappresentarli quindi così come nella realtà che la circondava essi si presentavano, non certo confermarli acriticamente. I temi che alla Duse premeva di affrontare erano quelli più spinosi e più rappresentativi della società borghese dell'epoca: denaro, sesso, famiglia, matrimonio, ruolo della donna. Ne usciva il ritratto di una società perbenista ma in realtà ipocrita, luccicante nella vetrina ma marcia nella sostanza, egemonizzata da un dio-denaro regolatore di ogni rapporto umano; un mondo nel quale è impossibile provare delle emozioni sincere. Emergeva poi l'interiorità femminile così come la Duse viveva la sua: un'interiorità rotta, alienata, nevrotica.
Il suo repertorio era moderno e di forte richiamo: dal verismo della Cavalleria rusticana di Giovanni Verga, dove interpretò Santuzza, ai drammi di Victorien Sardou e di Alexandre Dumas figlio che facevano parte del repertorio della grande attrice francese Sarah Bernhardt. Fra le due attrici nacque presto una rivalità che divise i critici teatrali.
Nel 1881 Eleonora Duse sposò Tebaldo Checchi, attore nella sua compagnia; l'unione, dalla quale nacque una bambina, Enrichetta, si rivelò presto infelice e terminò con una separazione definitiva.
Nel 1884 la Duse si legò ad Arrigo Boito, che adattò per lei Antonio e Cleopatra di William Shakespeare. La relazione con Boito restò sempre segreta e durò, fra alti e bassi, per diversi anni: gli incontri avvenivano presso Ivrea al castello di San Giuseppe dimora di un comune amico, Giuseppe Bianchi. In questo periodo, l'attrice frequentò gli ambienti della Scapigliatura, ed il suo repertorio si arricchì anche dei drammi di Giuseppe Giacosa, amico di Boito.
Ebbe una relazione con Lina Poletti che durò due anni. La sua amicizia con Isadora Duncan con la quale si incontrava nelle tournée europee fu molto "chiacchierata".[senza fonte]
Negli anni novanta, Eleonora Duse portò sulle scene italiane i drammi di Ibsen, Casa di bambola, La donna del mare, Hedda Gabler e Rosmersholm. Quest'ultimo, in particolare, fu da lei ripreso anche al Théâtre de l'Oeuvre di Parigi (1898) con la regia di Aurélien-Marie Lugné-Poë, e in un memorabile allestimento con le scene di Edward Gordon Craig (1906).
Nel 1909 Eleonora Duse abbandonò il teatro. Pochi anni dopo, nel 1916, interpretò il suo unico film, Cenere, tratto dall'omonimo romanzo di Grazia Deledda.
Tornata sulle scene nel 1921, si spense nel corso dell'ultima tournée americana, a Pittsburgh, il 21 aprile 1924. È sepolta nel cimitero di Asolo, secondo la sua volontà.
Dopo la sua morte, a suo nome sono stati intitolati numerosi teatri, oltre a scuole e toponimi in varie città italiane. Inoltre, in mostra in importanti musei in tutto il mondo, è stato esposto il guardaroba dell'attrice restaurato da Fausto Sarli.
Le è stato dedicato un cratere di 30 km di diametro sul pianeta Venere

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