Giovanni Gronchi

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NATO IL 10-09-1887
MORTO IL 17-10-1978
Italia  3° Presidente della Repubblica Italiana

Giovanni Gronchi è stato un politico italiano, terzo Presidente della Repubblica Italiana, tra il 1955 e il 1962. Già Ministro dell'Industria e del Commercio nei governi Bonomi II, Bonomi III e De Gasperi I, fu il primo cattolico ad essere eletto Presidente della Repubblica.
Pubblicato il 11/08/2013
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Postato il 17/10/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 17/10/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 17/10/2013

Durante l'occupazione tedesca di Roma fu fra i capi del movimento di resistenza e rappresentante della Democrazia cristiana, insieme a De Gasperi, nel CLN centrale.
Egidio
Giovanni Gronchi (Pontedera, 10 settembre 1887 – Roma, 17 ottobre 1978) è stato un politico italiano, terzo Presidente della Repubblica Italiana, tra il 1955 e il 1962.
Già Ministro dell'Industria e del Commercio nei governi Bonomi II, Bonomi III e De Gasperi I, fu il primo cattolico ad essere eletto Presidente della Repubblica.

Biografia
Studi, esordi in politica e fondazione del Partito Popolare Italiano 
Frequentò il liceo scientifico arcivescovile Santa Caterina di Pisa.. Nel 1902 aderì, appena quindicenne, alla Democrazia Cristiana di Romolo Murri[1]. Laureatosi in lettere alla Scuola Normale Superiore di Pisa[2], insegnò filosofia nei licei di Parma, Massa-Carrara, Bergamo e Monza tra il 1911 ed il 1915. Partecipò alla Prima guerra mondiale come ufficiale di fanteria.
Nel 1919, Gronchi fu tra i fondatori del Partito Popolare Italiano e nello stesso anno venne eletto deputato; nel 1920 venne chiamato a dirigere la cristiana Confederazione Italiana dei Lavoratori.
Sottosegretario all'Industria nel governo Mussolini, si dimise dall'incarico allorché il PPI uscì dalla maggioranza governativa (1923). Nel 1924 Gronchi, insieme a Giuseppe Spataro e Giulio Rodinò, fece parte del triumvirato che resse il Partito Popolare a seguito delle dimissioni di Luigi Sturzo e fu rieletto deputato. Partecipò alla "Secessione aventiniana" e, nel 1926, con l'adozione delle leggi fascistissime (R.D. n. 1848/26), fu dichiarato decaduto dal mandato parlamentare. Successivamente si appartò dalla vita politica e prima lavorò come rappresentante di commercio e poi intraprese iniziative industriali. Rimasto vedovo della prima moglie, nel 1941 si sposò con Carla Bissatini, di venticinque anni più giovane.

Gronchi fondatore della DC e leader della corrente di sinistra
Nel settembre del 1942, Gronchi cominciò ad incontrarsi clandestinamente con Alcide De Gasperi ed altri esponenti politici cattolici, nell'abitazione di Giorgio Enrico Falck, noto imprenditore milanese. Dopo il 25 luglio 1943, insieme a De Gasperi, Spataro, Rodinò, Attilio Piccioni e Paolo Emilio Taviani fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana. Ministro dell'Industria nel secondo e nel terzo governo Bonomi, fu confermato in tale incarico anche nel governo De Gasperi .
Eletto deputato all'Assemblea Costituente (1946) e alla Camera dei deputati nel 1948 e nel 1953, Gronchi, insieme a Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani e Giorgio La Pira, fu il maggior esponente della corrente di sinistra del suo partito.
Fu presidente della Camera dei deputati nella I e nella II legislatura. Critico verso il patto atlantico[5], Gronchi fu tra i primi assertori, in ambito democristiano, del superamento della politica centrista di De Gasperi e di un avvicinamento al Partito Socialista di Pietro Nenni.

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