Giovanni Leone

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NATO IL 03-11-1908
MORTO IL 09-11-2001

Italia  6° Presidente della Repubblica Italiana    

Giovanni Leone è stato un politico e giurista italiano, sesto presidente della Repubblica Italiana. È stato l'11º e 13º Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana....primo senatore a vita a diventare Presidente della Repubblica Italiana,

Pubblicato il 04/08/2013
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Postato il 09/11/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 09/11/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 09/11/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 09/11/2015

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 04/08/2013

Quando il 2 giugno 1946 nacque la Repubblica, tutti avemmo la consapevolezza che conservare integri nel tempo gli ideali cui essa si ispirava, avrebbe comportato momenti di duro impegno ed anche grandi sacrifici.
Piero
Giovanni Leone (Napoli, 3 novembre 1908 – Roma, 9 novembre 2001) è stato un politico e giurista italiano, sesto presidente della Repubblica Italiana.
È stato l'11º e 13º Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. Dal 10 maggio 1955 al 21 giugno 1963 fu Presidente della Camera dei deputati e, successivamente, fu per due volte Presidente del Consiglio dei ministri, dal 21 giugno 1963 al 4 dicembre 1963 e dal 24 giugno 1968 al 12 dicembre 1968.
Nominato senatore a vita dal Presidente Saragat, il 27 agosto 1967, fu il primo senatore a vita a diventare Presidente della Repubblica Italiana, una circostanza che si è ripetuta solo nel 2006, con l'elezione di Giorgio Napolitano. L'elezione di Leone, con i ben 23 scrutini necessari a raggiungere la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea elettiva, fu anche la più lunga della storia repubblicana.

Biografia e carriera
Carriera universitaria ed esordio in politica
Figlio di Mauro e Maria Gioffredi, entrambi di Pomigliano d'Arco, suo padre, Mauro Leone era un noto avvocato del foro di Napoli, e aveva partecipato alla fondazione del Partito Popolare in Campania.
Giovanni seguirà le orme paterne e conseguirà nel 1929, a soli 21 anni, la laurea in giurisprudenza, seguita da quella in scienze politiche nel 1930. Allievo di Enrico De Nicola e di Eduardo Massari, Leone ottenne nel 1933 la libera docenza in diritto e procedura penale. Fu iscritto alla Federazione Universitaria Cattolica Italiana, della quale fu presidente del circolo di Napoli, già laureato, fino al 1931-32. Dopo aver insegnato come professore incaricato nella facoltà di giurisprudenza di Camerino, nel 1935 fu vincitore assoluto del concorso a ordinario. Insegnò a Messina (1935-1940), a Bari (1940-1948, dove ebbe fra i suoi collaboratori Aldo Moro), e a Napoli (1948-1956), concludendo la sua carriera universitaria nel 1956 a Roma, dove tenne fino al 1972 la cattedra di procedura penale alla Sapienza, insegnando anche in università straniere. La sua produzione giuridica conta un numero imponente di pubblicazioni, tra le quali un trattato di diritto processuale penale in tre volumi e un manuale di diritto processuale penale su cui hanno studiato generazioni di studenti (l'ultima edizione risale al 1985). Fu insignito della Medaglia d'oro al merito della cultura.
In gioventù si iscrisse al Partito Nazionale Fascista per poter esercitare la professione di docente universitario. Fece parte della commissione incaricata di redigere il codice della navigazione del 1942, occupandosi in particolare della parte, tuttora in vigore, relativa alle norme penali, quasi completamente ideata e redatta da lui. Dal 1940 al 1943 prese parte alla Seconda guerra mondiale, arrivando al grado di tenente colonnello, fece parte del tribunale militare di Napoli e si guadagnò un encomio solenne. Nel 1944 si iscrisse alla Democrazia Cristiana e proseguì la brillante carriera di avvocato penalista iniziata nell'anteguerra.
Nel 1945 fu eletto segretario politico del Comitato napoletano della DC. Nel 1946 assunse un atteggiamento agnostico in occasione del referendum costituzionale del 2 giugno. In quella data fu eletto all'Assemblea Costituente nelle file della Democrazia Cristiana per il XXII collegio Napoli-Caserta. Fu chiamato a far parte della "commissione dei Settantacinque" che redasse il testo preliminare della Costituzione italiana, contribuendo in modo incisivo alla formulazione delle norme in materia di libertà personali e di azione penale. Il 15 luglio 1946 sposa Vittoria Michitto, dalla quale avrà i figli Mauro, Giancarlo e Paolo (il secondogenito Giulio morirà bambino[3]). Nel 1948 fu eletto alla Camera dei deputati. Rieletto a tutte le elezioni successive, lasciò la Camera il 27 agosto 1967 quando fu nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

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