Enrico De Nicola

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NATO IL 09-11-1877
MORTO IL 01-10-1959
Italia  1º Presidente della Repubblica Italiana

Enrico De Nicola è stato un politico e avvocato italiano, primo Presidente della Repubblica Italiana. Fu eletto Capo provvisorio dello Stato dall'Assemblea Costituente il 28 giugno 1946 e ricoprì tale carica dal 1º luglio 1946 al 31 dicembre 1947. Il 1º gennaio 1948, a norma della prima disposizione transitoria della Costituzione
Pubblicato il 09/08/2013
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Postato il 01/10/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 01/10/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 01/10/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 09/08/2013

« Ricordatevi, giovanotto, che noi napoletani non siamo dei lazzari scostumati ma uomini di carattere. Così è stato vostro nonno, così è vostro padre, così siate voi! » (Enrico De Nicola a .....)
Dario
Enrico De Nicola (Napoli, 9 novembre 1877 – Torre del Greco, 1º ottobre 1959) è stato un politico e avvocato italiano, primo Presidente della Repubblica Italiana.
Fu eletto Capo provvisorio dello Stato dall'Assemblea Costituente il 28 giugno 1946 e ricoprì tale carica dal 1º luglio 1946 al 31 dicembre 1947. Il 1º gennaio 1948, a norma della prima disposizione transitoria della Costituzione, esercitò le attribuzioni e assunse il titolo di Presidente della Repubblica, mantenendoli fino al successivo 12 maggio.
De Nicola ricoprì numerosi altri incarichi pubblici: in particolare, è l'unico ad aver ricoperto sia la carica di Presidente del Senato sia quella di Presidente della Camera dei deputati. Nella sua vita è stato anche il primo Presidente della Corte Costituzionale, trovandosi così ad aver ricoperto quattro delle cinque maggiori cariche dello Stato.

Giovinezza 
Nacque a Napoli da Angelo De Nicola e Concetta Capranica. Dopo aver compiuto gli studi secondari al liceo classico Antonio Genovesi, nel 1896 si laureò in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Napoli.

I primi anni in politica 
De Nicola
Avvocato penalista di notorietà nazionale, politicamente di area liberale giolittiana, ebbe la sua prima esperienza amministrativa nel Consiglio comunale di Napoli nel 1907, mentre fu eletto per la prima volta deputato nel 1909 per la XXIII legislatura nel collegio di Afragola. Riconfermato sino alla XXVI legislatura, all'epoca della marcia su Roma del 1922 si ritrova garante del patto nazionale di pacificazione tra fascisti e socialisti, poi abortito. Ricoprì, per brevi periodi, incarichi di governo: fu due volte sottosegretario di Stato, al Ministero delle Colonie nel governo Giolitti IV (1913-1914) e al Ministero del Tesoro nel governo Orlando (1919). Il 26 giugno 1920 fu eletto Presidente della Camera dei deputati.

Il periodo fascista 
Dopo l'incarico a Mussolini di formare un governo in funzione antisocialista e stabilizzatrice, si ritrovò, assieme agli altri liberali e ai popolari, ad appoggiarne la fiducia.
Mantenne la presidenza della Camera fino al 25 gennaio 1924 quando, seppur rieletto nelle votazioni che decretarono la vittoria del listone nazionale dei fascisti, decise di non prestare giuramento, decadendo automaticamente. Nel 1929 fu nominato senatore del Regno su proposta dell'Alto Commissario di Napoli, ma non prese mai parte ai lavori assembleari, ma solo ad alcune commissioni giuridiche.
Nel 1943, dopo la caduta del regime, considerato figura autorevole della politica pre-fascista, fu chiamato a mediare fra gli Alleati e la Corona per consentire un più agevole passaggio di poteri. Si deve in particolare a De Nicola l'intelligente soluzione che evitò a Vittorio Emanuele III l'abdicazione: propose di istituire la figura del Luogotenente, da affidare all'erede al trono Umberto. La creazione di questa figura, pur limitando la sovranità monarchica, permise di ridurre l'impatto formale della sconfitta.

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