Lelio Luttazzi

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NATO IL 27-04-1923
MORTO IL 08-07-2010
Italia Lelio Luttazzi (Trieste, 27 aprile 1923 – Trieste, 8 luglio 2010) è stato un attore, cantante, direttore d'orchestra, musicista, regista, scrittore, showman e conduttore televisivo italiano.
Pubblicato il 12/12/2014


Postato il 08/07/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 08/07/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 08/07/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 08/07/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 08/07/2015

Lo swing per quelli che lo capiscono è una goduria, ma si tratta sempre di una minoranza, e sarà sempre così. Ma non morirà mai. (Lelio Luttazzi)
Elvio Miacci
Postato il 18/12/2014

Il Suo ricordo vivrà ogni giorno nei nostri cuori, la Sua anima ci sarà sempre accanto e ci renderà più vicini a Dio.
Veronica
Postato il 12/12/2014

La tua morte caro Lelio e stata rapida ed inattesa, lascia un gran vuoto fra tutti coloro che ti hanno amato Nel loro animo sarà sempre vivo il tuo ricordo.
Davide
Lelio Luttazzi (Trieste, 27 aprile 1923 – Trieste, 8 luglio 2010) è stato un attore, cantante, direttore d'orchestra, musicista, regista, scrittore, showman e conduttore televisivo italiano.

Biografia
Figlio di Sidonia Semani (maestra elementare a Prosecco) e Mario Luttazzi, rimane orfano di padre a soli tre anni, poiché il genitore muore nel 1926 a causa del bacillo di Koch.
La mamma si stabilisce nel 1929 a Prosecco, dove riprende a lavorare, e durante le elementari Luttazzi è allievo di sua madre, nella scuola elementare del paese, unico italiano in una classe di sloveni; in seguito parlando della sua infanzia il musicista si definirà un bambino triste e pessimista, a causa dei suoi problemi familiari.

Riceve la prima formazione musicale da don Crisman, parroco di Prosecco, che gli impartisce lezioni di pianoforte per alcuni mesi nella canonica del paese.
Dopo la scuola dell'obbligo si iscrive al Liceo Petrarca di Trieste; lì instaura una grande amicizia con un suo compagno di classe, Sergio Fonda Savio, nipote di Italo Svevo.
Iniziano anche in questo periodo i dissidi ideologici con la madre, che è una fascista convinta mentre Luttazzi si avvicina all'antifascismo.

Radio Trieste
Studente all'Università di Trieste in giurisprudenza, durante la seconda guerra mondiale, dà soltanto due esami perché inizia a suonare il pianoforte a Radio Trieste e a comporre le sue prime canzoni.
Nel 1943 avviene l'incontro che gli cambia la vita: con alcuni suoi compagni di università si esibisce al teatro Politeama in uno spettacolo musicale, in veste di direttore d'orchestra, per aprire il concerto di Ernesto Bonino, cantante torinese molto noto all'epoca, che rimane colpito da Luttazzi, al punto di chiedergli, al termine dello show, di comporre una canzone per lui.

Lelio ci prova e gliela spedisce, con poca convinzione, ma nello stesso anno Bonino la incide: è la celeberrima Il giovanotto matto, che diventa un grande successo.

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