Achille Compagnoni

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NATO IL 26-09-1914
MORTO IL 13-05-2009
Italia Achille Compagnoni è stato un alpinista italiano. Nel 1953, la convocazione di Ardito Desio per far parte della spedizione italiana che nel 1954 avrebbe tentato la salita al K2, la seconda montagna più alta del mondo. Compagnoni partì per il Karakorum, ove ebbe funzione di braccio destro ed assistente del capo spedizione Desio, che lo scelse infine per tentare l'assalto finale alla vetta
 
Cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria  Cavaliere (OMRI)
 
Pubblicato il 20/06/2013


Postato il 13/05/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 13/05/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 13/05/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 13/05/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 13/05/2015

Alpinista di grande valore ma al centro di grandi polemiche, nonostante tutto merita un posto nella storia dell'alpinismo e dell'Italia. Riposa in Pace....
Sandro
Postato il 20/06/2013

Tempra eccezionale di alpinista, dopo aver profuso, durante la spedizione italiana al Karakorum-K2 nel 1954, le sue forze nella durissima scalata dello sperone Abruzzi del K2, e predisposto l'attacco finale, si slanciava con mirabile ardimento e sprezzo del pericolo, alla conquista della vetta inviolata.
Federico
Achille Compagnoni (Santa Caterina Valfurva, 26 settembre 1914 – Aosta, 13 maggio 2009) è stato un alpinista italiano.

Biografia 
Prime attività 

Originario di Santa Caterina Valfurva, condusse vita militare per 18 anni nel 5º Reggimento alpini.< Ancora in epoca prebellica si distinse nello sci nordico, vincendo anche una coppa Dolomiti[2] e divenendo maestro di sci. La sua attività alpinistica si sviluppò dapprima in Valfurva, poi nella zona del Cervino, ove si era trasferito dal 1934. Nel corso della sua carriera salì la Gran Becca per quasi cento volte.

La conquista del K2 
Per approfondire, vedi Spedizione del 1954 al K2 e Caso K2.
Il suo curriculum alpinistico fu tale da guadagnargli, nel 1953, la convocazione di Ardito Desio per far parte della spedizione italiana che nel 1954 avrebbe tentato la salita al K2, la seconda montagna più alta del mondo. Superate le selezioni preliminari, Compagnoni partì per il Karakorum, ove ebbe funzione di braccio destro ed assistente del capo spedizione Desio, che lo scelse infine per tentare l'assalto finale alla vetta.
Il 31 luglio 1954 Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, di undici anni più giovane, furoni i primi due uomini nella storia a vincere la vetta del K2. L'impresa fruttò a Compagnoni una medaglia d'oro al valore civile e, nel cinquantenario, la nomina a cavaliere di Gran Croce. Nella scalata riportò però il congelamento di alcune dita delle mani; ciò gli causò un lungo ricovero al rientro dalla spedizione.
Attività successive alla spedizione del K2 [modifica]
Tornato in patria, Compagnoni ebbe a ridire con il Club Alpino Italiano in merito alla proprietà delle riprese effettuate in vetta al K2 e successivamente utilizzate per il film Italia K2, documentario ufficiale della spedizione; vi fu anche una causa legale. Negli anni successivi, comunque, fu molto attivo nel propagandare il film Italia K2 presso le scuole pubbliche e presso le sezioni del CAI.
Il congelamento alle estremità patito sul K2 comportò severi limiti alla sua successiva carriera alpinistica, la quale fu necessariamente poco più che modesta. Proseguì comunque nelle sue attività di guida alpina a Valtournanche e di albergatore a Cervinia.
In ambito cinematografico, Compagnoni interpretò nel 1959 il ruolo del cappellano militare nel film di Mario Monicelli La grande guerra. L'anno successivo ebbe di nuovo un cameo nel film di Luigi Comencini Tutti a casa, dove interpreta un partigiano.
Morì la notte del 13 maggio 2009 all'ospedale di Aosta dopo un ricovero di alcuni giorni.

La posizione di Achille Compagnoni nel Caso K2
Per approfondire, vedi Spedizione del 1954 al K2 e Caso K2.
Contrariamente a quanto sostenuto da Compagnoni, è ormai acclarato che la vetta del K2 fu scalata con l'utilizzo dell'ossigeno fino in cima. Infatti, nonostante la relazione ufficiale di Ardito Desio (basata sui resoconti della coppia di vetta) sostenga che la sommità venne raggiunta, almeno nell'ultimo tratto di percorso, senza impiegare ossigeno, la prima foto scattata in vetta al K2 (pubblicata sull'annuario svizzero "Berge der Welt" del 1955 ed in seguito non più riproposta per molti anni) mostra che le maschere dell'ossigeno erano state tenute sul viso da Compagnoni e Lacedelli fino in cima. L'ossigeno quindi non era finito 200 m prima, come sosteneva la versione ufficiale della spedizione
A supporto della relazione ufficiale Compagnoni in un'intervista accusò Walter Bonatti d'aver parzialmente esaurito l'ossigeno respirandolo durante il bivacco all'addiaccio nei pressi del nono campo. Da quelle dichiarazioni nacque una polemica nota come caso K2 che venne finalmente chiarita dal Club Alpino Italiano nel 2004 a seguito delle risultanze della Commissione detta dei tre saggi: il CAI fece autocritica, riconobbe ufficialmente la versione di Bonatti come l'unica vera e attendibile relativamente alla vicenda del K2  e pubblicò infine, nell'aprile 2008, la relazione conclusiva della Commissione d'Inchiesta del CAI.

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