Giovanni Sartori

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NATO IL 13-05-1924
MORTO IL 04-04-2017
Italia Giovanni Sartori è stato un politologo e sociologo italiano.
È considerato uno dei massimi esperti di scienza politica a livello internazionale e il più importante scienziato politico italiano. In Italia si deve a lui la nascita della scienza politica come disciplina accademica. È stato insignito di otto lauree honoris causa e nel 2005 ha ricevuto il prestigioso Premio Principe delle Asturie, considerato il Nobel delle scienze sociali.

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Pubblicato il 05/04/2017
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Postato il 05/04/2017

Con Giovanni Sartori se ne va un vero gigante! La sua chiarezza è sempre stata un faro per chiunque volesse realmente capire cosa accade in questo disastrato Paese chiamato Italia!
Ferrarini
Postato il 05/04/2017

« Sarà, questa, maggiore democrazia. Ma per esserlo davvero a ogni incremento di demo-potere dovrebbe corrispondere un incremento di demo-sapere. Altrimenti la democrazia diventa un sistema di governo nel quale sono i più incompetenti a decidere. Il che vuol dire un sistema di governo suicida. » (Giovanni Sartori)
Ginevra monti
Giovanni Sartori (Firenze, 13 maggio 1924 – Roma, 4 aprile 2017) è stato un politologo e sociologo italiano.

È considerato uno dei massimi esperti di scienza politica a livello internazionale e il più importante scienziato politico italiano. In Italia si deve a lui la nascita della scienza politica come disciplina accademica. Autore di fondamentali volumi tradotti in una molteplicità di lingue, Sartori ha scritto di democrazia, di partiti e di sistemi di partito, di teoria politica e di analisi comparata, di ingegneria costituzionale. È stato insignito di otto lauree honoris causa e nel 2005 ha ricevuto il prestigioso Premio Principe delle Asturie, considerato il Nobel delle scienze sociali. Dal 1979 al 1994 ha ricoperto la prestigiosa cattedra Albert Schweitzer Professor in the Humanities alla Columbia University ed è stato professore emerito di Scienza politica all'Università di Firenze. È stato editorialista per il Corriere della Sera.

Biografia
Nacque a Firenze, figlio unico di Dante Sartori ed Emilia Quentin[9]. Frequentò il liceo classico conseguendo la maturità nel giugno 1942; venne chiamato alle armi nel settembre del 1943 dalla RSI e passò un anno e mezzo nascosto in una stanza[9]. In quel periodo lesse tutti i libri che riuscì a procurarsi: Croce, Gentile, Hegel, Kant; queste letture costituirono la base dei suoi successivi corsi universitari di Storia della Filosofia Moderna.
Si iscrisse alla Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri dell'Università di Firenze; nel 1946), dopo la laurea, "Sartori trascorse un periodo di studio negli Stati Uniti; lì venne a contatto con la nascente 'rivoluzione comportamentista' che stava ripensando radicalmente il metodo delle scienze politiche in nome di una ricerca empirica e, benché di formazione crociana e nonostante la condanna che Croce aveva pronunciato contro Vilfredo Pareto, tornato in Italia divenne dagli anni Cinquanta ai Settanta il paladino di tale nuova scienza politica".

All'Università di Firenze, dove Sartori iniziò la sua carriera accademica, insegnò come professore incaricato del "Cesare Alfieri" tra il 1950 e il 1956. Nel frattempo aveva conseguito la libera docenza in Storia della Filosofia Moderna (1954), e poco dopo di Dottrina dello Stato (1955).
Nel 1956 passò all'insegnamento di Scienza della Politica, una nuova materia appena inserita nello statuto della Facoltà fiorentina; "forte degli studi di logica fatti in gioventù e della sua conoscenza delle scienze sociali contemporanee, sviluppa a più riprese, e in più pubblicazioni, un «discorso sul metodo» la cui influenza sui politologi è stata per lo meno pari a quella esercitata dai suoi lavori sulla democrazia e sui partiti" che già lo avevano qualificato come il rinnovatore di "una tradizione di studi che risale a Max Weber e a Joseph Schumpeter". Già nel settembre 1959, in occasione del quarto Congresso mondiale di sociologia a Stresa, Sartori seppe contrapporre la sua concezione, dell'utilità empirica del concetto di elite, alla posizione del maggior esperto statunitense della materia, Robert Dahl.


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