Wanda Osiris

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NATA IL 03-06-1905
MORTA IL 11-11-1994
Italia Wanda Osiris, nome d'arte di Anna Menzio (Roma, 3 giugno 1905 – Milano, 11 novembre 1994), è stata un'attrice, cantante e soubrette italiana del teatro di rivista nel periodo anni trenta-anni cinquanta.
Pubblicato il 02/09/2012


Postato il 11/11/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 11/11/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 11/11/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 11/11/2013

Che la tua grazia, eleganza, e bellezza ti renda merito anche lassù
Nino
Wanda Osiris, nome d'arte di Anna Menzio (Roma, 3 giugno 1905 – Milano, 11 novembre 1994), è stata un'attrice, cantante e soubrette italiana del teatro di rivista nel periodo anni trenta-anni cinquanta.

Biografia
Figlia di un palafreniere del Re, sin da piccola aveva un evidente talento nel canto e nella musica. Lasciata la famiglia, e gli studi di violino per seguire la passione teatrale, arrivò a Milano dove debuttò nel 1923 al cinema Eden.
È ricordata per la sua religiosità cristiana cattolica, per la sua avversione verso il colore viola e gli uccelli, sia vivi sia finti, per la sua generosità, così nella vita come sul palcoscenico, per il suo pubblico, che adorava all'inverosimile. I suoi spettacoli sfarzosi erano caratterizzati da una continua ricerca del bello e del coinvolgimento dei più importanti talenti dello spettacolo. Amava discendere scale hollywoodiane e di riproduzioni famose come Trinità dei Monti, attorniata da giovani ballerini che sceglieva lei stessa.

Per lei venne coniato l'appellativo di Wandissima e di Divina. Le interpretazioni canore personalissime, con quel birignao a vocali estese, le apparizioni sempre più sorprendenti, il trucco tipicamente ocra, i capelli ossigenati, le piume, i tacchi, le pailette, i fiumi di profumo Arpège, le rose, i ricchi costumi, il lusso soave la consegnarono alla leggenda presentandosi come un sogno di felicità, di ricchezza, di spensieratezza, in un'Italia stravolta dalle cause e dagli effetti della seconda Guerra Mondiale.

È stata la prima Diva dello spettacolo leggero italiano. Involontariamente è stata la prima icona gay per un mondo che non poteva rappresentarsi socialmente se non tramite queste manifestazioni composte da un pubblico molto eterogeneo. Era un pubblico genuino e attivo che partecipava dalla platea con battute e considerazioni immediate su quanto avveniva sul palcoscenico.
Durante il fascismo, in ottemperanza alle direttive emanate da Achille Starace per conto del governo, le fu imposto di italianizzare il nome d'arte, che divenne Vanda Osiri.

La carriera
Nel 1937 fu scritturata da Macario per mettere in scena una delle prime commedie musicali italiane, Piroscafo giallo.
Nel 1938 è in Aria di festa, dove appare in una gabbia d'oro.
A Milano nel 1940 uscì da un astuccio di profumo in Tutte donne; a Roma nel 1944 recitò per la prima volta con Carlo Dapporto, in Che succede a Copacabana, nel 1945 in L'isola delle sirene e La donna e il diavolo.


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