Umberto Veronesi

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NATO IL 28-11-1925
MORTO IL 08-11-2016
Italia Umberto Veronesi è stato un oncologo e politico italiano.
Fondatore e Presidente della Fondazione Umberto Veronesi, ha ricoperto il ruolo di direttore scientifico emerito dell'Istituto europeo di oncologia. È stato direttore scientifico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dal 1976 al 1994. Ha ricoperto l'incarico di Ministro della sanità dal 25 aprile 2000 all'11 giugno 2001 nel Governo Amato II.

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere (OMRI)
 
Pubblicato il 08/11/2016
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Postato il 08/11/2016

Una vita spesa a combattere il cancro con impegno e due parole d'ordine: ricerca e laicità. Portando avanti altre battaglie: quella per l'eutanasia, per la cultura scientifica, per l'alimentazione vegetariana. R.I.P
Ginevra D.
Postato il 08/11/2016

«Una vita dedicata alla lotta contro i tumori, un grande medico e un uomo libero. Ci mancheranno la scienza e le riflessioni di #Veronesi». Lo scrive su Twitter il presidente del Senato, Pietro Grasso.
Carlo Rizzotti
Postato il 08/11/2016

«Anche grazie a lui non parliamo più di male incurabile. Umberto #Veronesi ha saputo dare a tanti #uomini e #donne nuove speranze di vita». Lo scrive su twitter la presidente della Camera, Laura Boldrini.
Alessio Mantovani
Umberto Veronesi (Milano, 28 novembre 1925 – Milano, 8 novembre 2016) è stato un oncologo e politico italiano.
Fondatore e Presidente della Fondazione Umberto Veronesi, ha ricoperto il ruolo di direttore scientifico emerito dell'Istituto europeo di oncologia.

È stato direttore scientifico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dal 1976 al 1994.
Ha ricoperto l'incarico di Ministro della sanità dal 25 aprile 2000 all'11 giugno 2001 nel Governo Amato II.
La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna.

Veronesi è stato primo teorizzatore e strenuo propositore della quadrantectomia, dimostrando come nella maggioranza dei casi le curve di sopravvivenza di questa tecnica, purché abbinata alla radioterapia, sono le medesime di quelle della mastectomia, ma a impatto estetico e soprattutto psicosessuale migliore. Si è inoltre distinto per la sua lotta in difesa dei diritti degli animali.

Biografia
Giovinezza e vita familiare
Cresciuto nei sobborghi agricoli adiacenti a Milano con quattro fratelli maggiori e una sorella minore, il giovane Veronesi si conquistò lo status di “cittadino” da sé e con le proprie forze, come egli stesso racconta:

« Mio padre era un fittavolo della pianura lombarda, stavamo fuori Milano, anche se non lontanissimi. La vedevamo come la grande meta di chi vive nei sobborghi. Quindi la nostra grande speranza era di diventare “cittadini”: si andava a scuola facendo 4-5 chilometri a piedi tutte le mattine, anche in pieno inverno, con i nostri calzoni corti, con quella cultura naturalistica del mondo agricolo. La conquista è stata lenta ma ci ha molto gratificato come tutte le grandi forme di emancipazione. »
Fu bocciato per due volte al ginnasio. Ricorderà:

« Da ragazzo mi vedevo bruttissimo, ero convinto che le ragazze non potessero degnarmi di uno sguardo, ed ero sicuro che nessuna mai si sarebbe innamorata di me. Forse perché ero davvero troppo alto per la mia età [...]. E per sfogare questo senso di inadeguatezza facevo il monello e mi rifiutavo di studiare. »
Data la precoce scomparsa del padre, fu per lui fondamentale la figura materna, Erminia Verganti (a cui ha dedicato il libro Dell'amore e del dolore delle donne):

« Mia madre mi ha fatto da padre, da sorella maggiore, da compagna di viaggio, perché io ho perso mio padre a 6 anni... un bambino ha bisogno di una guida e mia madre è stata la grande guida, una donna profondamente religiosa... mi ha insegnato due cose importanti: una è la tolleranza... e l'altra è ricercare le cause degli eventi; se una persona ti è ostile, non limitarti a respingerla o a trattarla male: se ti è ostile, una ragione c'è e tu devi individuarla.»


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