Gianfranco Funari

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NATO IL 21-03-1932
MORTO IL 12-07-2008
Italia Gianfranco Funari è stato un opinionista, conduttore televisivo e cabarettista italiano, autodefinitosi il giornalaio più famoso d'Italia. Si rese celebre con uno stile comunicativo particolare, intenso, caratterizzato da un linguaggio molto diretto. Trattava temi politici e di attualità riuscendo a creare spesso polemiche e rappresentando il bersaglio di critiche e di attacchi da più parti.
Pubblicato il 02/09/2012
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Postato il 12/07/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 12/07/2015

“E' finita la politica da salotto. Una volta la gente diceva: governo ladro. Adesso dice il nome del ladro, il nome del partito e che cosa ha rubato.„(G.Funari)
Carletto
Postato il 12/07/2015

“Voglio rimanere sempre libero. Voglio sempre stare dalla parte della gente.„ (Gianfranco Funari)
Mariolino G.
Postato il 02/11/2012

Un caro affettuoso saluto al giornalaio più famoso d'Italia ciao Gianfranco.
Rosa

Gianfranco Funari (Roma, 21 marzo 1932 – Milano, 12 luglio 2008) è stato un opinionista, conduttore televisivo e cabarettista italiano, autodefinitosi il giornalaio più famoso d'Italia. Si rese celebre con uno stile comunicativo particolare, intenso, caratterizzato da un linguaggio molto diretto, caustico e spesso volgare. Trattava temi politici e di attualità riuscendo a creare spesso polemiche e rappresentando il bersaglio di critiche e di attacchi da più parti.

Biografia

Nacque in una famiglia un tempo benestante essendo stato suo bisnonno il cocchiere ufficiale di papa Pio IX; la sua azienda con i cavalli e le carrozze -ò però distrutta a causa di un'esondazione del fiume Tevere e la famiglia Funari divenne perciò poverissima. Il padre era un tipografo romano di idee socialiste e la madre Laura una casalinga. Come primo impiego lavorò presso la Manetti & Roberts, in seguito presso una ditta di acque minerali in qualità di rappresentante e successivamente, grazie ad un incontro fortuito con un ispettore esperto di gioco d'azzardo, si appassionò al mondo dei casinò e decise di lavorare come croupier prima a Saint-Vincent (dove prestava servizio anche suo fratello maggiore come comandante della tenenza dei Carabinieri di Aosta) e poi per undici anni a Macao, diventando il direttore di una casa da gioco.

Gli inizi come cabarettista
Dopo alcune esibizioni amatoriali come cabarettista in vari locali romani come Il Giardino dei Supplizi e il Sette per Otto, nel 1967 fu notato da Oreste Lionello, che gli propose di entrare nei suoi spettacoli, e dall'entourage di Mina, che lo fece approdare al Derby di Milano, dove debuttò il 30 aprile 1969 interpretando dei monologhi di satira di costume.
Il 1970 fu l'anno del debutto televisivo con la partecipazione al programma La domenica è un'altra cosa condotto da Raffaele Pisu, cui fece seguito il programma di Castellano e Pipolo Foto di gruppo (1974), condotto dallo stesso Pisu. Per la seconda rete, nel 1975, conduce, insieme a Minnie Minoprio e il Quartetto Cetra, la trasmissione "Più che altro un varietà". Nel 1976 condusse insieme a Claudio Lippi il programma televisivo Per una sera d'estate.
Del 1973 è l'incisione discografica di un singolo con due canzoni: Io faccio niente e A 80 anni è vietato morire il 14 agosto e dell'LP Ma io non canto... faccio finta! per la King Universal.
Nel 1978 scrisse un romanzo, Famiglia svendesi, e l'anno seguente recitò nel film di Domenico Paolella Belli e brutti ridono tutti.

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