Maurizio Mosca

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NATO IL 24-06-1940
MORTO IL 03-04-2003
Italia  Maurizio Mosca è stato un giornalista e conduttore televisivo italiano Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera si è distinto, ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra, erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti
Pubblicato il 06/09/2012


Postato il 03/04/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 03/04/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 03/04/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 03/04/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 03/04/2015

Dio ha steso la sua mano per guidarti nel suo paradiso, lasciando a noi il ricordo e l'immagine di te per sempre. Riposa in Pace caro Maurizio.
Sandro
Postato il 14/07/2013

Era uno dei volti più noti del giornalismo sportivo. Celebri le sue "bombe di mercato" e il "pendolino"
Osvaldo
Maurizio Mosca (Roma, 24 giugno 1940 – Pavia, 3 aprile 2010) è stato un giornalista e conduttore televisivo italiano.

Biografia
Carriera
Nella carta stampata

Figlio dell'umorista, giornalista e scrittore Giovanni Mosca, e fratello dello scrittore Paolo Mosca, ha iniziato da giovane a lavorare per il quotidiano La Notte di Milano per poi passare alla Gazzetta dello Sport, testata nella quale è rimasto per vent'anni come caporedattore e dove ha svolto anche la funzione di direttore ad interim per due anni.
Nel 1983 la Gazzetta pubblica una sua intervista al brasiliano Zico, famosa stella del calcio mondiale in cui mette in bocca all'asso la frase " Platinì , sei finito" : è uno scoop, perché Zico non ha mai concesso nessuna intervista a giornali italiani. Mosca spiega che gli è stato possibile grazie all'amicizia che lo lega al calciatore. Qualche tempo dopo Mosca è ospite al Processo del lunedì, trasmissione TV di Aldo Biscardi: anche Zico è in studio. Biscardi intrattiene Zico e gli chiede come è diventato amico di Mosca, al che il brasiliano risponde: «Questo signore io non lo conosco».
La carriera di Maurizio Mosca alla Gazzetta dello Sport finisce in quel momento. Mosca è costretto a lasciare il giornale. In seguito Mosca affermerà di essere stato vittima di un "complotto" in quanto ritenuto "pericoloso" da alcuni personaggi del sistema calcistico nazionale.

In televisione
Dopo essere comparso in TV come opinionista alla Domenica sportiva già dal 1969, ha iniziato a lavorare regolarmente per la televisione nel 1979, debuttando come conduttore di un programma sportivo di un canale televisivo regionale di Milano. Successivamente, ha diretto il periodico calcistico Supergol. Da allora ha partecipato a molte trasmissioni televisive e radiofoniche, quasi sempre riguardanti il calcio, sia a livello regionale che nazionale.

Dopo il suo allontanamento dalla carta stampata, Mosca iniziò a collaborare ai programmi sportivi delle nascenti televisioni private, ansiose di accaparrarsi professionisti dotati di dimestichezza con l'ambiente: all'epoca gli outlet mediatici per i giornalisti sportivi erano limitati e le emittenti private dovevano spesso ricorrere ai cronisti più attempati o a volenterosi dilettanti. Ovvio che Mosca, che aveva frequentato i piani nobili della "rosea", avesse maggiori opportunità per mettersi in luce.

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