Ferruccio Parri

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NATO IL 19-01-1890
MORTO IL 08-12-1981
Italia Ferruccio Parri è stato un politico e antifascista italiano. Con il nome di battaglia Maurizio fu un capo partigiano durante la guerra di liberazione dal regime fascista in Italia, decorato dagli USA con la Bronze Star Medal. Fu il primo presidente del Consiglio a capo di un governo di unità nazionale istituito alla fine della seconda guerra mondiale
 

Pubblicato il 04/09/2013


Postato il 08/12/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 08/12/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 08/12/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 08/12/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 08/12/2015

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 04/09/2013

« Se ci fu un presidente del Consiglio italiano che meritò la qualifica di galantuomo, di politico onesto e probo, quello fu Ferruccio Parri » (Indro Montanelli,)
Nicol
Postato il 04/09/2013

« A Parri è sempre bastato avere la coscienza tranquilla. Per questo non volle mai rinunciare alle sue idee. » (Enzo Biagi)
Vincenzo.m
Ferruccio Parri (Pinerolo, 19 gennaio 1890 – Roma, 8 dicembre 1981) è stato un politico e antifascista italiano. Con il nome di battaglia Maurizio fu un capo partigiano durante la guerra di liberazione dal regime fascista in Italia, decorato dagli USA con la Bronze Star Medal. Fu il primo presidente del Consiglio a capo di un governo di unità nazionale istituito alla fine della seconda guerra mondiale. Lo pseudonimo "Maurizio" proveniva dal nome della chiesa di San Maurizio posta sulla cima della omonima collina, nella città natale di Pinerolo.

Biografia
L'impegno antifascista

Laureato in Lettere, insegnò al Liceo Parini di Milano e fu redattore del Corriere della Sera. Prese parte alla prima guerra mondiale in qualità di ufficiale di complemento, nella quale fu ripetutamente ferito, meritando tre medaglie d'argento al valor militare, varie onorificenze italiane e francesi, la promozione a maggiore per meriti di guerra. Partecipò come ufficiale di Stato Maggiore alla preparazione dei piani di battaglia per la vittoriosa offensiva di Vittorio Veneto.
In qualità di redattore del Corriere della Sera, sebbene richiesto da Luigi Albertini di restare almeno per un certo periodo, dovette allontanarsi dal giornale per non aver accettato la svolta fascista del quotidiano nel 1925; dovette successivamente lasciare il ruolo d'insegnante per non aver preso la tessera del Partito Fascista, necessaria per svolgere la professione. Sospettato di attività antifascista, subì percosse.
Organizzò insieme con Carlo Rosselli e Sandro Pertini la celebre fuga di Filippo Turati e dello stesso Pertini in Francia da Savona con un motoscafo guidato da Italo Oxilia[1]. Arrestato insieme con Rosselli a Massa, durante il processo davanti al Tribunale di Savona il suo avvocato, Vittorio Luzzati, lo difese ricordando le tre medaglie d'argento conquistate durante la prima guerra mondiale. Parri lo interruppe: «Se considero l'Italia attuale mi vergogno delle mie decorazioni!».[senza fonte] Condannato prima a 10 mesi di carcere e poi a 5 anni di confino per attività antifascista, venne relegato ad Ustica, Lipari e Vallo della Lucania.
Rilasciato nel 1931 fu assunto come impiegato dalla Edison di Milano, ove dopo poco tempo fu promosso dirigente e posto a capo della sezione economica dell'Ufficio Studi della grande azienda elettrica milanese. Continuò a mantenersi segretamente in contatto con il movimento di Giustizia e Libertà, nato in Francia per opera del Rosselli e di altri, che prospettava la nascita in Italia di una democrazia sociale.

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