Corrado Mantoni

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NATO IL 02-08-1924
MORTO IL 08-06-1999
Italia Corrado Mantoni, in arte semplicemente Corrado (Roma, 2 agosto 1924 – Roma, 8 giugno 1999), è stato un conduttore televisivo italiano. È considerato uno dei padri fondatori della radio e della televisione italiana fin dalla sua nascita.
Pubblicato il 01/09/2012


Postato il 08/06/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 08/06/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 24/12/2016

Era impossibile non volerti bene: il tuo garbo, la tua simpatia, la tua grande professionalità. Un maestro per le successive generazioni di conduttori
Marco
Postato il 08/06/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 01/04/2015

Dio ha steso la sua mano per guidarti nel suo paradiso, lasciando a noi il ricordo e l'immagine di te per sempre. Riposa in pace.
Michela S.
Postato il 05/10/2012

Padre fondatore della radio e della televisione italiana fin dalla sua nascita.
Vilma

Corrado Mantoni, in arte semplicemente Corrado (Roma, 2 agosto 1924 – Roma, 8 giugno 1999), è stato un conduttore televisivo italiano. È considerato uno dei padri fondatori della radio e della televisione italiana fin dalla sua nascita.

Biografia
Nacque a Roma, il 2 agosto 1924 da genitori di Fano, il padre era tipografo e pubblicista, la madre maestra elementare. Dopo aver conseguito la maturità classica al liceo classico Mamiani di Roma, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell'università, che abbandonò dopo poco tempo perché attratto dal palcoscenico, già calcato dal fratello maggiore Riccardo Mantoni, regista e doppiatore.

La Carriera Televisiva
Passò in televisione negli anni sessanta, dopo aver sperimentalmente trasmesso i suoi programmi radiofonici in TV, come fu per il programma Rosso e nero, in cui aveva come valletta Sophia Loren, e ospitò tra gli altri Danny Kaye e Gregory Peck. Diventò il conduttore ufficiale delle più importanti manifestazioni italiane: concerti, premiazioni, Miss Italia. Condusse numerose trasmissioni, di cui alcune entrate di diritto nella storia della televisione: L'amico del giaguaro, Controcanale in cui lavorò con Guglielmo Zucconi ed ebbe come partner Abbe Lane e l'orchestra di Xavier Cugat, La prova del nove (1965) abbinata alla Lotteria di Capodanno, Il tappabuchi (1967) con Raimondo Vianello, Su e giù (1968 , A che gioco giochiamo? (1969).

Per oltre cinquanta anni fu l'archetipo della conduzione radiotelevisiva insieme a Mike Bongiorno ed Enzo Tortora. Presentò due tra le migliori edizioni di Canzonissima negli anni settanta, ossia Canzonissima 1970 e Canzonissima 1971, lanciando Raffaella Carrà. Il sodalizio artistico con la popolare show-girl fu talmente fortunato da ricostituirsi nel 1982 per la terza edizione di Fantastico: la relativa finale, da lui presentata in diretta, è una delle ultime col massimo ascolto raggiunto, e per questa trasmissione ricevette a Chianciano il Premio della Critica radiotelevisiva come miglior presentatore televisivo.

Nel 1974 condusse il Festival di Sanremo nonché la penultima edizione di Un disco per l'estate. Inventò e condusse, dal 1976, Domenica In  conduzione che, dopo tre fortunatissime edizioni, gli fu sottratta; il titolo del contenitore, da lui pensato e lanciato, è ancora utilizzato negli anni duemila.

Oltre alla creatività e alla professionalità di conduttore e intervistatore, Domenica In permise a Corrado di dimostrare le proprie capacità nella recitazione, grazie alle scenette in cui fece di volta in volta da spalla, in diretta, ad attori quali Klaus Kinski, Georges Descrières, Robert Powell, Vittorio Gassman; ospitò artisti come Sergio Leone, cantanti come Franco Califano, Domenic  Modugno, i Matia Bazar, i Village People, i Pooh, Rino Gaetano, introdusse eventi culturali nell'intrattenimento puro ospitando le compagnie teatrali, per la prima volta in studio, e attori come Carmelo Bene, ballerini come Elettra Morini, cantautori come Tony Cucchiara, divulgatori scientifici come Piero Angela e tanti altri. Lanciò da questa trasmissione, in Italia, Julio Iglesias e intervistò il dottor Christiaan Barnard, chirurgo che eseguì il primo trapianto cardiaco su un uomo.

Il 13 luglio 1978, mentre faceva ritorno a Roma da Civitavecchia, dove il "Rally canoro" aveva fatto tappa, perse il controllo della sua Lancia Gamma, uscendo di strada in una curva all'altezza di Santa Marinella, a causa della velocità eccessiva. Corrado rimase seriamente ferito e subì numerosi interventi chirurgici, e gravissime risultarono le condizioni della soubrette Dora Moroni.

Dopo aver lavorato anche per la TV della Svizzera italiana (TSI), dal 1982 Corrado passò alle reti Mediaset, e ne inaugurò gli studi di Roma. Tra i suoi programmi più famosi sono da ricordare Il pranzo è servito e La corrida: quest'ultimo, remake televisivo della fortunata omonima trasmissione radiofonica condotta dallo stesso Corrado dalla fine degli anni sessanta, è considerato il suo cavallo di battaglia. Fu programmato in tutte le stagioni, dall'estate fino alla grande sfida autunnale. In due edizioni (1996 e 1997), presentandolo, riuscì a vincere la guerra degli ascolti nel confronto con il varietà abbinato alla Lotteria Italia: i sorpassi furono storici e indussero la RAI a correre ai ripari e i critici a studiare il fenomeno. Ma non vanno dimenticate trasmissioni come Ciao Gente e Buona domenica. È stato, oltre che l'ideatore di alcune fra le storiche trasmissioni della radio e della televisione, un talent scout: ha portato al successo Dario Ballantini, Neri Marcorè, senza contare le numerose soubrette che lo hanno affiancato nei cinquantacinque anni di carriera. Ideò il Rally canoro che portò in giro per l'Italia, ove scoprì diversi talenti, fra cui Dora Moroni. Corrado è stato anche autore di quasi tutte le sue trasmissioni, per le quali, in tale veste, usava lo pseudonimo Corima. Fu il primo presentatore a diventare anche autore dei propri testi e regista in campo dei propri programmi.

Nel corso della sua carriera ricevette numerosi complimenti da parte di celebri "addetti ai lavori": fu apprezzato da Vittorio De Sica e da Totò, che lo soprannominò "Lo scognomato" a causa del solo nome di battesimo usato come nome d'arte; venne stimato da Umberto Eco (che di lui però disse: "Corrado è l'Italia, perciò l'Italia lo ama") e infine fu difeso da Indro Montanelli sul Corriere della Sera quando vi furono interpellanze parlamentari a causa della frase che pronunciò in TV, ovvero "L'Italia è una repubblica fondata sulle cambiali".

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