Mike Bongiorno

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NATO IL 26-05-1924
MORTO IL 08-09-2009
Italia Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, noto come Mike Bongiorno, è stato un conduttore televisivo, conduttore radiofonico e partigiano italiano. È considerato uno dei padri fondatori della televisione italiana, insieme a Raimondo Vianello, Corrado, Enzo Tortora e Pippo Baudo.

Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria  Grande Ufficiale (OMRI)

Pubblicato il 02/09/2012


Postato il 08/09/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 08/09/2018

Le sue espressioni quali “Allegria!” “Amici ascoltatori” e “Linea a Mario Bianchi” (quando doveva mandare la pubblicità, rivolgendosi al suo storico regista) sono entrate di diritto nella storia della Tv, così come tutte le sue trasmissioni. Riposa in pace Mike ..."Allegria"!
Mattia Persichini
Postato il 08/09/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 08/09/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 12/09/2015

“Il sole può tramontare e poi risorgere. Noi, invece, una volta che il nostro breve giorno si spegne, abbiamo davanti il sonno di una notte senza fine.„ (Gaio Valerio Catullo Condividi) riposa in pace caro Mike
Valeria
Postato il 26/05/2014

„Sa, senza una salda fede in Gesù e nella religione, non avrei mai e poi mai potuto superare i momenti bui della mia vita.“(Mike Bongiorno)
Sandra
Postato il 11/09/2012

« Amici ascoltatori, allegria! » Un ricordo affettuoso ciao Mike
Liliana

Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, noto come Mike Bongiorno (New York, 26 maggio 1924 – Monte Carlo, 8 settembre 2009), è stato un conduttore televisivo, conduttore radiofonico e partigiano italiano.
È considerato uno dei padri fondatori della televisione italiana, insieme a Raimondo Vianello, Corrado, Enzo Tortora e Pippo Baudo.

Biografia
I suoi primi anni e l'esperienza bellica

Italoamericano, figlio della torinese Enrica Carello (1894 – 1991) e di Philip Bongiorno. Il nonno paterno, Michelangelo Bongiorno, era emigrato da Campofelice di Fitalia a quel tempo frazione di Mezzojuso in Sicilia, dove aveva una bottega. Suo padre fu un noto avvocato che intraprese anche una positiva carriera politica arrivando a diventare presidente della potente associazione Sons of Italy in America, ordine dei figli d'Italia in America, e a candidarsi a sindaco di New York avendo come avversari Fiorello La Guardia e Generoso Pope. Quando era ancora un bambino Mickey - come era chiamato allora - a seguito della separazione dei genitori tornò in Italia a Torino con la madre, andando a vivere a casa degli zii Giuseppina Carello, sorella della madre, e Nicolò Oneto di San Lorenzo - generale amatissimo da Mike, che in onore dello zio acquisito chiamerà Nicolò il suo secondogenito. A Torino frequentò le scuole elementari, il ginnasio e il liceo classico D'Azeglio e divenne un grande tifoso della Juventus. Fin da giovane esternò la sua personalità estroversa e la volontà di diventare giornalista, e dato che era un grande appassionato di sport iniziò presto a lavorare per le pagine sportive de La Stampa come «galoppino».

Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'invasione tedesca dell'Italia, fu costretto ad abbandonare gli studi (aveva conseguito la maturità soltanto nella seconda sessione, l'8 ottobre 1943, in quanto nella prima era risultato insufficiente in matematica e fisica) per rifugiarsi sulle Alpi. Decise così di entrare a far parte dei gruppi partigiani e, grazie alla sua conoscenza dell'inglese, fu impiegato in un'importante e pericolosa "staffetta", in cui doveva attraversare nel periodo invernale i contrafforti alpini innevati per portare in Svizzera, per conto della Resistenza, dei messaggi che permettevano le comunicazioni fra i partigiani italiani e gli Alleati di stanza nel Paese elvetico. Nel corso di una di queste operazioni, nell'aprile del 1944, fu scoperto a Cravegna (VB) e catturato dalla Gestapo e messo al muro per essere fucilato, ma si salvò perché fu perquisito e gli agenti tedeschi gli trovarono i documenti americani. Fu quindi portato a San Vittore a Milano, dove restò per 7 mesi, condividendo la cella con Indro Montanelli; venne poi deportato dapprima nel campo di transito di Bolzano (dove fu testimone delle atrocità commesse da Michael Seifert, alias "Misha"), quindi nel campo di concentramento austriaco di Mauthausen, dove fu tenuto in isolamento per 2 settimane, per essere infine trasferito a Reichenau. Dopo diverse destinazioni in vari campi di concentramento in Germania, alla fine del '44 fu deportato nel lager di Spittal dove stette fino al gennaio 1945. Fu liberato a febbraio prima della fine del conflitto grazie ad uno scambio di prigionieri di guerra tra Stati Uniti e Germania.


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