Ugo Forno

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NATO IL 27-04-1932
MORTO IL 05-06-1944
bandiera Ugo Forno (Roma, 27 aprile 1932 – Roma, 5 giugno 1944) è stato un partigiano e studente italiano, ultima vittima della Resistenza romana (insieme al compagno Francesco Guidi) e decorato con la medaglia d'oro al merito civile.

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria  Medaglia d'oro al merito...

Pubblicato il 23/09/2015


Postato il 05/06/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 05/06/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 05/06/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 05/06/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 23/09/2015

Studente dodicenne morto per la libertà, ultimo martire della Resistenza romana "Al folle coraggio di questo ragazzino, alle raffiche ingenue del suo mitra contro i soldati nazisti, alla sua morte guardiamo come all'esempio di chi non volle far finta di non vedere"
ianfinitamemori
Ugo Forno (Roma, 27 aprile 1932 – Roma, 5 giugno 1944) è stato un partigiano e studente italiano, ultima vittima della Resistenza romana (insieme al compagno Francesco Guidi) e decorato con la medaglia d'oro al merito civile.

Biografia
Ugo Forno era uno studente romano, abitante con i genitori in via Nemorense e che frequentava la seconda media al Luigi Settembrini di via Sebenico.
La mattina del 5 giugno 1944, uscito di casa alle 6.30, incontra gli alleati, da poco entrati in Roma a Piazza Verbano, Alle 7.30 Angiolo Bandinelli lo vede vicino al Parco Nemorense che grida: "c'è una battaglia lassù oltre piazza Vescovio! Ci sono i tedeschi resistono ancora". Seppe da alcune persone, riunite in piazza Vescovio, che un reparto di guastatori tedeschi stava cercando di far saltare il ponte ferroviario sull'Aniene.

Procuratosi un fucile e una bandoliera con diverse cartucce, alle ore 9, Forno entrò in una casa colonica di vicolo del Pino per incontrarsi con cinque giovani, anche loro armati con fucili e pistole. Forno convinse i cinque giovani contadini Antonio e Francesco Guidi, Luciano Curzi, Vittorio Seboni e Sandro Fornari, a impedire ad ogni costo l’azione delle retroguardie tedesche.

Attraversata la campagna e giunti all'altezza dell’Aniene, i sei partigiani videro una decina di guastatori tedeschi[3], intenti a piazzare grossi pacchi di esplosivo sotto le arcate del ponte che sorregge i binari della ferrovia Roma-Firenze, di fianco a Ponte Salario.
I partigiani, allora, aprirono il fuoco sul commando germanico, costringendoli a gettarsi al riparo. Dopo un breve combattimento i soldati tedeschi decisero di abbandonare l’azione e ritirarsi. Per coprirsi le spalle, tuttavia, spararono tre colpi con un mortaio. Il primo prese in pieno Francesco Guidi, facendolo stramazzare. Il secondo proiettile squarciò una coscia al Curzi e staccò un braccio al Fornari; il terzo e le schegge centrarono Ugo Forno al petto e alla testa, uccidendolo di schianto, a mezzogiorno e qualche minuto. Il loro sacrificio permise la salvezza del ponte ferroviario sull'Aniene, che rimase intatto.

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