Pietro Nenni

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NATO IL 09-03-1891
MORTO IL 01-01-1980
Italia Pietro Nenni è stato un politico e giornalista italiano,  

Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera si è distinto, ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra, erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti

Premio Stalin per la Pace - nastrino per uniforme ordinaria  Premio Stalin per la Pace

Pubblicato il 10/07/2014
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Postato il 10/07/2014

« Senza democrazia e senza libertà tutto si avvilisce, tutto si corrompe, anche le istituzioni sorte dalle rivoluzioni proletarie, anche la trasformazione, da privata a sociale, della proprietà dei mezzi di produzione e di scambio che dell'economia socialista è pur sempre la condizione principale, ma nell'etica socialista è pur sempre il mezzo e non il fine, il fine essendo la liberazione dell'uomo da ogni forma di oppressione e di sfruttamento. » (Pietro Nenni)
Maria Pia
Pietro Nenni (Faenza, 9 febbraio 1891 – Roma, 1º gennaio 1980) è stato un politico e giornalista italiano, leader storico del Partito Socialista Italiano.

Biografia
Inizi e famiglia

Nacque il 9 febbraio 1891 a Faenza, in provincia di Ravenna, da una modesta famiglia: i genitori Giuseppe e Angela Castellani erano entrambi a servizio dei conti Ginnasi e rimase orfano di padre in giovane età (1896). Per interessamento della contessa Ginnasi, che voleva farlo diventare prete, la madre riuscì a farlo accogliere nell'orfanotrofio "Maschi Opera Pia Cattani", dove mostrò subito il suo temperamento ribelle scrivendo nei corridoi del collegio Viva Bresci dopo il regicidio di Umberto I.
Nel 1908 fu assunto come impiegato in una fabbrica di ceramiche, ma pochi mesi dopo venne licenziato per aver partecipato a uno sciopero di agricoltori e, contemporaneamente, espulso dalla struttura dell'orfanatrofio dove ancora risiedeva. Tre anni dopo, nel 1911, sposa Carmen Emiliani, da cui avrà 4 figlie Giuliana, Eva detta Vany nel 1913, Luciana e l'ultimogenita Vittoria nel 1915, quest'ultima destinata ad una tragica fine.
Giornalista pacifista, aderì al Partito Repubblicano Italiano e partecipò alle proteste contro la guerra italo-turca (1911) insieme all'allora socialista Benito Mussolini, con il quale passò un periodo in carcere. Nello stesso anno, Nenni fu segretario della Camera del Lavoro di Forlì; il 7 giugno 1914, ad Ancona, nel corso di un suo comizio antimilitarista, insieme all'anarchico Errico Malatesta, la polizia aprì il fuoco sui partecipanti, uccidendo due militanti repubblicani e un anarchico. Ne seguì una settimana di scioperi e di agitazioni in gran parte dell'Italia (cosiddetta Settimana rossa).
Partecipò alla Prima Guerra Mondiale e, nel 1919, fondò il primo Fascio di Combattimento di Bologna, con il repubblicano Mario Bergamo. L'organizzazione, tuttavia, fu presto disciolta e, più tardi, ne fu fondata una omonima dal fascista Leandro Arpinati. Nel 1921 Nenni abbandonò il Partito Repubblicano e aderì al Partito Socialista Italiano, proprio nel momento in cui avveniva la scissione tra socialisti e comunisti.
Divenuto dirigente del PSI, si segnalò come uno dei politici più attivi del movimento socialista. Non si schierò con i riformisti di Filippo Turati, al momento della loro espulsione dal partito (1922) ma, quando divenne direttore dell'Avanti (1923), la sua linea autonomista si contrappose a quella massimalista di Giacinto Menotti Serrati.

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