Ebbe da Dio il gran dono di una immensa bontà e consacrò tutta la sua vita per il bene della famiglia. Chiamata dalla terrena alla Celeste Patria serenamente si addormentò nel Signore lasciando il più caro ricordo della sua bontà e rettitudine in quanti la conobbero.
da PensieriParole Pubblicato il 22/08/2012
Postato il 24/12/2015
“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 02/11/2013
in questi giorni di festa dei nostri defunti...un pensiero per ne nonna Natalina...mi ha lasciato il tuo nome e gli tue occhi....rimani sempre nei miei pensieri...ripose in pace adesso que hai ritrovati gli tu cari figli Romanino e Antonio...ciao nonna
la tua nipotina Lina
Postato il 07/02/2013
Vivo sempre vicino a tutti voi, vicino a quelli che mi hanno amato e stimato.
Clara
Postato il 26/08/2012
Ciao nonna, tanto tempo è trascorso dalla tua scomparsa, ma dentro le mie preghiere sei e ci sarai sempre ti saluto ciao.
Raf.......
Era il 27 febbraio 1906 quando Gabriele Natalina venne al mondo in provincia di Roma, prima figlia di Ferrazzoli Crocifissa e Francesco Gabriele. La sua infanzia, lontana dalle sicurezze e dai giochi spensierati, fu segnata dagli anni duri di guerra e carestia. In quella casa ogni giorno era una sfida: lavorare nei campi, aiutare i genitori, occuparsi delle sorelle più piccole. La scuola, per molti un diritto, per lei era un sogno lontano, un privilegio riservato ad altri. Eppure, tra stenti e sacrifici, Natalina imparò presto cosa significasse la responsabilità, la dedizione e la resilienza. Qualche volta, quando la fame stringeva forte, andava a servizio nelle case più abbienti del paese, cercando un pasto caldo o qualche soldo: doni rari, ma preziosi, che le insegnarono a cavarsela da sola.
A diciannove anni la vita le sorrise con un incontro che avrebbe cambiato tutto: Pasquale Porretta. Il loro matrimonio, celebrato il 17 aprile 1926, segnò l’inizio di una famiglia numerosa e vivace. Arrivarono Americo, Renato, Antonio, Donato – che purtroppo non visse abbastanza – e Loreto. La giovane coppia lasciò la casa dei genitori di Pasquale per stabilirsi in una “baracca” di legno nel cuore del paese. La vita era dura, ma l’amore e la speranza li sostenevano, finché il 28 dicembre 1943 un bombardamento distrusse la loro dimora, uccidendo otto persone e costringendo le famiglie a ricominciare altrove. Natalina e Pasquale trovarono rifugio in via Aia Morino, e nel 1946 accolsero il loro ultimo figlio, Fausto, come un piccolo miracolo di serenità in mezzo alla tempesta.
Il destino continuava a mettere alla prova la sua forza. Nel 1938, per garantire un futuro ai figli, Pasquale partì per la Libia, alla ricerca di lavoro e di speranza in una terra lontana. Ma il 1940 portò con sé la guerra d’Africa e con essa la paura più grande: Pasquale fu dato per disperso. Da sola, Natalina dovette affrontare l’angoscia, il lavoro incessante e le responsabilità di una famiglia intera. Ogni giorno era un sacrificio, ogni gesto una prova di coraggio. Eppure, con pazienza e amore, riuscì a proteggere i suoi figli fino al ritorno del marito nel 1945.
Nel 1949 la famiglia trovò finalmente stabilità in un appartamento in via Cuneo, una casa modesta, ma piena di calore e vita. Natalina, madre coraggiosa e moglie fedele, dedicò tutta se stessa alla famiglia, mettendo sempre il benessere dei suoi cari al primo posto. Anche negli anni più avanzati, trovava gioia nelle piccole cose: guardare la TV, seguire le telenovelas, sorridere dei drammi e delle passioni degli altri.
Gabriele Natalina ci lasciò il 24 dicembre 2000, il giorno prima di Natale, lasciando dietro di sé una storia di resistenza, amore e dedizione. Oggi riposa serenamente nel cimitero monumentale di Castelliri, e la sua vita rimane un esempio di forza e di amore incondizionato, un ricordo che continua a vivere tra chi ha avuto la fortuna di conoscerla.