Carlo Alberto dalla Chiesa

+ Condividi
NATO IL 27-09-1920
MORTO IL 03-09-1982
Italia Carlo Alberto dalla Chiesa è stato un generale e prefetto italiano. Figlio di un generale dei Carabinieri, entrò nell'Arma durante la seconda guerra mondiale e partecipò alla Resistenza. Fu ucciso a Palermo pochi mesi dopo il suo insediamento in un attentato mafioso dove perirono anche la moglie e l'agente di scorta Domenico Russo

Grande ufficiale dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria  Grande ufficiale ... 


Pubblicato il 04/09/2012


Postato il 03/09/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 03/09/2018

Dal 1977 nel Ministero della Giustizia il Gen. Dalla Chiesa ricoprì l'incarico di Coordinatore del Servizio di Sicurezza degli Istituti di Prevenzione e Pena italiani. Furono istituti le carceri speciali di massima sicurezza dove vennero reclusi i detenuti terroristi più pericolosi. Una delle migliori intuizioni di Dalla Chiesa è stata quella di “investire” nelle carceri. Fu il primo a capire l' importanza del ruolo della Polizia Penitenziaria...Partendo dalle informazioni dalle carceri sconfisse il terrorismo e voleva fare lo stesso contro la criminalità organizzata...onore a un grande uomo.
Gaetano
Postato il 03/09/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 03/09/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 03/09/2015

Da Prefetto reclamò continuamente la concessione di poteri straordinari “non posso combattere la mafia a Palermo, con gli stessi poteri del Prefetto di Forlì” disse una volta, spazientito, ai cronisti che gli chiedevano come pensava di combattere l’impossibile guerra contro l’invisibile ma fortissimo potere mafioso. Ma i poteri speciali tardavano ad arrivare, vennero formalizzati - atroce ironia della sorte - quando il Prefetto era già stato ucciso, e Dalla Chiesa, pur sentendosi abbandonato dallo Stato, seguitò nella sua missione, consapevole del destino a cui andava incontro.
Rossana Bentiviglio
Postato il 03/09/2015

Oggi abbiamo l’obbligo morale di fermarci alcuni minuti a ricordare l’esempio, la vita e i motivi della morte di questo grande italiano. Di pregare per lui, se crediamo. Ma subito dopo dobbiamo è tornare a lavorare per il bene della nostra bella ma fragile Italia
Nadia Casale
Postato il 22/01/2015

“Quando perdi qualcuno che ti è caro, spendi molte energie nel tentativo di reagire nella maniera giusta... ma non esiste una maniera giusta! Forse il modo migliore per onorare la memoria di chi se n'è andato è... continuare a vivere!”
Samuele
Postato il 12/09/2012

« ci sono cose che non si fanno per coraggio. Si fanno per potere continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli. C’è troppa gente onesta, tanta gente qualunque, che ha fiducia in me. Non posso deluderla. » (Carlo Alberto dalla Chiesa)
Ignazio
 Pag.  di 1  

Carlo Alberto dalla Chiesa (Saluzzo, 27 settembre 1920 – Palermo, 3 settembre 1982) è stato un generale e prefetto italiano. Figlio di un generale dei Carabinieri, laureato in giurisprudenza e successivamente anche in scienze politiche, entrò nell'Arma durante la seconda guerra mondiale e partecipò alla Resistenza.

Dopo la guerra combatté il banditismo prima in Campania e quindi in Sicilia; dopo vari periodi a Firenze, Como, Roma e Milano, tra il 1966 e il 1973 fu nuovamente in Sicilia dove, con il grado di colonnello, comandante della Legione Carabinieri di Palermo, indagò su Cosa Nostra. Divenuto generale di brigata a Torino dal 1973 al 1977, fu protagonista della lotta contro le Brigate Rosse; fu lui a fondare il Nucleo Speciale Antiterrorismo, "il nucleo speciale di polizia giudiziaria",[6] attivo tra il 1974 e il 1976. Promosso generale di divisione, fu nominato nel 1978 Coordinatore delle Forze di Polizia e degli Agenti Informativi per la lotta contro il terrorismo, con poteri speciali. Dal 1979 al 1981 comandò la Divisione Pastrengo a Milano; tra il 1981 e il 1982 fu vicecomandante generale dell'Arma.

Nel 1982 il governo lo nominò prefetto di Palermo con l'intento di ottenere contro Cosa nostra gli stessi brillanti risultati ottenuti nella lotta al terrorismo. Fu ucciso a Palermo pochi mesi dopo il suo insediamento in un attentato mafioso dove perirono anche la moglie e l'agente di scorta Domenico Russo

Biografia
L'impegno in guerra e nella Resistenza
Figlio di Romano dalla Chiesa, generale di divisione dei carabinieri, entrò nel 1941 nell'Esercito dapprima frequentando la Scuola allievi ufficiali di complemento di Spoleto, in seguito prestò servizio in fanteria come sottotenente nel 120º reggimento brigata Emilia, partecipando per 10 mesi alla guerra in Montenegro, per la quale ricevette due croci di guerra al valore.[8] Nel 1942 transitò nell'Arma dei Carabinieri (dove già prestava servizio il fratello Romolo) laureandosi in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari, città in cui il padre Romano era comandante della locale Legione dell'Arma.

Come primo incarico venne mandato a comandare la Tenenza dei Carabinieri Reali di San Benedetto del Tronto, dove rimase fino al giorno della proclamazione dell'armistizio. Passò poi nel comando provinciale di Ascoli Piceno; un giorno venne affrontato da un partigiano comunista. I partigiani della zona sospettavano che lui fosse responsabile del blocco dei rifornimenti di armi che gli alleati di tanto in tanto riuscivano a spedire via mare. Alla domanda "Lei con chi sta, tenente, con l'Italia o la Germania?", dalla Chiesa rispose offrendo la sua collaborazione, che, per un certo periodo, dette i suoi frutti. Poi, a causa del suo rifiuto di collaborare nella caccia ai partigiani, venne inserito nella lista nera dei nazisti, ma riuscì a fuggire prima che le SS potessero catturarlo.

Datosi alla macchia insieme con altri patrioti, entrò quindi nella Resistenza, operando in clandestinità nelle Marche, unendosi alla "Brigata Patrioti Piceni" di stanza in Colle San Marco, località di montagna, ove organizzò gruppi per fronteggiare i tedeschi. In seguito, divenne uno dei responsabili delle trasmissioni radio clandestine di informazioni per gli americani, nascosto in un'abitazione privata presso la città di Martinsicuro, in Abruzzo. Nel dicembre del 1943 passò le linee nemiche con le truppe alleate, ritrovandosi in una zona d'Italia già liberata. Venne poi inviato a Roma per seguire gli alleati nel loro ingresso nella capitale, dove venne incaricato di garantire la sicurezza della Presidenza del Consiglio dei ministri dell'Italia liberata.

Per la sua partecipazione alla Resistenza gli venne attribuito il Distintivo di Volontario della Guerra di Liberazione, guadagnando il passaggio in servizio permanente effettivo per merito di guerra.


Da Wikipedia, enciclopedia libera.
Continua a leggere it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Alberto_dalla_Chiesa