Alighiero Noschese

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NATO IL 25-11-1932
MORTO IL 03-12-1979
 Italia Alighiero Noschese è stato un imitatore, showman e comico italiano.
È considerato il più fecondo e popolare imitatore della storia della televisione italiana. In una delle sue ultime interviste, poco prima della scomparsa, aveva quantificato le voci da lui imitate in un totale di 1156
Pubblicato il 14/07/2013


Postato il 03/12/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
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“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
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Postato il 14/07/2013

“Ladro di anime” lo definisce Federico Fellini, cogliendo la sostanza dell’arte di Alighiero Noschese, equiparato alla grandezza del celebre trasformista d’inizio Novecento Leopoldo Fregoli. Una vera arte, la sua, fatta anzitutto di studio e intuizione dell’interiorità delle persone che si propone di imitare
Gigi
Alighiero Noschese (Napoli, 25 novembre 1932 – Roma, 3 dicembre 1979) è stato un imitatore, showman e comico italiano.
È considerato il più fecondo e popolare imitatore della storia della televisione italiana. In una delle sue ultime interviste, poco prima della scomparsa, aveva quantificato le voci da lui imitate in un totale di 1156

Biografia 
Le origini e la giovinezza 

Alighiero Noschese era figlio di un funzionario al Contenzioso Penale delle Dogane del Tirreno e di una professoressa, aveva antenati polacchi ed una nonna di nazionalità tedesca. Sebbene legato saldamente al comune di San Giorgio a Cremano, ove chiese di essere sepolto, Noschese nacque a Napoli, nel quartiere Vomero, e vi trascorse l'infanzia e la giovinezza distinguendosi sin da bambino per l'abilità nell'imitare i versi degli animali e la voce del padrone di casa. Destinato dal padre alla professione di avvocato, intraprese studi di giurisprudenza, ma essendo appassionato di teatro ed avendo idee politiche di sinistra, divenne segretario della federazione giovanile comunista di Napoli.
Dalla sua vita universitaria affiorò un curioso e significativo aneddoto: si narra infatti che Noschese, giovanissimo, avesse sostenuto due difficili esami orali (filosofia del diritto e diritto ecclesiastico) parlando con la voce di Amedeo Nazzari al primo esame, e con quella di Totò al secondo[3]. L'iniziativa goliardica filò liscia senza destare alcun sospetto.

La carriera e il successo 
Dopo aver tentato senza fortuna la carriera di giornalista di cronache mondane a Paese Sera, venne assunto come praticante nel giornale radio della Rai allora diretto da Vittorio Veltroni (padre di Walter Veltroni). Dai primi anni cinquanta ai sessanta era già presente in commedie e fantasie radiofoniche, all'interno della Compagnia di Prosa di Roma della RAI, alternando l'attività specifica di attore a quella di imitatore.
Figurò nel cast del primo sceneggiato televisivo trasmesso nel 1954, Il dottor Antonio, e comparve successivamente come ospite in diverse trasmissioni. A metà degli anni sessanta fu protagonista in teatro di due spettacoli di Garinei e Giovannini: Scanzonatissimo e La voce dei padroni. In questi due spettacoli sperimentò per la prima volta l'imitazione di personaggi politici ma, paradossalmente, sembrò non destare irritazione o malcontento tra i politici imitati. Anzi, questi sembravano rallegrarsi per l'effetto di maggior visibilità che si andava creando loro grazie a Noschese.
La consacrazione a personaggio di primo piano dello spettacolo avvenne tuttavia nel 1969 grazie alla partecipazione al varietà televisivo del sabato sera Doppia coppia: in quella occasione Alighiero Noschese riuscì ad ottenere l'autorizzazione a imitare in televisione i personaggi politici, cosa fino ad allora proibita. Determinante sembra sia stato il consenso del futuro Presidente della Repubblica Giovanni Leone, che tra l'altro era stato suo docente alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Napoli, e che incoraggiò Noschese a proseguire in questo senso.
Da quel momento, a detta dello stesso Noschese, pare che molti personaggi del campo dello spettacolo e della politica gli abbiano espressamente chiesto di essere imitati, sia per acquisire maggior visibilità, sia per non essere considerati come personaggi di secondo piano. Paradossalmente, essere imitati da Noschese diventava sinonimo di massima notorietà.
La brillante carriera di Noschese proseguì con le due edizioni di Canzonissima presentate da Corrado (1970 e 1971), e successivamente lavorando con Loretta Goggi in Formula due (1973)

Lo stile e le imitazioni 
Oltre alla capacità di riprodurre in modo pressoché perfetto voce, atteggiamenti e caratteristiche fisiche dei soggetti delle sue imitazioni, Alighiero Noschese riusciva a satireggiare in modo sottile e mai volgare, creando gag e battute pungenti. La sua comunque non è mai stata una vera e propria satira spietata del potere, bensì piuttosto una serie di camaleontiche caricature di numerosissimi personaggi famosi di cui coglieva magistralmente i cosiddetti "tic". Per la sua eccezionale capacità di rifare le voci di tutti, poi, era soprannominato "il Fregoli delle voci".
L'autore dei testi di Noschese era il grande sceneggiatore napoletano Dino Verde. L'artefice delle sue eccezionali ed esasperate somiglianze fisiche con i personaggi imitati era invece la famosa truccatrice Ida Montanari.


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