Achille Lauro

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NATO IL 16-06-1887
MORTO IL 15-11-1982
Italia Achille Lauro è stato un armatore, politico, editore e dirigente sportivo italiano. La parabola della sua leadership politica fu l'espressione di un fenomeno politico-sociale definito come "laurismo", caratterizzato dalla costituzione di "un esteso e ramificato sistema di interessi" su cui convergeva un largo consenso"di stampo populista fondato sul culto del 'Comandante'", appellativo con cui era chiamato dal popolo napoletano.
Pubblicato il 27/12/2015


Postato il 27/12/2015

La vita avventurosa, appassionata e ideale di Achille Lauro è indelebilmente legata a Napoli ma Napoli l'ha dimenticata. Sindaco della sua città natale, Sorrento, sindaco di Napoli, fondatore del Partito monarchico, presidente del Napoli - «Un grande Napoli per una grande Napoli» era il suo slogan - editore e, soprattutto, uno dei maggiori armatori d'Europa con una Flotta frutto dell'ingegno di un mozzo diventato Comandante, Achille Lauro al di là del bene e del male andrebbe ricordato perché nella sua storia c'è più bene che male....
Mariano Doni

Achille Lauro (Piano di Sorrento, 16 giugno 1887 – Napoli, 15 novembre 1982) è stato un armatore, politico, editore e dirigente sportivo italiano.

La parabola della sua leadership politica fu l'espressione di un fenomeno politico-sociale definito come "laurismo", caratterizzato dalla costituzione di "un esteso e ramificato sistema di interessi" su cui convergeva un largo consenso"di stampo populista fondato sul culto del 'Comandante'", appellativo con cui era chiamato dal popolo napoletano.

Biografia
Quinto dei sei figli dell'armatore Gioacchino Lauro e di Laura Cafiero, fu a sua volta armatore e fondatore della Flotta Lauro, una delle più potenti flotte italiane di tutti i tempi e tra le più importanti aziende del Meridione, nonché di un vero e proprio impero finanziario caratterizzato dalla compartecipazione alle sue attività da parte dei suoi dipendenti.

Nel fascismo
Durante il ventennio fascista fu nominato consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, facilitato in questa operazione dalla famiglia Ciano, che apparteneva al mondo armatoriale. Sempre in quel periodo ottenne la carica di presidente della squadra di calcio del Napoli, prendendo il posto che fu di Giorgio Ascarelli.

Dopo la liberazione di Napoli, il 9 novembre 1943 fu arrestato dagli alleati angloamericani e internato nel campo di concentramento di Padula (Salerno), sospettato di aver conseguito "profitti di regime e illecito arricchimento". Dopo quasi due anni di privazione della libertà, tra internamento e carcere, nel settembre 1945 fu assolto da ogni accusa con sentenza della corte d'appello di Napoli.

Nel dopoguerra
Nel dopoguerra, dopo una iniziale adesione al movimento dell'Uomo Qualunque, si avvicinò al movimento monarchico di Alfredo Covelli, determinando con il suo apporto finanziario la nascita del Partito Nazionale Monarchico (PNM). Ebbe grandi risultati nella carriera politica, grazie anche al suo consigliere Raffaele Cafiero, autore di molti suoi discorsi pubblici.


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