Piergiorgio Welby

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NATO IL 26-12-1945
MORTO IL 20-12-2006
Italia Piergiorgio Welby è stato un attivista, politico, giornalista, poeta e pittore italiano, impegnato per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico in Italia e per il diritto all'eutanasia, nonché co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni. Militante del Partito Radicale, Welby balzò alle cronache negli ultimi anni di vita quando, gravemente ammalato, nei suoi scritti chiese ripetutamente che venissero interrotte le cure che lo tenevano in vita.
Pubblicato il 20/10/2013


Postato il 20/12/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 20/12/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 20/12/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 20/12/2013

Non bisogna mai dimenticare chi nella vita ha avuto Coraggio.Ciao P.giorgio
Claudio
Postato il 20/10/2013

« Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. [...] Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. » (Piergiorgio Welby)
Alessandro
Piergiorgio Welby (Roma, 26 dicembre 1945 – Roma, 20 dicembre 2006) è stato un attivista, politico, giornalista, poeta e pittore italiano, impegnato per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico in Italia e per il diritto all'eutanasia, nonché co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni. Militante del Partito Radicale, Welby balzò alle cronache negli ultimi anni di vita quando, gravemente ammalato, nei suoi scritti chiese ripetutamente che venissero interrotte le cure che lo tenevano in vita.

Biografia
Figlio di Alfredo (1910 – 1998), ex calciatore della Roma e della Reggina, fu affetto da distrofia muscolare in forma progressiva[3] dall'età di 16 anni. La malattia, progredendo lentamente (nonostante il medico che la diagnosticò avesse detto che non avrebbe superato i vent'anni), non gli consentì più di parlare, di compiere movimenti e lo costrinse, nello stadio finale, a stare immobile su un letto, sempre a mente lucida. Egli stesso raccontò la sua storia nel libro Lasciatemi morire.
Durante gli anni sessanta e settanta trovò parziale sollievo dalle sofferenze facendo uso di droghe, dipingendo e scrivendo (anni dopo il New York Times lo avrebbe definito «poeta»). Sempre in quegli anni incontrò durante un viaggio parrocchiale a Roma colei che divenne a breve sua moglie, Wilhelmine Schett oggi conosciuta come Mina Welby.
Negli anni ottanta le sue condizioni peggiorarono ulteriormente, tanto da necessitare una disintossicazione dalle droghe assunte. Per questo fece uso di metadone, che sortì l'effetto desiderato, ma lo costrinse definitivamente a rinunciare all'uso delle gambe.
Fu sua moglie che nel luglio 1997, chiamò i soccorsi in seguito ad una crisi respiratoria di Welby, il quale, per sopravvivere, fu attaccato ad un respiratore automatico in seguito ad una tracheotomia. Questa condizione lo spinse a chiedere più volte che gli venisse «staccata la spina», ma la sua richiesta non fu subito accolta in quanto pareva contrastante con le leggi in vigore.
Per far conoscere la propria situazione, aprì nel 2002 un forum sull'eutanasia, in uno spazio concessogli dai Radicali, i quali lo elessero anche come co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, e un blog personale[6]. Sempre sul sito radicale sono raccolti numerosi suoi editoriali.
Il 12 aprile 2005, benché incapace di muoversi, fu accompagnato da esponenti del Partito Radicale a votare in occasione del referendum sulla fecondazione assistita. In seguito fu inserita una norma che ha consentito, a partire dalle elezioni della XV Legislatura, di votare ai degenti impossibilitati a recarsi alle urne.
È stato candidato per la Camera dei deputati nelle liste della Rosa nel pugno per le Elezioni politiche del 2006 nella circoscrizione Lazio 1 pur non risultando eletto.

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