Luigi Luca Cavalli-Sforza

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NATO IL 25-01-1922
MORTO IL 31-08-2018
Italia Luigi Luca Cavalli-Sforza è stato un genetista e scienziato italiano, che si è occupato anche di antropologia e di storia. I suoi studi e le sue ricerche si sono incentrati, in maniera particolare, sulla genetica delle popolazioni e delle migrazioni dell'uomo. Cavalli-Sforza è stato professore emerito all'Università di Stanford in California.

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria  Cavaliere di gran croce (O.M.R.I)

Pubblicato il 03/09/2018
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Postato il 03/09/2018

„L’evoluzione culturale, nel suo insieme, è determinata dalla somma delle innovazioni e delle scelte o, meglio ancora, dall’accettazione o meno di queste innovazioni da parte della società e da quali innovazioni vengono accettate.“ (Cavalli-Sforza dal libro L'evoluzione della cultura)
infinitamemoria
Luigi Luca Cavalli-Sforza (Genova, 25 gennaio 1922 – Belluno, 31 agosto 2018[) è stato un genetista e scienziato italiano, che si è occupato anche di antropologia e di storia.
I suoi studi e le sue ricerche si sono incentrati, in maniera particolare, sulla genetica delle popolazioni e delle migrazioni dell'uomo. Cavalli-Sforza è stato professore emerito all'Università di Stanford in California.

Gli anni della giovinezza
Luca Cavalli-Sforza nacque a Genova, il 25 gennaio 1922, figlio di Pio Cavalli e Attilia Manacorda. Il padre, che morì nel 1949, si occupava di pubblicità e scrisse il primo libro italiano sull'argomento, “La spada dell'America”. Egli cercò di far appassionare il figlio all'astronomia, con scarso successo, ma gli trasmise "l'avversione ai padroni" e lo convinse "a cercare un mestiere in cui non si dipende da nessuno". La madre era invece laureata in lettere, e seguì assiduamente la preparazione agli studi del figlio. Insegnandogli a leggere e scrivere direttamente a casa, gli permise di entrare nella scuola elementare Michele Coppino di Torino partendo dalla classe seconda, nel marzo del '28. In quarta elementare passò poi all'Istituto Sociale gestito dai gesuiti, dove rimase per ben due anni. A scuola si rendeva spesso conto che molte cose insegnategli non fossero davvero utili. Quando il padre nel 1929 perse il posto di lavoro, Luca dovette abbandonare la scuola dei gesuiti. Iniziò dunque a frequentare il liceo Massimo d'Azeglio, dove assistette a lezioni di illustri professori quali Oreste Badellino (professore di latino) e Casalegno (professore di francese). Del periodo liceale ricorda una lezione in cui il suo professore di religione affermò di non credere nella teoria evoluzionistica. L'allora quattordicenne Luca dichiarò di essersi interessato alla lezione non per ribellione, ma perché le prove riportate dal professore non avevano alcuna base logica, a differenza dell'evoluzione, che gli sembrava “del tutto ragionevole”. Qualche anno dopo si rese conto dell'utilità di quella lezione nell'indirizzare e determinare le sue scelte di vita. A causa della noia e della lentezza degli insegnamenti a cui era sottoposto, divenne sempre più indisciplinato, tanto da rischiare la bocciatura, così decise di studiare privatamente preparando, da solo e in anticipo, gli esami di stato, nei quali riuscì ad ottenere ottimi voti.

Nell'indecisione sulla facoltà in cui proseguire i suoi studi, la madre lo mandò durante le vacanze estive all'Università di Oxford, per seguire corsi di lingua inglese. Qui, passando per i laboratori di biologia, si affascinò ai microscopi, e capì che l'unica opportunità per lavorare con quegli attrezzi era studiare medicina. Ma una laurea in medicina offriva anche altri vantaggi oltre ai microscopi: la sicurezza economica, e l'interesse verso il prossimo. Tornato a Torino, nel 1938 compilò il foglio di iscrizione alla facoltà di medicina.


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