Romeo Menti

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Italia Football pictogram.svg Romeo Menti è stato un calciatore italiano, di ruolo ala destra. Perse la vita a Superga il 4 maggio 1949 quando il Fiat G.212 di ritorno dalla trasferta di Lisbona si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga. 
Pubblicato il 03/09/2012
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“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
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Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
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“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
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Mise in mostra la sua abilità di goleador anche in Nazionale, con 5 gol in 7 presenze
Sergio

Romeo Menti (Vicenza, 5 settembre 1919 – Superga, 4 maggio 1949) è stato un calciatore italiano, di ruolo ala destra.
Veniva chiamato Menti III poiché nel Vicenza avevano già giocato i fratelli maggiori Mario (Menti I) e Umberto (Menti II), che giocava allora nella Juventus: il primo smise di giocare dopo poche gare al Vicenza, così rimase la denominazione di Menti I per Umberto e di Menti II per Romeo, come è sempre citato negli almanacchi. Anche un nipote, Luigi Menti detto "Menti IV", fu calciatore tra il 1953 e il 1969 giocando per tutta la carriera al Vicenza tranne una breve parentesi al Padova.

Carriera
Club

Esordì nel Vicenza a 16 anni compiuti da tre giorni, nella partita d'inaugurazione del nuovo stadio, l'8 settembre 1935. Quello stesso stadio (tuttora campo da gioco del Vicenza) gli fu dedicato pochi anni dopo, in seguito alla tragedia di Superga.

In biancorosso, dopo due anni di Serie C, il diciottenne Menti guidò con i suoi 21 gol la squadra berica a sfiorare la conquista della Serie B nel campionato 1937-1938, al termine del quale fu ceduto alla Fiorentina. Dopo tre anni a Firenze, dove rimase a risiedere la famiglia, giunse al Torino nel 1941.
Nella stagione 1944–1945 Menti giocò nello Stabia vincendo il campionato (Campano) e laureandosi campione d'Italia liberata pareggiando la partita col Napoli per 3 a 3, ma fino ad oggi allo Stabia non è stata riconosciuta nessuna onorificenza dalla F.I.G.C.
Nel 1945-1946 tornò alla Fiorentina per disputarvi un campionato. Poi di nuovo in granata, dove concluse la carriera. Fu lui a segnare l'ultimo gol del Grande Torino contro il Benfica, su calcio di rigore, il 3 maggio 1949

Nazionale
Mise in mostra la sua abilità di goleador anche in Nazionale, con cinque gol in sette presenze, realizzando una tripletta nella gara d'esordio.

La Morte
Morì con i suoi compagni di squadra nella tragedia di Superga e in seguito gli furono dedicati tre stadi italiani: quello di Vicenza, di Castellammare di Stabia e di Montichiari.
Gli è stata inoltre intitolata una via a Isola Vicentina, dov'è ubicato il Centro Tecnico del Vicenza Calcio. Una società di calcio dilettantistica porta il suo nome: si tratta della G.S.D. Romeo Menti di Allerona Scalo, un piccolo paese dell'Orvietano, in provincia di Terni, che milita nel campionato di promozione regionale.

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