Paolo Borsellino

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Italia Paolo Emanuele Borsellino è stato un magistrato italiano. Assassinato da Cosa nostra assieme a cinque agenti della sua scorta nella strage di via D'Amelio, è considerato uno dei personaggi più importanti e prestigiosi nella lotta contro la mafia in Italia, insieme al collega e amico Giovanni Falcone.

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria  Medaglia d'oro al valor...

Pubblicato il 04/09/2012


Postato il 19/07/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 19/07/2018

« Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo. » (Paolo Borsellino) R.I.P
Marco Mannino
Postato il 19/07/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 19/07/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 20/07/2015

„Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall'odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest'odio e l'avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo.“
Zacinto
Postato il 19/07/2015

«Sono convinto che questo 19 luglio verrà ricordato come un momento di rafforzamento di lotta alla mafia e di denuncia dell’antimafia di facciata. Non abbiamo bisogno di cicale ma di formiche, abbiamo bisogno di un impegno quotidiano contro la mafia da parte di ciascuno, senza che nessuno si possa autoproclamare rappresentante dell’antimafia». (L.Orlando)
Raffaella
Postato il 19/07/2015

spesso sentiamo parlare a sproposito di alti valori morali e di senso dello Stato, ecco che se vogliamo dare un senso a quei concetti dobbiamo ricordare gente come Paolo Borsellino, come Giovanni Falcone, come l'avvocato Giorgio Ambrosoli, come il generale Dalla Chiesa, come Rocco Chinnici e come tanti altri che appartengono alla lunga lista di gente che è stata ammazzata per il solo fatto di aver voluto fare il proprio dovere fino in fondo.
Mauro Bonomi
Postato il 19/07/2014

“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola". (Paolo Borsellino)
Alessio
 Pag.  di 2  
Paolo Emanuele Borsellino (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992) è stato un magistrato italiano. Assassinato da Cosa nostra assieme a cinque agenti della sua scorta nella strage di via D'Amelio, è considerato uno dei personaggi più importanti e prestigiosi nella lotta contro la mafia in Italia, insieme al collega e amico Giovanni Falcone.

Biografia
Origini e formazione
Figlio di Diego Borsellino (1910 - 1962) e di Maria Pia Lepanto (1910 - 1997), Paolo Emanuele nacque a Palermo il 19 gennaio 1940 nel quartiere popolare della Kalsa, dove, durante le tante partite a calcio nel quartiere, conobbe Giovanni Falcone, più grande di lui di otto mesi. La famiglia di Paolo era composta dalla sorella maggiore Adele (1938 - 2011), dal fratello minore Salvatore (1942) e dall'ultimogenita Rita (1945).

Dopo aver frequentato le scuole dell'obbligo Paolo si iscrisse al liceo classico "Giovanni Meli" di Palermo. Durante gli anni del liceo diventò direttore del giornale studentesco "Agorà". L'11 settembre 1958 si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Palermo con numero di matricola 2301. Dopo una rissa tra studenti simpatizzanti di destra e sinistra, finì erroneamente in tribunale dinanzi al magistrato Cesare Terranova, cui dichiarò la propria estraneità all'accaduto. Il giudice sentenziò che Borsellino non fosse implicato nell'episodio. Proveniente da una famiglia con simpatie politiche di destra nel 1959 si iscrisse al Fronte Universitario d'Azione Nazionale, organizzazione degli universitari missini, di cui divenne membro dell'esecutivo provinciale e fu eletto come rappresentante studentesco nella lista del FUAN "Fanalino" di Palermo[6]. Il 27 giugno 1962, all'età di ventidue anni, Borsellino si laureò con 110 e lode con una tesi su "Il fine dell'azione delittuosa" con relatore il professor Giovanni Musotto. Pochi giorni dopo, a causa di una malattia, suo padre morì all'età di cinquantadue anni. Borsellino si impegnò, allora, con l'ordine dei farmacisti a mantenere attiva la farmacia del padre fino al raggiungimento della laurea in farmacia della sorella Rita. Durante questo periodo la farmacia fu data in gestione per un affitto bassissimo, 120.000 lire al mese[8] e la famiglia Borsellino fu costretta a gravi rinunce e sacrifici. A Paolo fu concesso l'esonero dal servizio militare di leva poiché egli risultava "unico sostentamento della famiglia".

Nel 1967 Rita si laureò in farmacia e il primo stipendio da magistrato di Paolo servì a pagare la tassa governativa. Il 23 dicembre 1968 sposò Agnese Piraino Leto (1941 - 5 maggio 2013[9]), figlia di Angelo Piraino Leto (1909 - 1994[10]), a quel tempo magistrato, presidente del tribunale di Palermo. Dalla moglie Agnese ebbe tre figli: Lucia (1969), Manfredi (1972) e Fiammetta (1973).

L'ingresso nella magistratura
Nel 1963 Borsellino partecipò a un concorso per entrare nella magistratura italiana; classificatosi venticinquesimo sui 171 posti messi a bando, con il voto di 57, divenne il più giovane magistrato d'Italia Incominciò quindi il tirocinio come uditore giudiziario e lo terminò il 14 settembre 1965 quando venne assegnato al tribunale di Enna nella sezione civile. Nel 1967 fu nominato pretore a Mazara del Vallo. Nel 1969 fu pretore a Monreale, dove lavorò insieme a Emanuele Basile, capitano dell'Arma dei Carabinieri.


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