Adriano Visconti

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NATO IL 11-11-1915
MORTO IL 29-04-1945
Italia Adriano Visconti di Lampugnano (Tripoli, 11 novembre 1915 – Milano, 29 aprile 1945) è stato un militare italiano. Durante la seconda guerra mondiale fu un asso dell'aviazione italiana e comandante del 1º Gruppo caccia "Asso di bastoni".

Medaglia d'argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria  Medaglia d'argento al Valor Militare
 
Pubblicato il 31/08/2013


Postato il 29/04/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 29/04/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 29/04/2017

"Piuttosto morire per mantenere una parola che morire da traditore!" (Adriano Visconti)
Mauro Mei
Postato il 29/04/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 29/04/2015

La storia di Adriano Visconti è una di quelle che sui libri di storia non si trovano, eppure parliamo di un personaggio di cui l’Italia dovrebbe andare fiera. - Riposa in pace
Germano 99
Postato il 29/04/2015

Quasi settant’anni ci ha messo l’Italia per rendergli in minima parte l’attenzione che gli spetta. Ma, si sa, questa è la storia scritta dai ‘vincitori’, che si autoproclamano tali senza aver riflettuto adeguatamente sul fatto che la guerra l’hanno persa anche loro.
Salvo
Postato il 29/04/2015

...come recita un antico detto, ‘nemo propheta in patria’: mentre l’Italia dimentica i suoi uomini migliori, Washington gli conferisce un tributo. Nel National Air and Space Museum un’immagine di Adriano Visconti gli rende il giusto merito di ‘Asso dell’Aviazione italiana’. Anche New York lo celebra con una foto nel museo di Ellis.
Luciano M
Postato il 31/08/2013

non condusse mai rastrellamenti né azioni offensive contro altri italiani, ma eroicamente, a contrastare i bombardamenti su obiettivi civili che gli alleati anglo-americano effettuavano sulle nostre città del nord
Flavio.B
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Adriano Visconti di Lampugnano (Tripoli, 11 novembre 1915 – Milano, 29 aprile 1945) è stato un militare italiano. Durante la seconda guerra mondiale fu un asso dell'aviazione italiana e comandante del 1º Gruppo caccia "Asso di bastoni".

Biografia 
Adriano Visconti di Lampugnano nacque a Tripoli, figlio di Galeazzo Visconti di Lampugnano e Cecilia Dall'Aglio, emigrati in Libia in seguito alla colonizzazione italiana del 1911. Si arruolò nella Regia Aeronautica come allievo del Corso REX dell'Accademia Aeronautica il 21 ottobre 1936 e conseguì il brevetto di pilota militare presso la scuola d'aviazione di Caserta. Proseguì il suo addestramento sul Breda Ba.25 e sull'IMAM Ro.41 e, nel 1939, fu assegnato alla 159ª Squadriglia del 50º Stormo d'Assalto (reparto specializzato nell'attacco al suolo).
Nel giugno del 1940, allo scoppio della guerra, Visconti fu trasferito con il suo reparto in Africa settentrionale, presso l'aeroporto di Tobruk, dove combatté volando sui Breda Ba.65 e sui Caproni Ca.310. Nel periodo giugno-dicembre 1940 fu decorato con due Medaglie di Argento al Valor Militare ed una Medaglia di Bronzo.
Nel gennaio 1941 Visconti fu trasferito alla 76ª Squadriglia del 54º Stormo Caccia Terrestre dove venne addestrato al volo sul caccia Macchi M.C.200, svolgendo poi servizio operativo sull'isola di Malta e nei cieli africani con il Macchi M.C.202. Il 29 aprile 1943, nel corso dell'ultimo grande scontro aereo prima della caduta della Tunisia, l'allora tenente Visconti guidò dodici Macchi M.C.202 del 7º Gruppo all'attacco di sessanta tra Supermarine Spitfire e Curtiss P-40. Visconti abbatté un P-40, mentre altri quattro furono accreditati ad altri piloti del 54º Stormo.
Visconti fu proposto per la concessione di una Medaglia d'Argento al valor militare che venne concessa il 10 giugno 1948, tre anni dopo l'assassinio dell'asso italiano.
In seguito, promosso al grado di capitano, divenne comandante della 310ª Squadriglia Caccia Aerofotografica, specializzata nell'aero-ricognizione ed equipaggiata con Macchi M.C.205 in una speciale versione modificata a Guidonia.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 Visconti aderì alla Repubblica Sociale Italiana e partecipò attivamente alla costituzione dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana al comandando della 1ª Squadriglia e, dopo essere stato promosso al grado di maggiore nel maggio 1944, al 1º Gruppo caccia "Asso di bastoni".
Fino alla fine della guerra Visconti combatté difendendo l'Italia settentrionale dagli attacchi dei bombardieri anglo-americani utilizzando diversi tipi di aerei: Macchi M.C.202, M.C.205 e Messerschmitt Bf 109G-10. Il primo combattimento su quest'ultimo tipo di velivolo ebbe luogo il 14 marzo. Visconti, comandante del 1º Gruppo, con altri 16 Messerschmitt, intercettò, sul lago di Garda, una formazione di B-25 Mitchell del 321th Bomber Group, che rientrava dopo il bombardamento del ponte ferroviario di Vipiteno. I P-47 Thunderbolt di scorta (del 350th Fighter Group) attaccarono a loro volta i Messerschmitt italiani. Nel corso del combattimento, Visconti attaccò frontalmente il Thunderbolt del 1/Lt. Charles C. Eddy, rivendicandone l'abbattimento, ma lo stesso comandante del 1º Gruppo fu colpito e ferito al volto dalle schegge del proprio parabrezza e costretto a lanciarsi. Il 15 marzo l'ANR attribuì a Visconti la vittoria e la segreteria inoltrò la pratica per richiedere il "Premio del Duce", le 5.000 lire che spettavano all'abbattitore di un monomotore. In realtà il P-47 dell'americano Eddy rientrò alla base di Pisa, Visconti quindi si lanciò con il paracadute e Charles Eddy rientrò alla base con il velivolo danneggiato. Eddy infatti era di nuovo operativo il 2 aprile successivo in un'altra missione.

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