Massimo d'Azeglio

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NATO IL 24-10-1789
MORTO IL 15-01-1866
bandiera Massimo Taparelli marchese d'Azeglio è stato un politico, patriota, pittore e scrittore italiano - Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera si è distinto, ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra, erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti
Pubblicato il 20/06/2014


Postato il 15/01/2022

Se potessi rivederti tra un anno farei tanti gomitoli di mesi. Se l’attesa fosse di secoli li conterei sulla mano. E se sapessi che finita questa vita, la mia e la tua proseguiranno insieme , getterei la mia come inutile scorza e sceglierei con te l’eternità (Emily Dickinson)
Infinita Memoria
Postato il 15/01/2021

Se potessi rivederti tra un anno farei tanti gomitoli di mesi. Se l’attesa fosse di secoli li conterei sulla mano. E se sapessi che finita questa vita, la mia e la tua proseguiranno insieme , getterei la mia come inutile scorza e sceglierei con te l’eternità (Emily Dickinson)
Infinita Memoria
Postato il 15/01/2020

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 15/01/2019

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 15/01/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 15/01/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 15/01/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 15/01/2015

Il sole tramonta ogni sera, ma ogni mattina si riaccende per regalarci un nuovo giorno, così ogni volta che si spegne un sogno, si riaccende l'emozione in una nuova vita che comunque continua.
Vano L.
 Pag.  di 2  
Massimo Taparelli marchese d'Azeglio (Torino, 24 ottobre 1798 – Torino, 15 gennaio 1866) è stato un politico, patriota, pittore e scrittore italiano.

Biografia
I primi anni

Massimo Taparelli d'Azeglio nacque a Torino in via del teatro d'Angennes, l'attuale via Principe Amedeo, dalla nobile famiglia Taparelli di Lagnasco, nell'attuale provincia di Cuneo (la famiglia era imparentata coi Balbo, tra cui si ricordano Prospero e Cesare), già discendente dei più antichi marchesi di Ponzone, feudatari del vercellese e viveronese. Figlio del marchese Cesare Taparelli (1763-1830), noto esponente della Restaurazione sabauda e del cattolicesimo subalpino, e di Cristina Morozzo di Bianzè (1770-1838), fu tenuto a battesimo da Monsignor Giuseppe Morozzo, che sarebbe poi diventato cardinale. I genitori vissero dapprima nel Castello di Azeglio (da cui il nome del marchesato) vicino al Lago di Viverone, ma tutti i loro figli nacquero a Torino.

Dei suoi fratelli più noti alla storia si ricordano Luigi, che sarà consacrato gesuita e cofondatore de La Civiltà Cattolica, e Roberto, che diventerà politico liberale come Massimo, promotore della campagna di emancipazione delle minoranze religiose del Piemonte (Ebrei e Valdesi).
Gli altri cinque fratelli di Massimo morirono prematuramente: Giuseppe Luigi appena nato nel 1796, Melania appena dodicenne di etisia nel 1807, Metilde ventiduenne nel 1813 ed Enrico nel 1824 (un fratello nacque morto).

Per via dell'occupazione napoleonica, Massimo bambino (con la famiglia) fu costretto a vivere per qualche anno a Firenze, dove la domenica mattina si recava in casa della contessa d'Albany per recitarle i versi che lei gli faceva imparare durante la settimana e dove conobbe Vittorio Alfieri, amante della contessa e caro amico del padre.
D'Azeglio stesso racconta un episodio curioso: quando aveva quattro anni Alfieri lo condusse nello studio del pittore François-Xavier Fabre, che usò il piccolo come modello per il Gesù Bambino della Sacra Famiglia cui stava lavorando in quel momento. L'opera -ò poi ad ornare una chiesa di Montpellier.

A Firenze ricevette un'educazione severa: in casa i genitori gli imposero un forte senso del dovere e studiò presso le Scuole Pie di Via Larga.


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