Erminio Macario

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NATO IL 27-05-1902
MORTO IL 26-03-1980
Italia Erminio Macario è stato un popolare attore e comico italiano di teatro, cinema e televisione. Nella sua lunga carriera ha lavorato ad oltre cinquanta spettacoli teatrali tra teatro di varietà, riviste, commedie musicali e spettacoli di prosa. Raggiunse presto il successo e lanciò numerose subret. Prestò la sua maschera surreale anche al cinema ed alla televisione, adottando spesso il piemontese per i suoi personaggi e le sue macchiette.
Pubblicato il 02/09/2012


Postato il 06/07/2018

un grande comico che ha fatto diventare torino una grande citta' riposa in pace grande macario
un tuo grande ammiratore
Postato il 26/03/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 26/03/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 26/03/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 26/03/2015

Dio ha steso la sua mano per guidarti nel suo paradiso, lasciando a noi il ricordo e l'immagine di te per sempre.
Alessia
Postato il 01/10/2012

Erminio Macario Innocente candida comicità
Nino

Erminio Macario noto semplicemente come Macario (Torino, 27 maggio 1902 – Torino, 26 marzo 1980) è stato un popolare attore e comico italiano di teatro, cinema e televisione.

Nella sua lunga carriera ha lavorato ad oltre cinquanta spettacoli teatrali tra teatro di varietà, riviste, commedie musicali e spettacoli di prosa. Raggiunse presto il successo e lanciò numerose soubrette. Prestò la sua maschera surreale anche al cinema ed alla televisione, adottando spesso il piemontese per i suoi personaggi e le sue macchiette.

Biografia
L'esordio

Macario ebbe in comune con i grandi comici suoi contemporanei tre caratteristiche: la precocità, l'indigenza familiare e la vocazione.
Nato da una famiglia molto povera, il piccolo Erminio inizia a recitare fin da bambino nella filodrammatica della scuola, presto interrotta per lavorare ed aiutare la famiglia. Fra un mestiere e l'altro, a 18 anni, nel 1920, entra in una compagnia di "scavalcamontagne" – termine con cui erano definite nel piemontese le formazioni di paese che rappresentavano drammi e farse nei giorni di fiera ed affronta il suo primo vero pubblico, esordendo su un palco di paese, presso Belgioioso in provincia di Pavia.
Nel 1921 il debutto ufficiale nel teatro di prosa. Nel 1924 passa a quello di varietà con una scritturazione nella compagnia di "balli e pantomime" di Giovanni Molasso. Il suo debutto con il ruolo di "secondo comico" fu al "Teatro Romano" di Torino con le riviste "Sei solo stasera" e "Senza complimenti". Dal Settembre 1924, fu poi a Milano con "Il pupo giallo" e "Vengo con questa mia" di Piero Mazzuccato, seguite nel 1925 da "Tam-Tam" di Carlo Rota e "Arcobaleno" di Mazzuccato e Veneziani.

Per Macario, oltre che un salto di professionalità, è stata l'occasione per apprendere e sviluppare la sua naturale inclinazione all'arte mimica. Il suo fisico esile e la naturale scioltezza nei movimenti contribuiscono a far pensare che l'anno con Molasso abbia consegnato alla scena italiana un potenziale mimo, che potrebbe dirsi di scuola francese.


Gli anni venti
Macario, prima che un mimo tuttavia, intendeva essere un comico. Il primo, grande salto in tal senso lo fa nel 1925, quando la famosissima soubrette Isa Bluette lo nota e lo scrittura nella sua compagnia come "comico grottesco". Il giovane comico piemontese entra dunque nel "giro buono" del teatro italiano, esordendo nella sua Torino con "Valigia delle indie", di Ripp e Bel-Ami.
Gradatamente Macario costruisce una comicità personale, fatta di una maschera clownesca le cui caratteristiche più appariscenti erano un ciuffo di capelli sulla fronte, gli occhi arrotondati e la camminata ciondolante. Ma intuisce anche che il successo di uno spettacolo dipendeva soprattutto nella presenza sulla scena di donne avvenenti e soprattutto dalle gambe lunghe. Il comico era ben consapevole dell'efficacia del contrasto tra il candore e la semplicità della propria maschera e il sottinteso erotico delle belle soubrettes che lo affiancavano sulla ribalta, sfilando vestite in maniera "minimale", in una nuvola di cipria e di felicità per la gioia degli sguardi del pubblico.

Macario rimane con Isa Bluette per quattro anni, acquistando via via sempre maggior notorietà e guadagnandosi prima il titolo di "comico" e finalmente il nome "in ditta" (1929). Sempre nel 1929 firma la sua prima rivista come autore, Paese che vai, in collaborazione con Chiappo.

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