Adriano De Zan

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NATO IL 20-05-1932
MORTO IL 24-08-2001
Italia Adriano De Zan è stato un giornalista, conduttore radiofonico e conduttore televisivo italiano.Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera si è distinto, ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra, erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti
Pubblicato il 24/08/2015


Postato il 24/08/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 24/08/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 24/08/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 24/08/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 27/08/2015

Adriano De Zan. In ricordo di uno dei nostri migliori Telecronisti del Ciclismo che si commuoveva ogni volta che vedeva un Nostro Corridore solo al comando – Valkenburg ’79
Daniele Palombo
Postato il 27/08/2015

« Ho fatto malamente il ciclista per essere inattaccabile davanti al microfono. E con quello strumento tra le mani, mi sono divertito un mondo. » (Gentili signore e signori, buongiorno, Adriano De Zan)
Francesco Moccia
Adriano De Zan (Roma, 20 maggio 1932 – Milano, 24 agosto 2001) è stato un giornalista, conduttore radiofonico e conduttore televisivo italiano.

La vita Modifica
Figlio di artisti, cantanti di operetta, trascorre l'infanzia spostandosi da un luogo all'altro. I primi anni vive a Bologna, poi si sposta con la famiglia a Montecatini Terme, e infine approda in età adolescenziale a Milano. Terminato il liceo scientifico, si iscrive alla Bocconi, per intraprendere studi di economia.

La carriera
Durante il primo anno di facoltà incontra a Torino, nel 1953, durante un'esibizione del padre a teatro, il telecronista Carlo Bacarelli, che gli propone l'entrata nella neonata Rai. De Zan accetta e, assunto dalla sede torinese, intraprende la carriera di telecronista di ciclismo nel 1954, accompagnato da Nicolò Carosio, nell'edizione di quell'anno della Milano-Sanremo. Dotato di grandissima esperienza, conoscenza della storia del ciclismo, e timing, riusciva spesso ad accompagnare le tappe, nei momenti di minor interesse, con aneddoti suggestivi. Impareggiabili le conduzioni accanto a Davide Cassani negli ultimi anni di attività. Tra i momenti più toccanti delle sue radiocronache le vittorie di tappa di Marco Pantani al Tour de France e la sfortunata tappa del 1995, sempre al Tour, in cui perse tragicamente la vita Fabio Casartelli. In quest'ultima occasione vinto dallo sconforto, con la voce rotta dal pianto, dovette lasciare il microfono all'allora commentatore tecnico Vittorio Adorni. Dopo la sua scomparsa, Mario Cipollini, per onorarne la memoria corse e vinse una tappa del Giro d'Italia, con una sua foto posta tra la propria testa e il caschetto. Rimarrà indelebile nelle menti degli appassionati di ciclismo l'incipit di ogni sua telecronaca:urante il primo anno di facoltà incontra a Torino, nel 1953, durante un'esibizione del padre a teatro, il telecronista Carlo Bacarelli, che gli propone l'entrata nella neonata Rai. De Zan accetta e, assunto dalla sede torinese, intraprende la carriera di telecronista di ciclismo nel 1954, accompagnato da Nicolò Carosio, nell'edizione di quell'anno della Milano-Sanremo. Dotato di grandissima esperienza, conoscenza della storia del ciclismo, e timing, riusciva spesso ad accompagnare le tappe, nei momenti di minor interesse, con aneddoti suggestivi. Impareggiabili le conduzioni accanto a Davide Cassani negli ultimi anni di attività. Tra i momenti più toccanti delle sue radiocronache le vittorie di tappa di Marco Pantani al Tour de France e la sfortunata tappa del 1995, sempre al Tour, in cui perse tragicamente la vita Fabio Casartelli. In quest'ultima occasione vinto dallo sconforto, con la voce rotta dal pianto, dovette lasciare il microfono all'allora commentatore tecnico Vittorio Adorni. Dopo la sua scomparsa, Mario Cipollini, per onorarne la memoria corse e vinse una tappa del Giro d'Italia, con una sua foto posta tra la propria testa e il caschetto. Rimarrà indelebile nelle menti degli appassionati di ciclismo l'incipit di ogni sua telecronaca:

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