Mario Rigamonti

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NATO IL 17-12-1922
MORTO IL 04-05-1949
Italia Football pictogram.svg Giuseppe Grezar fu un calciatore italiano, di ruolo mediano. Perse la vita a Superga il 4 maggio 1949 quando il Fiat G.212 di ritorno dalla trasferta di Lisbona si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga.
Pubblicato il 03/09/2012


Postato il 04/05/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 04/05/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 04/05/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 04/05/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 09/06/2013

Nel Torino ha giocato 140 partite di campionato contribuendo alla vittoria di quattro scudetti
Davide
Mario Rigamonti (Brescia, 17 dicembre 1922 – Superga, 4 maggio 1949) è stato un calciatore italiano, nel ruolo di difensore.
Aveva una passione sfrenata per la moto ed era costantemente in ritardo. Era solito infatti arrivare negli spogliatoi prima del match pochi minuti prima dell'inizio della partita.
Calcisticamente muove i primi passi nel Brescia e dalla squadra lombarda approda al Torino appena diciannovenne, nell'estate del 1941. Raggiungerà la prima squadra granata solo nel dopoguerra, gioca infatti in prestito nello stesso Brescia il torneo bellico del 1944 e nelle file del Lecco il Torneo lombarda del 1944/45. È un difensore duro e coraggioso, talvolta rabbioso negli interventi. Il suo ruolo è quello di centrosostegno.
Nel Torino ha giocato 140 partite di campionato contribuendo alla vittoria di quattro scudetti. Nel maggio del 1947 Vittorio Pozzo gli consegna la prima delle sue tre maglie azzurre. Il ruolo di titolare in quella Nazionale che gioca ancora col metodo è di Parola. Con i suoi compagni perde la vita nella tragedia di Superga il 4 maggio 1949. A lui è stato intitolato lo stadio della sua città natale.
Destinato a diventare titolare fisso ha giocato soltanto 3 gare nella Nazionale italiana, (da ricordare che durante l'epopea del Grande Torino la Nazionale Azzurra disputò soltanto 10 partite) "chiuso" dalla presenza di Carlo Parola del quale era considerato erede naturale. La prima partita in azzurro è stata l'11 maggio 1947 a Torino contro l'Ungheria, battuta per 3-2; fu la partita nella quale 10 elementi su 11 in campo da titolari erano giocatori del Grande Torino (l'unico non granata il portiere juventino Sentimenti VI)
Oggi giace nel cimitero di Capriolo (Brescia) in una cappella dedicata a tutta la sua famiglia. A lui sono stati dedicati lo stadio di calcio comunale del Brescia Calcio e l'omonimo centro sportivo "Mario Rigamonti"sempre a Brescia, vivaio di numerosi giovani calciatori. Gli è stato cointestato anche lo stadio di Lecco

PALMARES
Campionati Italiani - 4
Torino: 1945-1946, 1946-1947, 1947-1948, 1948-1949


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