Nedo Nadi

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NATO IL 09-06-1894
MORTO IL 29-01-1940
Italia Fencing pictogram.svgNedo Nadi è stato uno schermidore e dirigente sportivo italiano - Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera si è distinto, ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra, erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti
Pubblicato il 28/08/2013
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Postato il 29/01/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 29/01/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 29/01/2015

Dio ha steso la sua mano per guidarti nel suo paradiso, lasciando a noi il ricordo e l'immagine di te per sempre.
Maurilio
Postato il 28/08/2013

LE PAROLE incise sulla targa di Nedo Nadi, a piazza Santiago del Cile, sono quelle che si addicono a un uomo davvero eccezionale. «Insuperato campione alle tre armi», fioretto, sciabola e spada
Tiziana
Nedo Nadi (Livorno, 9 giugno 1894 – Roma, 29 gennaio 1940) è stato uno schermidore e dirigente sportivo italiano.

Biografia 
Nedo Nadi e il fratello minore Aldo furono avviati alla scherma dal padre, il maestro d'armi Giuseppe Nadi (fondatore dello storico Circolo Scherma Fides di Livorno), il quale li allenò con durezza al pari degli altri allievi della propria scuola. Nella sua palestra i due ragazzi si allenavano con il fioretto e la sciabola. La spada invece era proibita, perché il padre la riteneva un'arma indisciplinata. Nedo era quindi costretto ad andare a tirare di spada altrove, di nascosto dal padre. Sembra che il padre una volta dichiarò: Nedo vincerà tutto quello che si potrà vincere nella scherma. Quando si stancherà, Aldo lo sostituirà. Secondo molti la sua profezia non risultò essere andata lontano dalla verità.
Nedo Nadi vinse il Torneo dell'Imperatore a Vienna, quindi partecipò alla sua prima Olimpiade ad appena diciott'anni, a Stoccolma nel 1912. Ed ottenne subito il primo successo olimpico, l'oro nel fioretto individuale.
Terminata la guerra, partecipò alle Olimpiadi del 1920 di Anversa in veste di alfiere portabandiera della spedizione azzurra e capitano della squadra italiana di scherma, da lui totalmente scelta. Nedo Nadi compì un'impresa: diventare campione olimpico in tutte e tre le armi nella stessa edizione dei Giochi. Vinse l'oro a squadre nella spada, ed entrambi gli ori (individuale e a squadre) sia nel fioretto che nella sciabola. Mancò solo l'oro individuale nella spada, a causa di problemi intestinali che lo costrinsero ad abbandonare il torneo. Nedo Nadi, portato in trionfo dagli stessi avversari, fu uno dei principali protagonisti di quell'Olimpiade, assieme al fratello Aldo e al finlandese volante Paavo Nurmi.
Dopo quelle Olimpiadi Nedo Nadi si trasferì in Argentina, allenando e gareggiando per il Jockey Club di Buenos Aires. Rientrò in Italia alla fine del 1923, con il fisico debilitato ma con un cospicuo conto in banca. Si sposò e riprese a tirare di scherma per passione.
Nel 1930 dimostrò ancora la sua bravura di schermitore di livello internazionale, vincendo il Campionato del Mondo per "professionisti", cioè i Maestri di Scherma
Venne nominato commissario tecnico della squadra azzurra alle Olimpiadi del 1932 a Los Angeles, e nel 1936 divenne presidente della Federazione Italiana Scherma, incarico che mantenne fino alla morte. Sotto la sua presidenza, l'Italia conquistò quattro ori e tre argenti e due bronzi ai Giochi del 1936. Fu anche giornalista sportivo.
Nedo Nadi morì nel 1940, a soli quarantasei anni, stroncato da un ictus.
Nadi era un esteta riservato, con una volontà di ferro.
Da molti schermidori, egli è considerato il più grande schermidore di tutti i tempi. A coloro che sostennero che Edoardo Mangiarotti fosse il migliore schermidore d'Italia, per via del numero di medaglie vinte, suo fratello Aldo rispose che Nedo aveva sì vinto meno medaglie, ma tutte d'oro.

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