Tino Scotti

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NATO IL 16-11-1905
MORTO IL 16-10-1984
Italia Tino Scotti è stato un attore ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.
Dotato di una memoria eccezionale e di una fantastica capacità oratoria, si contraddistinse per la velocità e la precisione delle sue parlate, sempre convulse e frenetiche, ma mai incomprensibili. Per questo motivo, venne benevolmente soprannominato Tino "Scatti".

Pubblicato il 30/09/2015


Postato il 25/07/2019

ciao tino sei sempre nei cuore della tua Milano Felice
Felice
Postato il 02/10/2015

Forse qualcuno ancora si ricorda delle sue caricature per «La Gazzetta dello Sport» e per «Il Resto del Carlino». Ma lo spettacolo è dentro la sua anima. Tino Scotti si cuce addosso alcuni personaggi che sono entrati nell’album di famiglia di più di una generazione. Uno sopra tutti il "cavaliere" e Scotti sarà per sempre e per tutti noi il cavaliere.
Matteo G.
Tino Scotti (Milano, 16 novembre 1905 – Tarquinia, 16 ottobre 1984) è stato un attore ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Biografia
Dopo aver giocato come calciatore nelle giovanili dell'Inter, nell'Arona, nella Trevigliese e nel Fanfulla, registrato come Ernesto, Scotti iniziò la sua carriera come attore di teatro, calcando le assi di palcoscenici sui quali venivano prodotti spettacoli di varietà e di teatro di rivista. Dotato di una memoria eccezionale e di una fantastica capacità oratoria, si contraddistinse per la velocità e la precisione delle sue parlate, sempre convulse e frenetiche, ma mai incomprensibili. Per questo motivo, venne benevolmente soprannominato Tino "Scatti".

Frequenti le partecipazioni a programmi radiofonici di varietà e di prosa, dalla fine degli anni trenta, presso gli studi dell'EIAR e Rai, tra cui il varietà settimanale Rosso e nero.
Da buon caratterista inventò due personaggi destinati a segnarne il successo: il cavaliere con il famoso motto "ghe pensi mi" ed il bauscia, emblemi di una milanesità agli antipodi. Se il secondo era uno sbruffone, il primo impersonava il ruolo del gigolò assennato: entrambi erano però lo specchio della personalità dell'attore, di gran classe e mai volgare. Nel 1952 commentò con la sua voce le comiche riunite nel film: Ridolini e la collana della suocera, con Larry Semon. Molto noti i suoi Caroselli del confetto Falqui, prodotto farmaceutico da banco, come si direbbe oggi: famoso il motto pubblicitario ad esso riferito ("Falqui... Basta la parola!").
Ebbe anche successo come attore di prosa, affrontando autori come Shakespeare (Pene d'amor perdute) e Goldoni (Le baruffe chiozzotte), sotto la regia di grandi nomi come Giorgio Strehler e Franco Enriquez.
Partecipò anche a varie pellicole cinematografiche, soprattutto di genere comico, ed in televisione fu spesso protagonista di trasmissioni di varietà, come Bambole, non c'è una lira, diretta da Antonello Falqui nel 1977.

La sua ultima apparizione avvenne nello sceneggiato televisivo ...e la vita continua (1984).


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