Ugo Tognazzi

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NATO IL 23-03-1922
MORTO IL 27-10-1990
Italia Ottavio Ugo Tognazzi (Cremona, 23 marzo 1922 – Roma, 27 ottobre 1990) è stato un attore, regista, sceneggiatore teatrale, cinematografico e televisivo italiano. Con Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi fu uno dei "mattatori" della commedia all'italiana.
Pubblicato il 04/09/2012


Postato il 27/10/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 27/10/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 27/10/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 27/10/2013

Oggi Sono 23 anni dalla tua scomparsa, anche se la tua assenza rimane, la tua Presenza e costante e nel ricordo e nel cuore di tutti noi.
Maura
Postato il 25/09/2012

Ciao Ugo il ricordo di te non mi abbandonerà mai.
Veronica
Postato il 25/09/2012

Inflazione significa essere povero con tanti soldi in tasca. Ugo Tognazzi>
Nero

Ottavio Ugo Tognazzi (Cremona, 23 marzo 1922 – Roma, 27 ottobre 1990) è stato un attore, regista, sceneggiatore teatrale, cinematografico e televisivo italiano.
Con Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi fu uno dei "mattatori" della commedia all'italiana.

Biografia
A causa della professione del padre, ispettore di una società di assicurazioni, visse gli anni dell'infanzia in varie città per tornare poi, nel 1936, nella natìa Cremona dove, quattordicenne, trovò lavoro come operaio nel salumificio Negroni. Nel tempo libero, recitava in una filodrammatica del dopolavoro aziendale. Il suo debutto teatrale, però, era avvenuto al teatro Donizetti di Bergamo, quando aveva soli quattro anni.
Durante la seconda guerra mondiale fu chiamato alle armi e si dedicò con impegno a organizzare spettacoli di varietà per i commilitoni. Dopo l'armistizio dell'8 settembre ritornò a Cremona dove lavorò come archivista e fu per un breve periodo nelle Brigate Nere. La passione per lo spettacolo, nel 1945, lo indusse ad abbandonare il lavoro e trasferirsi a Milano. Qui partecipò a una serata per dilettanti tenuta al Teatro Puccini a seguito della quale venne scritturato dalla compagnia teatrale di Wanda Osiris.

Nel 1950 esordì al cinema con un film diretto da Mario Mattòli, I cadetti di Guascogna, al fianco di Walter Chiari. L'anno seguente conobbe Raimondo Vianello con cui formò una coppia comica di grande successo che dal 1954 al 1960 lavorò per la neonata Rai Tv. A consacrare la coppia sul piccolo schermo fu il varietà Un due tre; la comicità più popolaresca e sanguigna di Ugo e quella più raffinata e "inglese" di Raimondo si compenetravano a vicenda con ottimi risultati comici.
Dopo numerose farse cinematografiche e televisive, Tognazzi negli anni sessanta passò alla commedia all'italiana, dando un apporto molto personale al genere: al suo interno infatti giocò magistralmente la carta delle sue radici equidistanti tra l'operosa Milano e la godereccia Bassa Padana tra Cremona, Piacenza e Modena, interpretando personaggi emiliani, e più specificamente parmigiani, in modo assolutamente convincente, agli ordini prima di Alberto Bevilacqua (La Califfa, 1971; Questa specie d'amore, 1972) e poi di Bernardo Bertolucci (La tragedia di un uomo ridicolo, 1981: splendido piccolo misconosciuto film schiacciato tra le megaproduzioni verso cui Bertolucci si andava ormai orientando in quegli anni, che però valse a Tognazzi la Palma d'Oro al Festival di Cannes come miglior attore protagonista).

Attaccatissimo alla sua terra e alla sua città - non era infrequente trovarlo allo stadio Zini a tifare per la Cremonese del suo amico e primo compagno di palcoscenico Domenico Luzzara, il presidente - Ugo ritagliava spesso per i suoi personaggi battute in dialetto cremonese. Leggendarie sono quelle, numerose, contenute nel film La marcia su Roma (1962) di Dino Risi. Nella pellicola che lo lanciò nel cinema satirico, Il federale (1961) di Luciano Salce, il suo personaggio è nato ad Azzanello, piccolo paese in provincia di Cremona.
Proprio parallelamente a quelle esperienze di cinema d'autore, peraltro, il sibarita e trasgressivo Ugo si impegnò nelle trilogie di Amici miei (1975, 1982, 1985) e Il vizietto (1978, 1980, 1985), che ebbero grande successo di pubblico. Si è autodiretto al cinema più volte (Il mantenuto, 1961; Il fischio al naso, 1966; Sissignore, 1968; Cattivi pensieri, 1976; I viaggiatori della sera, 1979) e nel 1970 anche nella serie televisiva FBI - Francesco Bertolazzi investigatore.

Negli anni ottanta si dedicò soprattutto al teatro, recitando in Sei personaggi in cerca d'autore a Parigi (1986) e ne L'avaro (1988). Esperto culinario e grande tombeur des femmes, ma anche amico sincero di Vittorio Gassman, Paolo Villaggio, Luciano Salce e Mario Monicelli, negli ultimi anni della sua vita si ammalò di depressione - il male oscuro che condivise personalmente con lo stesso Gassman - e morì improvvisamente, nel sonno, il 27 ottobre 1990 a Roma per un'emorragia cerebrale, lasciando incompleta la serie televisiva Una famiglia in giallo, rimasta pertanto il suo ultimo lavoro; è sepolto a Velletri. Vent'anni dopo, alla Festa del Cinema di Roma, la figlia Maria Sole presentò il documentario per ricordarlo, intitolato Ritratto di mio padre.

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