Continuate a ridere, pensate a me, pregate per me. Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato. Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza. La vita ha il significato di sempre. Il filo non è spezzato. Perchè dovrei essere fuori dai vostri pensieri Semplicemente perchè sono fuori dalla vostra vita? Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato del cammino.Pubblicato il 16/10/2013
Postato il 04/11/2021
Se potessi rivederti tra un anno farei tanti gomitoli di mesi. Se l’attesa fosse di secoli li conterei sulla mano. E se sapessi che finita questa vita, la mia e la tua proseguiranno insieme , getterei la mia come inutile scorza e sceglierei con te l’eternità (Emily Dickinson)
Infinita Memoria
Postato il 04/11/2019
“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.”
(Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 04/11/2018
“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 04/11/2017
Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 04/11/2016
“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 23/03/2015
Dio ha steso la sua mano per guidarti nel suo paradiso, lasciando a noi il ricordo e l'immagine di te per sempre.
Gessica
Postato il 16/10/2013
Ciao nonno !!!
Giuseppe
Romano Giuseppe nacque nel 1908 a Isola del Liri, in una famiglia semplice e numerosa. Era il primo di quattro figli di Antonio Romano e Angela Alonzi, e fin da piccolo conobbe le difficoltà di un’epoca segnata dalla povertà e dalle conseguenze dei conflitti mondiali. La sua infanzia non fu facile: come molti ragazzi del tempo, dovette crescere in fretta, imparando presto il valore del sacrificio e del lavoro.
Ancora giovane, iniziò a lavorare svolgendo diversi impieghi temporanei, finché trovò una certa stabilità presso la cartiera Boimond, a Borgo San Domenico. Quel lavoro divenne parte della sua vita per oltre quarant’anni, accompagnandolo giorno dopo giorno con fatica e dedizione.
Nel corso degli anni conobbe Maria Gabriele, una donna forte e generosa che sarebbe diventata sua moglie. Insieme costruirono una famiglia fondata sull’amore e sul sacrificio, e dalla loro unione nacquero due figli: Romanino, nel 1938, e Antonino, nel 1943.
Ma la serenità familiare fu più volte interrotta dalla guerra. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Giuseppe fu chiamato alle armi. Dopo un primo congedo, venne nuovamente richiamato a Caianello. Nonostante gli obblighi militari, il suo cuore restava sempre legato alla famiglia: spesso, durante la notte, lasciava il campo per tornare a casa, abbracciare i suoi cari e ripartire prima dell’alba, senza mai mancare all’appello.
Nel frattempo, Maria affrontava con coraggio le difficoltà quotidiane. Si occupava dei figli, dei suoceri e, nonostante le ristrettezze, accolse e crebbe anche una bambina rimasta senza madre. In quella casa, segnata dalla fatica, non mancavano mai l’umanità e la solidarietà.
Quando Giuseppe fu definitivamente congedato, tornò finalmente al suo paese. Tuttavia, gli anni della guerra non erano ancora finiti: durante l’occupazione tedesca fu costretto a lavorare al fronte, vivendo ancora paura e sacrifici lungo quelle linee che dividevano eserciti e territori.
Con la fine del conflitto, poté finalmente riprendere la sua vita. Tornò alla cartiera e, insieme alla sua famiglia, cercò di ricominciare. Non fu un percorso facile: i sacrifici continuarono, ma Giuseppe non si tirò mai indietro. Era un uomo onesto, umile e profondamente legato ai suoi affetti.
Fu un padre presente, un lavoratore instancabile, una persona che affrontò la vita con dignità e forza silenziosa. Dopo anni di malattia, che sopportò con la stessa tenacia con cui aveva vissuto, si spense nel 1981.
Oggi riposa nel cimitero comunale di Isola del Liri, il paese che lo ha visto nascere, crescere e lottare. La sua vita, fatta di sacrifici, amore e dedizione, resta un esempio semplice ma profondo, custodito nella memoria di chi lo ha conosciuto e di chi continua a raccontare la sua storia.