Alberto Braglia

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NATO IL 23-03-1883
MORTO IL 05-02-1954
bandiera  Alberto Braglia (Campogalliano, 23 marzo 1883 – Modena, 5 febbraio 1954) è stato un ginnasta italiano capace di conquistare tre medaglie d'oro olimpiche tra i Giochi della IV Olimpiade di Londra nel 1908 e i Giochi della V Olimpiade di Stoccolma nel 1912


Pubblicato il 28/08/2013


Postato il 05/02/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 05/02/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 05/02/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
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Postato il 05/02/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 05/02/2015

Dio ha steso la sua mano per guidarti nel suo paradiso, lasciando a noi il ricordo e l'immagine di te per sempre.
William
Postato il 28/08/2013

Il 5 maggio nella capitale svedese sventolò anche la bandiera tricolore. Ed a portarla fu proprio lui, Alberto Braglia che poi si rivelò l’autentico protagonista Azzurro dei Giochi. Furono suoi infatti, ben due dei tre ori totali conquistati dagli italiani nell’intera manifestazione.
Mauro
Alberto Braglia (Campogalliano, 23 marzo 1883 – Modena, 5 febbraio 1954) è stato un ginnasta italiano capace di conquistare tre medaglie d'oro olimpiche tra i Giochi della IV Olimpiade di Londra nel 1908 e i Giochi della V Olimpiade di Stoccolma nel 1912

Biografia 
Si appassionò alla ginnastica già da bambino, allenandosi da autodidatta in un fienile.
Ai Giochi intermedi del 1906, ad Atene, vinse due argenti. Quella competizione non è riconosciuta dal CIO come Olimpiade, e quindi tali medaglie non rientrano nel medagliere olimpico ufficiale.
Alle Olimpiadi di Londra del 1908 Alberto Braglia fu il migliore ginnasta in assoluto, e si impose sugli avversari nelle varie specialità. L'apice della sua prestazione fu al cavallo con maniglie, dove rasentò la perfezione. Purtroppo per lui, a quelle Olimpiadi vennero assegnati solo due titoli nella ginnastica, per il concorso completo individuale (heptathlon) e a squadre. Pur primeggiando in tutte e sette le specialità, ottenne un solo oro, quello del concorso completo individuale.
Dopo i Giochi per Braglia si aprì un periodo molto travagliato. Non riuscendo a trovare altro lavoro, si diede alle esibizioni in pubblico per guadagnarsi da vivere. Per questo fu dichiarato professionista ed espulso dalla federazione italiana di ginnastica. In un'esibizione si ruppe una spalla e qualche costola. A tutto ciò si aggiunse una tragedia familiare, la morte del figlioletto di quattro anni, che fece entrare Braglia in un profondo esaurimento nervoso.
Riuscì a riprendersi, ed ottenne la riabilitazione a dilettante in tempo per partecipare alle Olimpiadi del 1912, durante la cerimonia di apertura delle quali esercitò le funzioni di alfiere portabandiera dell'Italia, il primo in assoluto della storia. Difese il suo titolo nel concorso completo individuale, a cui aggiunse anche la vittoria nel concorso a squadre. Vinse quindi due ori in quell'edizione dei Giochi. In seguito Alberto Braglia lavorò a lungo nel circo.
Nel 1932 fu l'allenatore della squadra italiana di ginnastica che vinse a sorpresa l'oro alle Olimpiadi di Los Angeles.
Ad Alberto Braglia è intitolato lo Stadio della città di Modena.

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