Enrico Caruso

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Italia Enrico Caruso è stato un tenore italiano. È considerato il tenore per eccellenza, grazie alla suggestione del timbro e all'inconfondibile malìa dello strumento vocale. È aperto al pubblico dal 25 febbraio 2012 il museo Enrico Caruso, l'unico in Italia dedicato al tenore, situato nella villa Caruso di Bellosguardo a Lastra a Signa. Il museo raccoglie cimeli ed oggetti quotidiani appartenuti a Caruso.
Pubblicato il 04/09/2012


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“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
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“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
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Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
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Non cercare altrove, mai!Gli unici valori da regalare all'amore, li trovi solo in te stesso. -- Enrico Caruso
Alfred

Enrico Caruso (Napoli, 25 febbraio 1873 – Napoli, 2 agosto 1921) è stato un tenore italiano. È considerato il tenore per eccellenza, grazie alla suggestione del timbro e all'inconfondibile malìa dello strumento vocale.
È aperto al pubblico dal 25 febbraio 2012 il museo Enrico Caruso, l'unico in Italia dedicato al tenore, situato nella villa Caruso di Bellosguardo a Lastra a Signa. Il museo raccoglie cimeli ed oggetti quotidiani appartenuti a Caruso.

Biografia
Infanzia ed esordi

Nacque a Napoli in via SS. Giovanni e Paolo 7 nel quartiere di San Carlo all'Arena da una povera famiglia di Piedimonte d'Alife (ora Piedimonte Matese, in provincia di Caserta); il padre, Marcellino (1840 – 1908), era un operaio metalmeccanico e la madre, Anna Baldini (1838 – 1888), faceva la donna delle pulizie. La madre aveva avuto prima di lui 17 figli, tutti morti.

Dopo di lui nacquero altri tre fratelli.Dopo aver frequentato le scuole regolari, a dieci anni -ò a lavorare col padre in fonderia ma sotto l'insistenza della madre si iscrisse a una scuola serale dove scoprì di essere portato per il disegno; iniziò così ad elaborare progetti di fontane per l'officina dove lavorava. Ma nel frattempo qualcosa stava crescendo in lui: la sua voce. Le prime arie d'opera e le prime nozioni di canto gli vennero insegnate dai maestri Schirardi e De Lutio.

Nel 1888 sua madre morì di tubercolosi e poco tempo dopo il padre si risposò con Maria Castaldi.

Oltre a cantare nel coro della chiesa, Enrico fece qualche apparizione in spettacoli teatrali; la sua voce nel frattempo si era irrobustita e le piccole rappresentazioni cominciarono a non bastargli più. La sua fortuna iniziò quando il baritono Eduardo Missiano sentendolo cantare si entusiasmò a tal punto che lo presentò al maestro Guglielmo Vergine il quale accettò di dargli lezioni per fargli migliorare la voce ma pretese da lui il 25% dei suoi guadagni con un contratto che sarebbe durato cinque anni.

Nel 1894 Caruso venne chiamato alle armi, ma dopo solo un mese e mezzo, grazie alle leggi in vigore a quel tempo e ad un maggiore che era amante della musica, venne congedato e mandato a casa per permettergli di continuare a cantare e a studiare. Dopo le lezioni con il maestro Vergine, Caruso si sentiva ormai pronto all'esordio, ma alle prove per la Mignon di Ambroise Thomas non venne accettato. Esordirà il 16 novembre 1894 con una parte ne L'amico Francesco di Domenico Morelli percependo 80 lire per quattro rappresentazioni (poi ridotte a due a causa dello scarso afflusso di pubblico e nonostante una buona critica).

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