Raf Vallone

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NATO IL 17-02-1916
MORTO IL 31-10-2002
Italia Raffaele Vallone, più noto come Raf Vallone (Tropea, 17 febbraio 1916 – Roma, 31 ottobre 2002), è stato un attore, calciatore, giornalista e partigiano italiano.
È stato anche interprete teatrale e di fotoromanzi.


Pubblicato il 10/07/2013
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Postato il 31/10/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 10/07/2013

Giornalista di buona qualità, calciatore nel Torino, traduttore di classici latini, partigiano in montagna, studente di lettere con con Leone Ginzburg e Luigi Einaudi, divo a Hollywood, di casa nel cinema europeo: Raf Vallone è stato tutto questo e anche molto altro ma il suo amore, nonostante i tanti film, era sempre rimasto il teatro
Massimiliano
Raffaele Vallone, più noto come Raf Vallone (Tropea, 17 febbraio 1916 – Roma, 31 ottobre 2002), è stato un attore, calciatore, giornalista e partigiano italiano.
È stato anche interprete teatrale e di fotoromanzi.

Biografia
Da bambino si trasferì con i genitori a Torino, dove frequentò il Liceo classico Cavour e si laureò in lettere e in giurisprudenza con docenti come Luigi Einaudi e Leone Ginzburg. Come giornalista fu redattore capo delle pagine culturali dell'Unità, ma mai s'iscrisse al PCI, come raccontò in un'intervista, per le sue posizioni di critica allo stalinismo; inoltre, fu pure critico cinematografico per La Stampa, ma è conosciuto soprattutto per il suo lavoro di attore cinematografico.

La sua prima apparizione risale al 1942, nel film Noi vivi, dove interpreta un marinaio. Fece anche i primi passi nel teatro debuttando nel 1946 al Teatro Gobetti di Torino con Woyzeck di Georg Büchner, per la regia di Vincenzo Ciaffi. Ma è con Riso amaro, film del 1949 di Giuseppe De Santis, cui seguirono nel 1950 Non c'è pace tra gli ulivi, sempre di De Santis, e Il cammino della speranza di Pietro Germi che riesce ad imporsi come uno fra gli attori più importanti del neorealismo e decide di dedicarsi unicamente al cinema

Negli anni cinquanta interpreta numerosi film, tra cui Il Cristo proibito di Curzio Malaparte (che lo definì "l'unico volto marxista del cinema italiano"), Anna e La spiaggia, entrambi di Alberto Lattuada, e Roma ore 11 di Giuseppe De Santis; interpreta anche Garibaldi in Camicie rosse, film del 1952 di Goffredo Alessandrini, e, in Francia, Teresa Raquin, film con Simone Signoret diretto da Marcel Carné nel 1953, mentre nello stesso anno torna a calcare i campi da gioco, nella finzione de Gli eroi della domenica di Mario Camerini.
La sua fortuna teatrale fu legata al dramma di Arthur Miller Uno sguardo dal ponte, portato in scena a Parigi nel 1958 e in Italia nel 1967, nonché sullo schermo nel 1962 da Sidney Lumet, e altresì su Rai2 nel 1973, per la regia di Claudio Fino.

Presente anche in televisione (dal Mulino del Po, 1963, fino a Vino santo, 2000), alternò l'attività teatrale (Il costruttore Solness, di Henrik Ibsen, 1975; Nostalgia, di Franz Jung, 1984; Luci di Bohème, di Ramón del Valle-Inclán, 1985; Il prezzo di Arthur Miller, 1987; La medesima strada, 1987; Tito Andronico, 1989; Stalin di Gaston Salvatore, 1989) a quella cinematografica (La ciociara, 1960; Una voglia da morire, 1965; L'altra faccia di mezzanotte, 1977; Il magnate greco, 1978; Retour à Marseille, 1980; Lion of the Desert, 1981; A Time to Die, 1982; Il padrino - Parte III, 1990).
Nel 2001 pubblicò la sua autobiografia L'alfabeto della memoria (edita da Gremese). Rimase sposato per cinquant'anni con l'attrice Elena Varzi (conosciuta nel 1950 sul set del già citato Cammino della speranza di Germi) dalla quale ebbe la figlia Eleonora e i gemelli Saverio e Arabella.
La sua combinazione di prestanza fisica, cultura, talento e impegno politico lo rese un personaggio leggendario.

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