Stefano Rodotà

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NATO IL 30-05-1933
MORTO IL 23-06-2017
Italia Stefano Rodotà è stato un giurista, politico e accademico italiano.

Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera, si è distinto ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti.
Pubblicato il 24/06/2017


Postato il 24/06/2017

« I diritti fondamentali si pongono a presidio della vita, che in nessuna sua manifestazione può essere attratta nel mondo delle merci. » (Stefano Rodotà, La vita e le regole, 2006, pag. 38)
Davide Ferraris
Postato il 24/06/2017

"Ricordo Stefano Rodotà grande giurista, intellettuale di rango, straordinario parlamentare. Una vita di battaglie per la libertà", scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
Giordo
Postato il 24/06/2017

Mattarrella ..... in un messaggio alla famiglia ne ricorda "le alte doti morali e l'impegno di giurista insigne, di docente universitario, di parlamentare appassionato e di prestigio e di rigoroso garante della Privacy". "La sua lunga militanza civile al servizio della collettività - ricorda Mattarella - è stata sempre contrassegnata dalla affermazione della promozione dei diritti e della tutela dei più deboli".
Surmona D.
Stefano Rodotà (Cosenza, 30 maggio 1933 – Roma, 23 giugno 2017[1]) è stato un giurista, politico e accademico italiano.

Biografia
Nato nel 1933 a Cosenza da una famiglia originaria di San Benedetto Ullano, comune della minoranza arbëreshë di Calabria, discende da una famiglia che ha annoverato, fra il XVII e il XVIII secolo, intellettuali e religiosi.

Ha frequentato il liceo classico Bernardino Telesio nella città natale e successivamente l'università La Sapienza a Roma, presso la quale si è laureato nel 1955 in giurisprudenza, con una tesi assegnata da Emilio Betti. Dopo la laurea entrò a far parte della squadra di assistenti di Rosario Nicolò, che fu il suo maestro. Nel 1975-76 ha ricevuto una borsa di studio Fulbright presso la Università di Stanford.

Era fratello dell'ingegnere Antonio Rodotà ed il padre della giornalista Maria Laura Rodotà, editorialista del Corriere della Sera.

Nel 2008 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria dalla città di Rossano.

È morto il 23 giugno 2017 all'età di 84 anni.

Carriera politica
Partito Radicale, Partito Comunista Italiano e Partito Democratico della Sinistra[modifica | modifica wikitesto]
Dopo essere stato iscritto al Partito Radicale di Mario Pannunzio, rifiuta nel 1976 e nel 1979 la candidatura nel Partito Radicale di Marco Pannella. È eletto deputato nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, diventando membro della Commissione Affari Costituzionali. Nel 1983 viene rieletto e diventa presidente del gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente.

Deputato per la terza volta nel 1987, viene confermato nella commissione Affari Costituzionali e fa parte della prima Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Nel 1989 è nominato Ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal PCI di Achille Occhetto e successivamente, dopo il XX Congresso del partito comunista e la svolta della Bolognina, aderisce al Partito Democratico della Sinistra, del quale sarà il primo presidente del Consiglio nazionale, carica che ricoprirà fino al 1992.

Nell'aprile del 1992 torna alla Camera dei deputati tra le file del PDS, viene eletto vicepresidente e fa parte della nuova Commissione Bicamerale.


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