Edith Piaf

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NATO IL 19-12-1915
MORTO IL 11-10-0963
Francia Édith Piaf, è stata una cantautrice francese. una grande interprete del filone realista. Nota come "Passerotto",  la sua voce, caratterizzata da mille sfumature, era in grado di passare improvvisamente da toni aspri e aggressivi a toni dolcissimi; inoltre sapeva far percepire in modo unico la gioia con il suono della sua voce. È la cantante che con le sue canzoni ha anticipato il senso di ribellione tipico dell'inquietudine che contraddistinse diversi intellettuali della rive gauche del tempo. 

Pubblicato il 04/10/2013


Postato il 11/10/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 11/10/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 11/10/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 11/10/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 11/10/2013

Ti ricordo benissimo, una voce strepitosa, buon riposo Edith
Luigina
Postato il 11/10/2013

una grandissima conosciuta in tutto il mondo, una voce incommensurabile
Dida
Postato il 08/10/2013

“Per quanto mi riguarda, l'amore significa lottare, menzogne, grandi e grosse, e un paio di schiaffi in pieno viso.„
Antuan
Édith Piaf, pseudonimo di Édith Giovanna Gassion (Parigi, 19 dicembre 1915 – Grasse, 11 ottobre 1963), è stata una cantautrice francese.
È stata una grande interprete del filone realista (chanteuse réaliste). Nota anche come "Passerotto", come veniva soprannominata per la sua minuta statura (passerotto infatti nell'argot parigino si dice piaf), è stata in attività tra gli anni trenta e sessanta. Ma già a sette anni dovette muovere i primi passi verso la musica cantando per suo padre in strada per qualche spicciolo dove tuttavia incontrava il grande favore della folla.
Definita come "l'ugola insanguinata" di un passerotto, la sua voce, caratterizzata da mille sfumature, era in grado di passare improvvisamente da toni aspri e aggressivi a toni dolcissimi; inoltre sapeva far percepire in modo unico la gioia con il suono della sua voce. È la cantante che con le sue canzoni ha anticipato il senso di ribellione tipico dell'inquietudine che contraddistinse diversi intellettuali della rive gauche del tempo come: Juliette Greco, Roger Vadim, Boris Vian, Albert Camus ecc. In molti casi era lei stessa l'autrice dei testi delle canzoni che tanto magistralmente interpretava.[senza fonte]
La vita di Édith Piaf fu sfortunata e costellata da una miriade di fatti negativi: incidenti stradali, coma epatici, interventi chirurgici, delirium tremens e anche un tentativo di suicidio. In una delle sue ultime apparizioni pubbliche la si ricorda piccola e ricurva, con le mani deformate dall'artrite reumatoide e con radi capelli; solo la sua voce era inalterata e splendida come sempre.
Porta il suo nome un asteroide della fascia principale, scoperto nel 1982: 3772 Piaf.
Il verso di una sua celebre interpretazione è rimasto famoso:
« Non, rien de rien / Non, je ne regrette rien / Ni le bien qu'on m'a fait, ni le mal / Tout ça m'est bien égal »

Biografia
L'infanzia e gli inizi artistici

Nacque con il nome di Édith Giovanna Gassion da una famiglia di umili origini: il padre Louis Alphonse, normanno, era contorsionista e la madre, Anita Maillard, di origini italiane (nata a Livorno) e berbere, era una cantante di strada. Appunto per strada (davanti al numero 72 di rue de Belleville) la leggenda vuole che abbia partorito Édith, aiutata da un poliziotto. Il suo certificato di nascita, però, indica l'ospedale Tenon, vicino Belleville. Édith era il nome di una infermiera inglese, Edith Cavell, fucilata per aver aiutato dei soldati francesi a scappare dalla prigionia tedesca nella prima guerra mondiale.
Il lavoro dei suoi genitori non permetteva loro di allevare un figlio, per cui la piccola visse inizialmente la sua infanzia dalla nonna materna Aïcha, una cabila ammaestratrice di pulci, a cui non importava assolutamente della piccola Édith. La leggenda racconta che la bambina visse con lei per 14 mesi circa e che i suoi biberon venivano riempiti di vino rosso "per uccidere i microbi".Quando il padre Louis, tornato dalla guerra, scoprì le condizioni nelle quali la bambina viveva, affidò la piccola alla nonna paterna, Louise, tenutaria di una casa di tolleranza a Bernay, nell'Alta Normandia, la quale si occupò di lei.
Finalmente la bambina cominciò ad indossare abiti carini ed a bere del buon latte normanno. Dopo poco tempo fu colpita da una malattia agli occhi, la cheratite. La nonna la portò a Lisieux, dove giaceva la tomba di Santa Teresa del Bambin Gesù, affinché la bimba potesse pregarla ed in cambio la Santa avrebbe compiuto il miracolo della guarigione. Da quel momento in poi Édith rimase devotissima a S.Thérèse e durante le sue numerosissime tournées, non si lasciò mai perdere l' occasione di accenderle un cero. In realtà Edith guarì curata da un ottimo medico che frequentava assiduamente la casa di tolleranza.


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