Pierre Carniti

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NATO IL 25-09-1936
MORTO IL 05-06-2018
Italia Pierre Carniti è stato un sindacalista e politico italiano - Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera si è distinto, ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra, erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti
Pubblicato il 11/06/2018


Pierre Carniti (Castelleone, 25 settembre 1936 – Roma, 5 giugno 2018[1]) è stato un sindacalista e politico italiano.

Biografia
Nipote della poetessa Alda Merini[2], il suo impegno nel sindacato comincia nel 1957 come operatore nella zona industriale Sempione di Milano. In questa città è protagonista della mobilitazione per l'affermazione della contrattazione articolata nei primi anni sessanta. Diventa dirigente di spicco della FIM-CISL milanese, di cui sarà segretario. È tra i promotori delle prime esperienze unitarie tra i sindacati metalmeccanici.

Nel 1965 entra nella segreteria nazionale della FIM-CISL, che allora ha la sua sede a Milano. Ne diviene segretario generale nel 1970. Nel frattempo la FIM-CISL trasferisce la sua sede a Roma, dove dà il via all'esperienza unitaria con FIOM-CGIL e UILM nella Federazione lavoratori metalmeccanici (FLM). Nel 1974 entra nella segreteria nazionale della CISL, divenendo, insieme a Luigi Macario, leader della componente che vincerà il congresso del 1977: Macario è eletto segretario generale e Carniti segretario generale aggiunto. Dal 1979[3] al 1985 è segretario generale della CISL. In quegli anni sarà il più tenace sostenitore dell'"accordo di San Valentino" (14 febbraio 1984) sulla scala mobile, in dissenso con la CGIL.

Ciò portò ad una profonda divisione tra le organizzazioni sindacali, che si manifestò nel Referendum abrogativo del 1985 in Italia, promosso dal Partito Comunista Italiano e sostenuto dalla CGIL. Consulente economico di Carniti fu l'economista del lavoro Ezio Tarantelli, ucciso, pochi giorni prima del referendum, dalle Brigate Rosse. Nel 1985 lascia la CISL, dopo il vittorioso referendum sulla scala mobile che conferma il decreto uscito dall'accordo di San Valentino.

Sempre nel 1985 Marco Pannella lo propone al Partito Socialista Italiano come Presidente della Repubblica, ma Carniti non ha l'età minima di 50 anni per essere eletto: il leader radicale lo candida allora come presidente della RAI, ma Bettino Craxi gli preferisce Enrico Manca[4]. Negli anni successivi collabora sulle politiche per il Mezzogiorno. Dal 1989 al 1999 è deputato europeo per due legislature, prima per il PSI poi come indipendente nelle file dei Democratici di Sinistra. Ha presieduto una Commissione sulla povertà.


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