Antonio Cardarelli

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NATO IL 29-03-1831
MORTO IL 08-01-1927
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Antonio Cardarelli (Civitanova del Sannio, 29 marzo 1831 – Napoli, 8 gennaio 1927) è stato un medico italiano, docente universitario di patologia e clinica medica e senatore del Regno d'Italia.

Pubblicato il 09/08/2013


Postato il 08/01/2019

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 08/01/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 08/01/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 08/01/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 09/08/2013

« ...tutta la gente lo chiamava, l'invocava, gli tendeva le mani, chiedendo aiuto, assediando il portone, le scale, la sua porta...con la pazienza e la rassegnazione di chi aspetta un salvatore. »
Salvo
Antonio Cardarelli (Civitanova del Sannio, 29 marzo 1831 – Napoli, 8 gennaio 1927) è stato un medico italiano, docente universitario di patologia e clinica medica e senatore del Regno d'Italia.

Biografia
Nasce il 29 marzo 1831 a Civitanova del Sannio (IS) da Urbano Cardarelli, beneamato medico della cittadina e Clementina Lemme, baronessa di Belmonte del Sannio (IS). Compie gli studi classici nel Seminario Vescovile di Trivento dimostrando grande passione ed intelligenza. All'età di 17 anni si reca a Napoli, dove si iscrive al collegio Medico di S. Aniello. Giovanissimo, nel 1853 si laurea in Medicina e Chirurgia. Durante gli studi nella città Partenopea viene a conoscenza, diventando anche sostenitore, dei moti Garibaldini e Mazziniani, cosa che non gli è stata certamente d'aiuto ai fini della carriera, essendo Napoli una città espressamente Borbonica. Infatti, si dice sia stato costretto a presentare una falsa identità per partecipare al concorso da assistente al Complesso degli Incurabili, dove risultò primo. Svolgendo la pratica medica, le sue notevoli capacità diagnostiche, innovative per la clinica del suo tempo, lo resero celebre facendogli guadagnare il rispetto ed il favore dei migliori nomi della medicina italiana. Quando divenne primario nel suddetto ospedale, “il Grande Clinico” poteva già contare un vasto stuolo di discepoli richiamati dalla sua grande fama e desiderosi di ascoltare la sua dottrina.
Nel 1880 vince la cattedra di Patologia Medica alla Regia Università Di Napoli, dove insegnerà ininterrottamente fino al 1923, quando è costretto a lasciare la docenza a causa della sua veneranda età (92 anni).
Sempre nel 1880 viene eletto deputato alla Camera presso il Collegio di Isernia fino al 1894. In seguito fu nominato Senatore del Regno d'Italia per altre due legislature. Muore a Napoli l'8 gennaio 1927. I suoi resti riposano nel paesello alto molisano che gli ha dato i natali, nel cimitero che lui stesso contribuì a costruire.
Fu medico di fiducia di personaggi celebri come Giuseppe Garibaldi, i sovrani Vittorio Emanuele II e Umberto I, Giuseppe Verdi ed il filosofo Benedetto Croce.
A lui sono stati intitolati l'ospedale Antonio Cardarelli di Napoli (il più grande del Sud Italia) ed il Presidio Ospedaliero di Campobasso. Nel paese natio lo ricordano due lapidi e un monumento, a Napoli un busto, una strada e una targa marmorea sulla facciata della casa in cui visse in Via Santa Maria di Costantinopoli, ad Arzano una via cittadina e a San Marco dei Cavoti (Benevento) una lapide collocata all'interno del palazzo Jelardi a ricordo della visita fatta dall'illustre clinico alla marchesa Carlotta Jelardi Polvere Cassitto di Ravello di cui era amico.

La Semeiotica di Cardarelli e "l'occhio clinico" 
« ...Cardarelli è stato clinico e maestro sommo perché possedeva, con il meraviglioso intuito di diagnosticare, il segreto della semplicità, della chiarezza e della critica.[5] »
La semeiotica, disciplina che studia i segni ed i sintomi clinici, è sicuramente l'arte che più ha risentito il genio del clinico molisano. Infatti il nome di Cardarelli è legato a ben sedici sintomi clinici particolari riconosciuti dalla Semeiotica ufficiale nei campi delle malattie più svariate: aneurismi (Sintomo di Cardarelli), echinococco del fegato, neoformazione mediastinica, vagotomia e tumori della pleura. I segni clinici che portano il suo nome, altro non sono che il frutto del rigore scientifico con cui basava il suo ragionamento diagnostico nella semplice, pacata ed ordinata osservazione del malato, mettendo a frutto quello che gli venne universalmente riconosciuto come il suo leggendario “occhio clinico”: leggeva sull'ammalato come in un libro aperto venendo considerato per questo, dall'insigne Augusto Murri, il più grande clinico contemporaneo perché "gli altri clinici dicono quello che hanno letto, mentre lui dice quello che ha visto".

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