Alberto Ascari

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NATO IL 13-07-1918
MORTO IL 26-05-1955
Italia Alberto Ascari è stato un pilota automobilistico e pilota motociclistico italiano, vincitore del titolo di campione del mondo di Formula 1 nel 1952 e nel 1953. Nella massima serie automobilistica disputò un totale di trentadue Gran Premi, vincendone tredici e salendo per diciassette volte sul podio
 
Pubblicato il 19/06/2013


Postato il 26/05/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 26/05/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 26/05/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 26/05/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 26/05/2015

Dio ha steso la sua mano per guidarti nel suo paradiso, lasciando a noi il ricordo e l'immagine di te per sempre.
Massimo Zanoni
Postato il 19/06/2013

Ascari è in testa! Ormai è fatta! ~ Un giovanissimo Gianfranco Mazzoni pochi istanti prima che Alberto finisca nel porto di Monaco con la sua Lancia
Edmondo
Alberto Ascari (Milano, 13 luglio 1918 – Monza, 26 maggio 1955) è stato un pilota automobilistico e pilota motociclistico italiano, vincitore del titolo di campione del mondo di Formula 1 nel 1952 e nel 1953.

Nella massima serie automobilistica disputò un totale di trentadue Gran Premi, vincendone tredici e salendo per diciassette volte sul podio. Ottenne inoltre quattordici pole position e si schierò per venticinque volte in prima fila. È l'ultimo pilota italiano ad avere vinto il titolo mondiale piloti e detiene il record per la più alta percentuale di vittorie in una stagione, infatti nel 1952 vinse sei delle otto corse in calendario, aggiudicandosi l'alloro iridato con il massimo dei punti possibili (cosa che riuscì solamente a Jim Clark nel 1963 e nel 1965). Sempre ad Ascari appartiene il record di giri veloci conquistati in gare consecutive: sette, a partire dal Gran Premio del Belgio 1952 per concludersi con il Gran Premio d'Argentina 1953.

Pilota completo, aveva uno stile di guida preciso e rispettoso del mezzo meccanico; era inoltre solito imporre un elevatissimo ritmo gara nelle prime fasi della corsa ed in seguito gestire il vantaggio che aveva accumulato.
Seppe distinguersi anche con vetture a ruote coperte. I suoi migliori risultati furono un secondo posto alla Carrera Panamericana del 1951, la vittoria al Rallye del Sestriere sempre nello stesso anno, il successo alla 1000 km del Nürburgring nel 1953 ed infine la vittoria su Lancia D24 alla Mille Miglia del 1954. Prese parte anche alla 24 Ore di Le Mans del 1952 e 1953 guidando una Ferrari e realizzando in entrambe le occasioni il giro più veloce in gara.

Carriera
Gli esordi 

Figlio di Antonio Ascari, anch'egli pilota automobilistico degli anni venti, si interessò inizialmente alle competizioni motociclistiche, esordendo con una Sertum il 28 giugno 1936 in una gara di durata: la 24 Ore attraverso l'Alta Italia. La prima vittoria non si fece attendere ed arrivò il 4 luglio, in un'altra gara di regolarità, il Circuito del Lario. Nel 1937 acquistò una Gilera da 500cc e nel corso dell'anno ottenne otto vittorie di categoria, coronando la stagione col primo posto assoluto alla corsa in salita Biella-Oropa. Nel 1938 entrò poi a far parte della squadra corse ufficiale Bianchi con la quale conquistò altri cinque successi. Nel 1940, nonostante le inevitabili paure dovute alla possibilità di non riuscire a ripetere i risultati del padre,[6] decise di tentare il passaggio alle quattro ruote esordendo alla Mille miglia alla guida di una Auto Avio Costruzioni 815 fornitagli da Enzo Ferrari, ma anche se al primo giro si trovava al comando, fu poi costretto al ritiro per un guasto meccanico. Nel giro di un breve periodo, con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, fu comunque obbligato ad interrompere momentaneamente la propria carriera. Durante il conflitto, la sua officina, situata a Milano, venne adibita alla riparazione dei veicoli militari ed Ascari si dedicò, insieme al suo socio ed amico Luigi Villoresi, al business dei trasporti, rifornendo di benzina l'esercito italiano in Nord Africa. Fu proprio Villoresi, suo mentore nel mondo dell'automobilismo, ad incitarlo a riprendere la carriera nelle corse, che il pilota italiano intendeva abbandonare, procurandogli un contratto con la Maserati.

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