Ivanoe Bonomi

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NATO IL 18-10-1873
MORTO IL 20-04-1951
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
bandiera Ivanoe Bonomi (Ivànoe Bonòmi, [i'va?noe bo'n??mi; Mantova, 18 ottobre 1873 – Roma, 20 aprile 1951) è stato un avvocato, giornalista e politico italiano.

Pubblicato il 02/10/2015
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Ivanoe Bonomi (Ivànoe Bonòmi, [i'va?noe bo'n??mi; Mantova, 18 ottobre 1873 – Roma, 20 aprile 1951) è stato un avvocato, giornalista e politico italiano.

Vita
Nato nel 1873, dopo il sostanziale completamento dell'unità d'Italia, appartenne a quella definita seconda generazione degli uomini politici della giovane nazione italiana, quelli che non avevano partecipato alle lotte armate del Risorgimento. Fin dal 1893 si iscrisse al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, di cui divenne uno dei membri di spicco. Si laureò nel 1896 in scienze naturali e successivamente nel 1900 in giurisprudenza. Frattanto si era dedicato all'insegnamento, che abbandonò nel 1898 per occuparsi di giornalismo socialista, collaborando con i giornali socialisti L'Avanti, Critica Sociale, Tempo e Azione Socialista. La sua attività istituzionale iniziò con l'elezione nel Consiglio comunale di Mantova tra il 1899 e il 1902, proseguendo successivamente nel Consiglio provinciale di Mantova nel 1904-1905, nel 1907-1910 e nel 1914-1920.
Bonomi fu eletto come deputato nelle file socialiste, ma venne espulso dal partito nel 1912 per il suo parziale appoggio alla guerra di Libia iniziata dal quarto governo Giolitti: affermava infatti che una delle soluzioni possibili all'emigrazione degli italiani in quegli anni verso l'America e l'Europa settentrionale fosse l'occupazione di nuovi territori per indirizzarvi gli emigranti. In realtà, lo spunto per l'espulsione dal partito furono le felicitazioni di Bonomi, Leonida Bissolati ed Angiolo Cabrini a Vittorio Emanuele III per lo scampato attentato del 14 gennaio 1912. Così, assieme a Bissolati, Cabrini ed altri dissenzienti dal Partito Socialista Italiano, Bonomi decise di fondare il Partito Socialista Riformista Italiano (PSRI), con il quale appoggiò i governi giolittiani.

Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) sostenne l'interventismo democratico, recandosi anche volontario al fronte. La sua presumibile appartenenza alla massoneria è, secondo Aldo A. Mola, un'ipotesi che va accolta con prudenza[2]. Al termine della prima guerra mondiale, Bonomi divenne ministro dei Lavori Pubblici nel Governi Boselli ed Orlando dal 1916 al 1919, ministro della Guerra dal 14 marzo 1920 al 21 maggio 1920 (Governo Nitti I) e di nuovo dal 15 giugno 1920 al 2 aprile 1921 (Governo Giolitti V), ministro del Tesoro dal 2 aprile 1921 al 4 luglio 1921 (Governo Giolitti V), Presidente del Consiglio tra il 4 luglio 1921 ed il 26 febbraio 1922, e ad interim ministro dell'Interno e ministro degli Esteri.

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