Tito Speri

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bandiera Tito Speri è stato un patriota italiano.

Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera si è distinto, ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra, erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti
Pubblicato il 15/05/2018
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Tito Speri (Brescia, 2 agosto 1825 – Belfiore, 3 marzo 1853) è stato un patriota italiano.

Biografia
Frequentò il Liceo classico Arnaldo di Brescia.
Nel 1848 partì come volontario alla prima guerra di indipendenza e militò nei Corpi Volontari Lombardi della colonna cremonese di Gaetano Tibaldi impegnati nell'invasione del Trentino. Combatté nella battaglia di Sclemo e dopo il successivo armistizio ritornò a Brescia dove coadiuvò il comitato clandestino a preparare l'insurrezione delle Dieci giornate di Brescia.

Tito Speri comandò la difesa di Porta Torrelunga (attuale piazzale Arnaldo) e della piazza che oggi porta il suo nome.
L'insurrezione scoppiò approfittando della partenza di parte dell'esercito austriaco verso il Piemonte, e si concluse il 1º aprile 1849, vedendo lo Speri protagonista di vari scontri armati.
Con la capitolazione della città, il patriota si rifugiò nel cantone italiano a Lugano, fino a scendere verso Torino per aderire ai moti mazziniani. Rientrò poi a Brescia dopo l'amnistia.

Ma la sua attività cospirativa fu scoperta e Tito Speri fu arrestato e tradotto prima del carcere della Mainolda e poi nel carcere del castello di San Giorgio a Mantova. Ebbe come compagno di cella un altro patriota, Carlo Cessi di Castel Goffredo, al quale affidò un fazzoletto a scacchi da portare alla sorella Santina. Era il lasciapassare per la consegna di documenti antiaustriaci al Cessi ma questi uscì dal carcere (19 marzo 1853) dopo la condanna a morte dello Speri, avvenuta tramite impiccagione a Belfiore il 3 marzo 1853, nel Quadrilatero austriaco. Un frammento del fazzoletto venne donato dai famigliari del Cessi nel 1889 al Museo del Risorgimento di Brescia.



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