Stefano D'Orazio

+ Condividi
NATO IL 12-09-1948
MORTO IL 06-11-2020
Italia Stefano D'Orazio è stato un batterista, paroliere, cantante e regista italiano. Batteria, voce e flauto traverso dei Pooh dal 1971 al 2009, poi nel 2015 e 2016, in occasione della réunion per il cinquantennale, è stato un autore di una parte dei testi delle canzoni del gruppo, del quale in seguito è divenuto anche responsabile amministrativo
Pubblicato il 07/11/2020


Postato il 10/08/2021

Un Abbraccio.
Luigi Proietti
Postato il 08/08/2021

Rimarrà il Tuo ricordo nel mio cuore caro amico Stefano per tutta vita. Una grande brava persona. Una Stella in più nel firmamento. R.I.P.
Antonio Attanasio
Postato il 27/04/2021

Sei e rimarrai sempre nei ns cuori ,la tua voce il tuo modo di essere rimarrà esempio per tutti R.I.P Stefano ??
Giuseppe Montanaro
Postato il 16/04/2021

È stato un genio della musica,un uomo che ha sempre mantenuto i grandi valori della vita,, un uomo che ci ha regalato grandi emozioni e sempre sorridente. È così che lo ricorderò e lo porterò nel mio cuore.
Dario Cupola
Postato il 19/03/2021

UOMO INDIMENTICABILE CHE HA FATTO SOGNARE MILIONI DI PERSONE, UN 'INCONTRO CHE RICORDERO' CON INFINITO AFFETTO. T.V.B ORA CANTERAI CON GLI ANGELI . Sandrahttp://www.infinitamemoria.it/public/gadget/42.jpg
Anonimo
Postato il 28/12/2020

Uomo semplice alla mano con tutti, con il suo sorriso indimenticabile grande maestro di umanità, R. I. P. Non ti dimenticheremo mai
Alfio.piccinato@alice.it
Stefano D'Orazio (Roma, 12 settembre 1948 – Roma, 6 novembre 2020[1]) è stato un batterista, paroliere, cantante e regista italiano.

Batteria, voce e flauto traverso dei Pooh dal 1971 al 2009, poi nel 2015 e 2016, in occasione della réunion per il cinquantennale, è stato un autore di una parte dei testi delle canzoni del gruppo, del quale in seguito è divenuto anche responsabile amministrativo

Biografia
Gli esordi

Inizia a suonare la batteria, acquistata di seconda mano, con Elvira Valdevit e sin dagli anni del liceo con il proprio primo gruppo chiamato The Kings, dal nome del complesso dal quale acquistò la batteria, di ispirazione beat. La band cambia poco dopo il nome in The Sunshines e inizia a esibirsi in un locale della periferia romana, suonando unicamente pezzi strumentali degli Shadows, in quanto non avevano i mezzi per procurarsi un impianto voci; con questo gruppo, inoltre, Stefano esordì come paroliere, scrivendo il testo di Ballano male.

Terminata questa iniziale esperienza, D'Orazio si arrangiò facendo, per un breve periodo, da colonna sonora allo spettacolo underground per percussioni e voci "Osram" di Carmelo Bene e Cosimo Cinieri, organizzato nel locale "Beat '72". Successivamente entra nel gruppo Italo e il suo complesso, poi rinominato I Naufraghi. Anche quell'esperienza fu di breve durata e aprì così a Roma due "Cantine Club", locali all'interno dei quali si esibivano i gruppi inglesi reduci dal "Piper". A tale attività associò quella di turnista presso la RCA, potendo così pagare parte delle cambiali e l'acquisto della batteria Ludwig.

Per autofinanziarsi e non pesare sul bilancio familiare D'Orazio fece la comparsa in vari film a Cinecittà grazie all'intercessione dell'attore Marcello di Falco: Rita la figlia americana; in Capriccio all'italiana, nell'episodio Il mostro della domenica, recitò letteralmente ai piedi di Totò; Bill il taciturno, Django spara per primo, Due croci a Danger Pass, Little Rita nel Far West, L'età del malessere, Pronto... c'è una certa Giuliana per te, Per 100.000 dollari t'ammazzo.

Successivamente, fa parte prima dei The Planets, poi del gruppo Pataxo and the Others e infine de Il Punto, con il quale collabora alla colonna sonora del film Ettore lo fusto, da cui viene estratto un 45 giri.

Pooh
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Pooh.
L'8 settembre 1971 entra a far parte dei Pooh, in seguito all'uscita di Valerio Negrini (che d'ora in poi si occuperà solo della scrittura dei testi delle canzoni). La band già conosceva il batterista romano e nonostante le ritrosie del produttore Giancarlo Lucariello, lo fa entrare in essa; dopo una settimana di prove al Vun Vun di Roma, dal successivo 20 settembre esordisce con una serie di serate di rodaggio in Sardegna. La prima canzone interpretata da solista nei concerti dal vivo è stata Tutto alle tre, ereditata dal suo predecessore Negrini.[3]

Dal 1975 si affianca a Valerio Negrini come paroliere, in quanto firma il testo di Eleonora mia madre, inclusa nell'lp Un po' del nostro tempo migliore e, nel successivo Forse ancora poesia, firma il testo di Peter jr. La prima esperienza come cantante solista su disco l'ha invece con il brano Fare, sfare, dire, indovinare del 1976, incluso nell'album Poohlover (il primo prodotto dopo la collaborazione con Lucariello); nei precedenti dischi non aveva parti soliste ma cantava nelle parti corali, utilizzando spesso il falsetto nell'armonizzazione a quattro voci dei brani. In questo album oltre a scrivere il testo della canzone sopra citata, scrive anche Storia di una lacrima.

L'anno successivo scrive il testo di Che ne fai di te, inclusa nell'album Rotolando respirando, mentre l'anno seguente scrive i testi delle canzoni Pronto, buongiorno è la sveglia e La leggenda di Mautoa, entrambe incluse nell'album Boomerang; nel 1979 scrive i testi delle canzoni Rubiamo un'isola e Così ti vorrei, per l'album Viva, poi nel successivo album Stop scrive i testi di Numero uno e Aria di mezzanotte.

A partire dal 1981, con Buona fortuna, da lui scritta per l'omonimo album insieme a Lascia che sia, propone agli altri membri dei Pooh di cantare in ogni disco almeno un pezzo a quattro voci alternate; in questo modo s'interrompe il consolidato uso di lasciare le parti vocali soliste al duo Facchinetti-Battaglia; di conseguenza, l'anno successivo è la volta di Anni senza fiato, lato b del singolo omonimo. D'Orazio cura anche parte dell'area manageriale dei Pooh, e nel 1983 fonda l'etichetta First. Quello stesso anno interpreta, sempre con gli altri tre, il brano Tropico del nord, da lui scritta insieme a Lettera da Berlino Est, contenuta nell'album omonimo; inoltre lo stesso anno interpreta la cover Happy Christmas (War is Over), sempre con gli altri tre.

L'anno successivo interpreta La mia donna e Il giorno prima, entrambe inserite nell'album Aloha ed entrambe cantate a quattro voci alternate; inoltre per lo stesso album scrive i testi di Stella del sud e Canzone per Lilli. Nel 1985 scrive e interpreta il brano Se c'è un posto nel tuo cuore, incluso nell'album Asia non Asia, che rimarrà negli anni la canzone più significativa di questo disco e che viene puntualmente riproposta live: si tratta della prima canzone dei Pooh, tra quelle registrate in studio, interpretata interamente da Stefano. Questo brano venne utilizzato anche come sigla de Il processo del lunedì; inoltre in quello stesso album interpreta Per noi che partiamo, della quale scrive anche il testo, e Per chi merita di più, entrambe cantate a quattro voci alternate.



Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Continua a leggere it.wikipedia.org/wiki/Stefano_D%27Orazio