Enrico Berlinguer

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NATO IL 25-05-1922
MORTO IL 11-06-1984
Italia Enrico Berlinguer è stato un politico italiano, segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972 fino alla morte. Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera si è distinto, ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra, erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti
Pubblicato il 01/09/2012


Postato il 11/06/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 11/06/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 11/06/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 11/06/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 11/06/2015

I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dal governo, gli enti locali, gli enti di previdenza, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai tv, alcuni grandi giornali. Per esempio oggi c'è il pericolo che [...] il Corriere della sera cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa faccia una così brutta fine. (dall'intervista di Eugenio Scalfari, Che cos'è la questione morale, «La Repubblica», 28 luglio 1981)
Vilma Maiorana
Postato il 11/06/2015

Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia. (Berlinguer)
Marco Salandra
Postato il 11/06/2015

Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona. (Giorgio Gaber)
Sandro Mei
Postato il 25/05/2014

“La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico.(E.Berlinguer) „
Vittorio L
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Enrico Berlinguer (Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984 è stato un politico italiano, segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972 fino alla morte.

Biografia
Enrico Berlinguer nacque a Sassari il 25 maggio 1922 figlio di Mario Berlinguer, un avvocato repubblicano, antifascista e massone, discendente d'una nobile famiglia catalana stabilitasi in Sardegna all'epoca della dominazione aragonese, e di Maria Loriga. La famiglia porta i titoli nobiliari di Cavaliere, m., Nobile mf., con trattamento di Don e di Donna per concessione il 29 marzo 1777 a Giovanni e Angelo Ignazio da Vittorio Amedeo III Re di Sardegna. Nel dopoguerra, Mario Berlinguer fu parlamentare socialista. Enrico crebbe quindi in un ambiente culturalmente assai evoluto (il nonno, suo omonimo, era stato il fondatore del giornale "La Nuova Sardegna", e aveva avuto contatti con Garibaldi e Mazzini) e di profittare di relazioni familiari e politiche che influenzarono notevolmente la sua ideologia e la carriera politica successiva. Era parente di Francesco Cossiga (le rispettive madri erano cugine tra loro) - che fu presidente della Repubblica - ed entrambi erano parenti di Antonio Segni, anch'egli capo di stato.

Condotti gli studi liceali classici presso il locale Liceo Azuni nel 1943 Berlinguer si iscrisse al Partito Comunista Italiano (PCI) e ne organizzò la sezione sassarese, svolgendo un'intensa attività di propaganda, che lo rese sorvegliato speciale della questura. Nel gennaio del 1944 la fame spinse la popolazione a saccheggiare i forni della città e Berlinguer fu accusato di esserne stato uno degli istigatori. Fu quindi arrestato e trattenuto in carcere per tre mesi, dopo i quali fu prosciolto dalle accuse e liberato.

Dopo la sua scarcerazione, il padre lo portò a Salerno, luogo in cui la famiglia reale e il governo di Badoglio avevano trovato rifugio dopo l'armistizio di Cassibile fra l'Italia e gli alleati. Nella città campana il padre lo presentò a Palmiro Togliatti, che era stato suo compagno di scuola. Berlinguer fece una buona impressione e perciò nel maggio del 1945 fu inviato a Milano, dove collaborò con Luigi Longo e Giancarlo Pajetta. Dopo un breve periodo come vicesegretario del PCI in Sardegna, Togliatti lo richiamò a Roma. Nel 1949 fu nominato segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana, carica che avrebbe mantenuto sino al 1956 e l'anno seguente divenne segretario della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, un'associazione internazionale di giovani marxisti. Durante l'esperienza come segretario della FGCI non si allontanò mai dall'impostazione filosovietica e stalinista che era prevalente nel PCI e che costituiva il fondamento della politica di Togliatti. In occasione della morte di Stalin, per esempio, pronunciò un discorso pieno di elogi nei confronti del dittatore. In questa veste Berlinguer visitò, insieme a Nerio Nesi, l'Unione Sovietica, ma nel 1957 abolì l'obbligatorietà di tale visita (comprendente anche corsi di formazione politica), sin allora (anche solo ufficiosamente) passaggio necessario di tutti i dirigenti che intendessero far carriera nel partito. Nel 1956 fu favorevole all'invasione sovietica dell'Ungheria, coerentemente alla politica di tutto il Partito Comunista. Il 29 settembre 1957 sposò a Roma Letizia Laurenti, da cui ebbe quattro figli: Bianca Maria (Roma, 9 dicembre 1959), Maria Stella (Roma, 16 novembre 1961), Marco (Roma, 7 gennaio 1963) e Laura (Roma, 6 maggio 1970).

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