Don Oreste Benzi

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NATO IL 07-09-1925
MORTO IL 02-11-2007
Italia  Don Oreste Benzi è stato un sacerdote italiano, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII - Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo cheattraverso il merito della sua opera si è distinto, ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra, erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti
Pubblicato il 23/08/2013
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Postato il 02/11/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 02/11/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 02/11/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 05/09/2015

„Il più grande dono che Dio ti può fare è darti la forza di accettare qualsiasi cosa Egli ti mandi e la volontà di restituirgli qualsiasi cosa Egli ti chieda.“(M.T.di Calcutta)
Dario
Postato il 28/05/2014

L'inferno è un rifiuto d'amore. L'inferno c'è già su questa terra così come il Paradiso c'è già su questa terra e la morte non è altro che una continuazione di quello in cui noi siamo....(Don Oreste Benzi)
Viviana
Postato il 23/08/2013

Il Paradiso è l'accettare di amare, è vivere come Gesù, questa è la cosa stupenda che andiamo a dire nel mondo con la vita e con i fatti.- Don Oreste Benzi
Don.Dino
Don Oreste Benzi (San Clemente, 7 settembre 1925 – Rimini, 2 novembre 2007) è stato un sacerdote italiano, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Biografia
Nasce in un paesino dell'allora provincia di Forlì, nell'entroterra collinare a 20 km da Rimini, da una povera famiglia di operai, settimo di 9 figli. All'età di 12 anni (nel 1937) entra in seminario a Urbino per passare dopo tre anni a quello di Rimini. Viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1949. Il 5 luglio dello stesso anno viene nominato cappellano della parrocchia di San Nicolò a Rimini.
Nell'ottobre 1950 viene chiamato in seminario a Rimini quale insegnante e insieme nominato vice-assistente della GIAC (Gioventù Italiana di Azione Cattolica) di Rimini (ne sarà poi assistente nel 1952). È in questo periodo che matura in lui la convinzione dell'importanza di essere presenti ai giovani adolescenti, in particolar alla fascia fra i 13 e i 15 anni, ai quali nell'Azione Cattolica veniva dato il nome di pre-ju, periodo nel quale si formano i metri di misura definitivi dei valori di vita. Riteneva fondamentale, infatti, realizzare una serie di attività che favorissero un «incontro simpatico con Cristo» per coinvolgere gli adolescenti ad avere incontri e decisivi con Cristo. In questo progetto rientra anche una casa per i campi estivi dei giovani, la «Casa Madonna delle Vette», ad Alba di Canazei (TN), realizzata dal 1958 al 1961.
Mantenendo l'impegno fra gli adolescenti, nel 1953 divenne direttore spirituale nel seminario di Rimini per i giovani nella fascia di età dai 12 ai 17 anni. Attraverso tale compito (protrattosi fino al 1969) ha potuto approfondire più intensamente la conoscenza dell'animo giovanile. Nel frattempo, dal 1953, oltre al seminario, insegnò religione in una scuola media, la Scuola agraria «San Giovanni Bosco» di Rimini, frequentata dagli adolescenti nei primi tre anni dopo le elementari. Questo ruolo costituì per lui un ulteriore punto di osservazione e campo di azione nel mondo degli adolescenti.
Nel 1959, continuando l'ufficio di padre spirituale in seminario, viene trasferito al Liceo Ginnasio Statale "Giulio Cesare" di Rimini, poi nel 1963 al Liceo Scientifico "Alessandro Serpieri" di Rimini, ed infine nel 1969 al Liceo Scientifico "Alessandro Volta" di Riccione. In tutti questi anni, dal 1956 in poi, ha gestito nella Diocesi di Rimini l'ufficio Pre-ju attraverso il quale sacerdoti e giovani delegati animavano attività nelle parrocchie e nella casa alpina. Nel 1968, con un gruppo di giovani e con alcuni altri sacerdoti dà vita al primo soggiorno estivo per ragazzi disabili. Si fa risalire comunemente a questo campo estivo la nascita dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Nello stesso anno e fino al 2000 diventa Parroco della Parrocchia "La Resurrezione" in un quartiere della periferia di Rimini[3] ed essa è divenuta la sua casa fino a un mese dalla morte, quando -ò a vivere alla "Capanna di Betlemme", una struttura di accoglienza per senza dimora.
Dall'incontro con persone sole ed emarginate, don Benzi matura l'idea di aprire la prima Casa-famiglia dell'Associazione Coriano (RN), aiutato anche dalla disponibilità a tempo pieno di alcuni giovani. È il 3 luglio 1973. I membri della Comunità vivono secondo il carisma e la vocazione che Don Oreste ha loro trasmesso e che ha come caratteristica visibile la condivisione diretta con gli ultimi. Negli anni successivi l'associazione si espande in più di venti paesi nel mondo. Don Benzi, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, dedica tutto il resto della sua vita a quest'opera.
Don Oreste Benzi muore il 2 novembre 2007 alle 2.22 in seguito a un attacco cardiaco nella sua casa di Rimini, all'età di 82 anni.
Su richiesta della Comunità Papa Giovanni XXIII i funerali, officiati da monsignor Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, si sono svolti al Palacongressi di Rimini[6] per consentire la partecipazione di quegli "ultimi" che Don Oreste Benzi amava. Vi hanno partecipato più di diecimila persone.
Con il suo carisma, il suo sorriso e il suo coerente impegno è stato uno degli uomini di Dio più amati, rispettati e seguiti del nostro tempo. In tantissimi hanno invocato per lui subito la Santità.
Le intuizioni di Don Oreste e quello che ha saputo trasmettere con la sua vita e il suo esempio, sono l'eredità che la Comunità Papa Giovanni XXIII è ora impegnata a portare avanti nella sua opera quotidiana di carità e accoglienza verso i più deboli. I settori in cui opera sono: tossicodipendenza, sfruttamento della prostituzione, accoglienza di minori, disabilità, aborto, emarginazione delle classi sociali più deboli, con un'attività che tende alla rimozione stessa delle cause che creano le povertà.
Il 27 ottobre il Responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII Giovanni Paolo Ramonda ha chiesto ufficialmente al vescovo di Rimini mons. Francesco Lambiasi che le virtù del Sacerdote vengano riconosciute attraverso una causa di beatificazione

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