Antonietta Meo

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NATA IL 15-12-1930
MORTA IL 03-07-1937
Italia Antonietta Meo, bambina italiana dichiarata venerabile dalla Chiesa cattolica nel 2007. Conosciuta col vezzeggiativo di Nennolina, fin dall'età di tre anni manifestò un vivo senso dell'amore di Dio, esprimendolo sempre più intensamente con letterine che dettava alla sua mamma finché non imparò a scrivere personalmente.
Pubblicato il 26/04/2015


Postato il 03/07/2019

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.” (Ugo Foscolo)
Infinita Memoria
Postato il 03/07/2018

“Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio” (infinitamemoria)
Infinita Memoria
Postato il 03/07/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 03/07/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Postato il 26/04/2015

Madonnina Tu sei buona Scendi sopra di noi e benediteci Prendi il mio cuore e portalo a Gesù Oh Madonnina Tu sei la stella del nostro cuore. Antonietta (Roma 18 settembre 1936)
Annalisa
Postato il 26/04/2015

Alla madonnina Madonnina tu sei buona scendi sopra di noi e benedici prendi il mio cuore portalo a Gesù Oh! Madonnina tu sei la stella del nostro cuore. (28 settembre 1936)
Annalisa
Postato il 26/04/2015

A Gesù Gesù amoroso ti dono il cuor mio. Gesù dammi delle anime!... Gesù tu sei buono!... Gesù accogli la tua bambina - baciala o Gesù amoroso. (28 settembre 1936)
Annalisa
Antonietta Meo, detta Nennolina (Roma, 15 dicembre 1930 – Roma, 3 luglio 1937), bambina italiana dichiarata venerabile dalla Chiesa cattolica nel 2007.

Biografia
Conosciuta col vezzeggiativo di Nennolina, fin dall'età di tre anni manifestò un vivo senso dell'amore di Dio, esprimendolo sempre più intensamente con letterine che dettava alla sua mamma finché non imparò a scrivere personalmente.

A quattro anni, mentre ancora frequentava l'asilo, venne iscritta alla sezione "Piccolissime" della Gioventù Femminile dell'Azione Cattolica. Indossava sempre e con fierezza il distintivo e ogni tanto chiedeva di vedere la tessera per ammirarla. Quando arrivavano i giornali poi, racconterà la madre, se li faceva leggere e rileggere e ne imparava a memoria le figure. Nel gennaio del 1936, pur non avendo l'età richiesta, venne iscritta tra le "Beniamine", visto che era stata ammessa a ricevere la Prima Comunione.

Il 29 novembre 1936 fece la sua Prima Confessione e nella notte di Natale ricevette la Prima Comunione.

Colpita da un tumore osseo che le causò prima l'amputazione della gamba sinistra e la portò poi alla precocissima morte, non perdette mai la serenità e la gioia, ma offrì le proprie sofferenze e la stessa vita a Gesù con decisione e lucidità.

La Gioventù Femminile promosse fin dal 1941 la causa di beatificazione per espresso volere di Armida Barelli, allora presidente nazionale, ed ancora oggi l'Azione Cattolica Italiana ne è promotrice. La Chiesa ha aperto per Antonietta Meo un processo di beatificazione, riconoscendo che, pur così piccola, la bambina ha praticato, in maniera proporzionata alla sua età, l'eroismo delle virtù.

Se il processo di beatificazione si dovesse concludere con esito positivo, Nennolina diverrebbe la più giovane santa non martire mai proclamata dalla Chiesa cattolica.

È sepolta nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma.

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