Attilio Piccioni

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NATO IL 14-07-1892
MORTO IL 10-03-1976
Italia Vicepresidente del Consiglio dei ministri  

Attilio Piccioni è stato un politico italiano, più volte ministro e parlamentare.

Infinita Memoria ha realizzato questo Memorial, per omaggiare un Uomo che attraverso il merito della sua opera si è distinto, ricoprendo un ruolo importante nella vita sociale culturale del Paese. E’stato quindi doveroso da parte nostra erigere un monumento alla memoria, la dove poter indirizzare i nostri Infiniti ringraziamenti
Pubblicato il 06/08/2013
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Postato il 10/03/2017

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. (Papa Francesco)
Infinita Memoria
Postato il 10/03/2016

“Sappiate che nulla di ciò che ha radice nel cuore è perduto o verrà dimenticato”.
Infinita Memoria
Attilio Piccioni (Poggio Bustone, 14 giugno 1892 – Roma, 10 marzo 1976) è stato un politico italiano, più volte ministro e parlamentare.

Biografia
Formazione familiare e adesione al Partito Popolare

Piccioni nacque nel reatino da padre umbro di Foligno e madre di Reggio Emilia. Studiò a Rieti e si laureò in giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Partecipò alla Prima Guerra mondiale prima come ufficiale dei bersaglieri, poi come istruttore di automezzi. Nel 1919 soggiornò a lungo a Torino, ospite del fratello, funzionario della prefettura; si sposò e aderì al Partito Popolare Italiano, appena fondato da Luigi Sturzo. Fu segretario del PPI nel capoluogo piemontese e membro del Consiglio nazionale (1919-24).
Con l'avvento del fascismo al potere, nel 1926, dopo lo scioglimento forzoso del PPI, si trasferì a Pistoia, dove riprese ad esercitare la professione di avvocato e rimase vedovo.

Fondazione della Democrazia Cristiana e primi incarichi di governo
Il 19 marzo 1943, a Roma, in casa di Giuseppe Spataro, Piccioni prese parte al convegno clandestino del primo nucleo di fondatori della Democrazia Cristiana, nel quale fu discusso e approvato il documento, redatto da Alcide De Gasperi: "Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana"; esponente del Comitato di Liberazione Nazionale della Toscana, si trasferì a Roma nell'immediato dopoguerra.
Il 2 giugno 1946, Piccioni fu eletto all'Assemblea Costituente[2] e fece parte della Commissione dei 75 incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione della Repubblica.
Uomo di fiducia di Alcide De Gasperi, fu segretario politico della DC dal 1946 al 1949  e vicepresidente del Consiglio dei ministri nel quinto governo dello statista trentino (1948-1950). Fu poi Ministro di grazia e giustizia nel sesto governo De Gasperi (1950-1951) e ancora vicepresidente del Consiglio nei governi De Gasperi VII (1951-1953) e De Gasperi VIII (1953). Nel frattempo, fu rieletto deputato nella II legislatura.

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